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Efficienza energetica, clima e strategie: il ruolo delle ESCo

Scritto da
Andrea Ballocchi
Efficienza energetica, clima e strategie: il ruolo delle ESCo

L’efficienza energetica assume un ruolo di protagonista nelle decisioni UE e le ESCoEnergy Service Company possono contribuire sensibilmente. Dal convegno a Key Energy organizzato da AssoESCo, associazione di categoria rappresentante decine di aziende italiane, ESCo e attori dell’efficientamento energetico, emergono idee e propositi perché l’Italia pronta a vincere la sfida posta dagli obiettivi europei in ottica di clima ed energia e sintetizzabili nella riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e neutralità climatica al 2050.

Sono obiettivi assai ambiziosi, ma necessari non solo per risparmiare energia e ridurre le emissioni, ma per garantirci un futuro. I cambiamenti climatici e oggi l’emergenza pandemica Covid-19 richiedono risposte nette ed efficaci. Come fare allora? Innanzitutto occorre guardare alle opportunità fornite da transizione energetica e innovazione tecnologica.

Vittorio Cossarini, presidente AssoESCo, segnala a tal proposito che «una percentuale sostanziosa di nostri soci sta investendo in digitale, sia in risorse finanziarie che di persone; alcuni associati hanno raccolto la sfida delle UVAM, rappresentando oggi il 30% di questo mercato e molte imprese associate stanno raccogliendo la sfida del Superbonus 110% in qualità di integratori».

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Efficienza energetica, clima e piani UE: scenario e priorità

È necessario però che i decisori politici puntino a sostenere l’efficienza energetica in vista della predisposizione del Piano nazionale per la ripresa e resilienza da presentare all’UE ad aprile 2021. Il vicepresidente, Leonardo Santi, delinea a questo proposito il quadro italiano relativo al Recovery Fund e dell’allocazione dei fondi in funzione degli obiettivi di decarbonizzazione e dell’attività delle ESCo.

Ricorda che la Commissione europea, con la sua proposta per il bilancio UE 2021-2027 e il piano Next Generation EU, ha introdotto un ventaglio di nuovi interventi e diverse implementazioni ai programmi europei esistenti. Fra le novità c’è il Recovery and resilience facility (RRF): un dispositivo mirato a mitigare l’impatto economico e sociale della crisi legata al Covid-19 e, contemporaneamente, all’affrontare le sfide a lungo termine. «Sui complessivi 750 miliardi di euro, all’Italia verranno destinati 208 miliardi, da impiegarsi per il 70% entro il 2022 e per il restante 30% entro il 2023», spiega.

Efficienza energetica al centro: la gestione delle risorse

Secondo AssoESCo, una parte rilevante delle risorse che verranno stanziate dovrà essere destinata alla transizione energetica e allo sviluppo sostenibile. «L’efficienza energetica è un elemento chiave, nonché «un fattore di traino chiave della ripresa economica, per tre ragioni: è pienamente in linea con le priorità europee e nazionali; è indispensabile per traguardare i target di decarbonizzazione europei e nazionali delineati dal PNIEC; coinvolge migliaia di grandi imprese e Pmi, genera un enorme indotto economico, può contribuire sia alla ripresa economica sia a migliorare il benessere sociale, rendendo abitazioni, uffici e fabbriche più puliti, più sicuri, più sani».

Lo stesso Santi illustra gli ambiti di iniziativa che riteniamo prioritari: a cominciare dalla riqualificazione degli immobili privati, puntando a riconvertire il patrimonio immobiliare entro il 2050. Per questo sarà importante la proroga del Superbonus 110% oltre il 2021, oltre a rafforzare le altre leve fiscali per intervenire su un numero crescente di edifici. Anche la riqualificazione degli immobili pubblici delle amministrazioni locali diventa importante: in questo senso oltre a potenziare e rendere maggiormente fruibile il Conto Termico, il vicepresidente di AssoESCo richiede di impostare un Programma di riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione locale, analogo al PREPAC per la PA centrale.

Oltre all’edilizia e al patrimonio immobiliare, occorre lavorare all’efficienza energetica nell’industria. Qui oltre a rafforzare i sistemi di supporto all’efficienza energetica nel settore, migliorabili, occorre riformare e potenziare il meccanismo dei Certificati Bianchi. Inoltre si devono rendere continuativi nel tempo gli Audit energetici e incentivare le Certificazioni green delle imprese, supportare lo sviluppo di competenze delle PMI.

Tra le proposte di AssoESCo si mette in luce il valore della generazione distribuita, rinnovabile ed efficiente e infine la necessità di promuovere competenze e cultura dell’efficienza energetica.

Efficienza energetica e TEE: Certificati Bianchi, un meccanismo da ottimizzare

A proposito dei Certificati Bianchi, la vicepresidente Simona Ferrari, chiarisce cosa occorra fare e cosa è stato finora fatto da AssoESCo. Nel primo, risulta fondamentale che il Ministero dello Sviluppo economico definisca «celermente» gli obblighi nazionali e in capo ai soggetti obbligati assunti per l’incremento dell’efficienza energetica negli usi finali di energia elettrica e gas naturale nel periodo 2021-2024, per evitare il rischio della sospensione degli investimenti in iniziative come, per esempio, quelle relative alla Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), e il mancato rientro finanziario.

«Il meccanismo deve diventare più prevedibile sia in termini di titoli potenzialmente ottenibili con un intervento di efficienza energetica, sia di prezzo dei titoli stessi; il contesto regolatorio sia chiaro e stabile, definendo inoltre criteri procedurali semplici, chiari e non modificabili retroattivamente».

L’Associazione ricorda anche cosa abbia fatto, a partire dalle interlocuzioni con il Mise in materia di cumulabilità e credito di imposta, alle proposte interassociative in materia di TEE e azioni urgenti, oltre all’avvio di un tavolo di lavoro periodico con GSE, con cui sono state avviate interlocuzioni da tempo, anche in ambito CAR.

Efficienza energetica degli edifici: il punto di vista delle ESCo d’Europa

Dall’Italia all’Europa, l’efficienza energetica è di grande attualità, a partire dalle opportunità aperte con NEXT Generation EU e Recovery Fund. Su questo punto è stato interessante il punto di vista di EFIEES, federazione europea dei servizi per l’efficienza energetica, rappresentata dalla senior policy officer, Alessia Endellini. A proposito del Recovery and resilience fund ha sottolineato come ogni Paese dovrà dedicare il 37% delle risorse della RRF all’azione per il clima e almeno il 20% alla transizione digitale. Riforme e investimenti dovranno contribuire a sette “iniziative faro” che includono il miglioramento dell’efficienza energetica del parco immobiliare. Con la strategia Renovation Wave presentata lo scorso ottobre gli obiettivi sono ambiziosi: a partire dal raddoppio dell’attuale tasso di ristrutturazioni degli edifici (dall’1% al 2% entro il 2030) all’adozione di standard minimi obbligatori di prestazione energetica per gli edifici esistenti. Un punto in particolare interessa alle Energy Service Company: nel piano, infatti, si intende espandere il loro impiego, oltre a soluzioni quali i contratti a rendimento energetico.

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«I servizi offerti dalle ESCo e l’energy management avranno un ruolo chiave in questo contesto», sottolinea Endellini, segnalando cinque azioni prioritarie che spaziano dalla estensione dei requisiti per la ristrutturazione degli edifici a tutti i livelli della PA alla introduzione di requisiti per l’efficienza energetica negli edifici terziari, incrementando allo stesso tempo l’efficienza energetica nell’industria e migliorando il sistema di audit energetici. Bisogna anche adottare sistemi di certificazione per i vari fornitori di servizi energetici, in particolare le ESCo. Infine, occorre riconoscere il ruolo delle società specializzate nell’efficientamento energetico in senso più ampio, alla luce del loro contributo alla decarbonizzazione e all’integrazione energetica, per esempio all’interno delle comunità energetiche e dei distretti industriali.

Scritto da
Andrea Ballocchi