Cerca
  • Efficienza energetica
  • Scenario

PNRR, Piano nazionale Ripresa e Resilienza: obiettivi e linee di finanziamento

PNRR, Piano nazionale Ripresa e Resilienza: obiettivi e linee di finanziamento

Cos’è il PNRR

Il termine PNRR sta per Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e indica il programma di investimenti e di interventi che l’Italia deve presentare alla Commissione europea per rispondere alla crisi economica e sociale determinata dalla pandemia da Covid-19. Un piano, quindi, per supportare la ripresa e la capacità di adattamento (resilienza) e per utilizzare i fondi stanziati dall’Ue nell’ambito del programma Next Generation EU.

Fondamentalmente è il Recovery Plan italiano. Anche gli altri stati membri dell’Ue devono presentare un simile piano entro il termine stabilito del 30 aprile 2021.

Sfide e obiettivi del PNRR

Il PNRR italiano si pone 4 macro-obiettivi principali ovvero:

  • Migliorare la resilienza e la capacità di ripresa dell’Italia.
  • Ridurre l’impatto sociale ed economico della pandemia.
  • Sostenere la transizione verde e la digital transformation.
  • Sviluppare il potenziale di crescita dell’economia e creare occupazione.

L’iter del Recovery Plan in Italia

Il percorso per la realizzazione del Piano di ripresa e resilienza è iniziato lo scorso settembre ad opera del Comitato interministeriale per gli affari europei in coordinamento con tutti i Ministeri, le Regioni e gli enti locali. Come primo passaggio sono state definite delle Linee guida, poi approvate da Camera e Senato.

I colloqui con la Commissione europea hanno preso il via nel mese di ottobre con la presentazione dei primi piani preliminari, ma ancora oggi molti sono i temi sul tavolo di discussione. Ad oggi esiste uno schema in accordo alle linee essenziali stabilite dal programma Next Generation Ue, ma il piano definitivo viene presentato soltanto ad aprile 2021.

Come funzionerà il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza si suddivide in quattro parti:

  • Obiettivi generali e coerenza del Piano.
  • Riforme e investimenti per una transizione “green, smart and healthy”.
  • Attuazione e monitoraggio del PNRR.
  • Valutazione dell’impatto macroeconomico del PNRR.

Nello specifico il Piano segue 6 linee strategiche di azione che rappresentano anche le aree strutturali su cui saranno incentrati i vari interventi, le dotazioni finanziarie e la relativa suddivisione in Cluster o aree di focalizzazione.

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e ricerca
  5. Parità di genere, coesione sociale e territoriale
  6. Salute

Queste sei missioni o linee strategiche riprendono per molti versi i 17 obiettivi stabiliti dall’ONU nell’Agenda 2030 per uno sviluppo mondiale sostenibile.

Recovery Plan: la dotazione finanziaria

I 191,5 miliardi messi a disposizione dal Programma Next Generation EU – insieme ai 30,6 di un Fondo complementare – saranno allocati e ripartiti in funzione delle 6 linee strategiche descritte sopra. Per un totale di 222,1 miliardi di euro.

In particolare, secondo l’ultima release del 26 aprile:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura avrà una dotazione complessiva di 49,2 miliardi, pari al 27% del totale delle risorse a disposizione.
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica disporranno di ben 68,6 miliardi, ovvero il 30% del totale.
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile potranno contare su 31,4 miliardi, pari a circa il 14%.
  • Istruzione e ricerca conteranno su un finanziamento totale di 31,9 miliardi, pari al 14%.
  • Parità di genere, coesione sociale e territoriale disporrà di 22,4 miliardi, ovvero 10% del totale.
  • Salute, infine, avrà un finanziamento di 18,5 miliardi, pari al 4,6%.

Questi finanziamenti dovranno essere utilizzati nei prossimi sei anni (2021-2026) in base a specifici programmi attuativi.

grafico torta PNRR - La dotazione finanziaria del Recovery Plan ripartita per area in %
PNRR – La dotazione finanziaria del Recovery Plan ripartita per area in %

Schema del PNRR – Piano nazionale di Ripresa e Resilienza

Lo schema del PNRR articola così le principali aree di intervento per ciascuna missione, ponendo l’accento su alcune tematiche chiave. Vediamole insieme.

PNRR – Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura

In questa prima missione del PNRR rientrano 3 cluster o linee di investimento che andranno a supportare:

C1 – Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pubblica Amministrazione

Con un finanziamento di circa 11 miliardi di euro, questo intervento andrà a favore della modernizzazione e digitalizzazione della PA (infrastrutture digitali, gestione dati e interoperabilità, servizi e piattaforme, cybersecurity e competenze digitali dei cittadini) ma anche dell’innovazione organizzativa, del lavoro agile e del capitale umano della PA (con un rafforzamento delle competenze, nuovi strumenti organizzativi e modelli di lavoro, verso una PA snella, semplice e connessa). Non solo. Questa area riguarderà anche l’innovazione organizzativa della Giustizia e il supporto per l’uso di tecnologie e pagamenti digitali.

C2 – Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo

Gli investimenti saranno finanziati sia alla digitalizzazione, a R&S e innovazione del sistema produttivo (in cui rientrano la transizione 4.0 e il supporto a innovazione e tecnologia dei microprocessori) sia al supporto di banda larga, 5G e monitoraggio satellitare. E infine ai programmi di internazionalizzazione.

In particolare, il Governo punta ad avviare la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese.
Ha inoltre avviato un Piano Italia 5G.

C3 – Cultura e Turismo 4.0

I finanziamenti riguarderanno lo sviluppo e l’accessibilità dei grandi attrattori turistico, lo sviluppo del turismo nelle aree rurali e nelle periferie, lo sviluppo di servizi turistici e di imprese creative e culturali, la valorizzazione dei siti storici e il miglioramento delle strutture ricettive.

PNRR – Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

In questo filone, sicuramente centrale all’interno del PNRR, sono stati individuati 4 macro-aree di intervento:

C 1 – Impresa verde ed economia circolare

L’Italia intende impegnarsi in una strategia nazionale per l’economia circolare investendo nell’agricoltura sostenibile e in una migliore gestione dei rifiuti. Tra gli obiettivi, quello di raggiungere il 65% di riciclo dei rifiuti plastici e il 100% di recupero nel settore tessile.

C2 – Transizione energetica e mobilità sostenibile locale

I miliardi di euro stanziati in quest’area di intervento vogliono implementare e supportare la produzione e distribuzione di energie rinnovabili e sostenere la filiera industriale legata alle rinnovabili. Ma anche potenziare e digitalizzare le infrastrutture della rete elettrica e sostenere i progetti dei Comuni che sono in linea con gli obiettivi del PNIEC.

Sempre in questa corposa area di intervento saranno previste misure per la promozione della produzione, distribuzione e uso di idrogeno verde così come azioni per rendere i trasporti locali sostenibili e per sviluppare le ciclovie.

C 3 – Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

Con finanziamenti davvero importanti, l’obiettivo italiano è quello di avviare un programma di riqualificazione strutturale degli edifici scolastici e realizzazione di nuove scuole così come quello di supportare azioni verso un sistema ospedaliero sicuro, tecnologico, digitale e sostenibile. In generale, si parla di un programma per rendere l’edilizia residenziale pubblica “Safe, green e social”. Così come si parla dell’efficientamento energetico e della riqualificazione di edifici pubblici delle aree metropolitane e dei piccoli Comuni.

In questo ambito rientra anche la possibilità di estendere ulteriormente il superbonus 110% a fine 2022.

C4 – Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica

In questo caso la dotazione finanziaria di circa 15 miliardi di euro. L’obiettivo del Recovery Plan è quello di ridurre le perdite nelle reti idriche, di migliorare l’approvvigionamento idrico e implementare fognature e depurazione, ma anche di intervenire per una migliore gestione del rischio alluvioni e una riduzione del rischio idrogeologico, così come una gestione forestale sostenibile.

PNRR – Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Parlando di infrastrutture e mobilità sostenibile, gli incentivi e i finanziamenti andranno a supporto di:

C 1 – Alta velocità ferroviaria e manutenzione stradale

La dotazione di circa 28 miliardi euro punta sulle infrastrutture ferroviarie per la mobilità e connessione veloce del Paese e lo sviluppo infrastrutturale e tecnologico di nodi e linee ferroviarie. Ma anche sui sistemi di controllo e sul  monitoraggio dinamico per migliorare autostrade e interventi su ponti, viadotti e gallerie. Altri finanziamenti riguarderanno le smart road e la digitalizzazione delle strade.

C2 – Intermodalità e logistica integrata

3,6 miliardi di euro avranno come focus i progetti portuali e di navigazione fluviale e il miglioramento di porti e intermodalità.

PNRR – Missione 4: Istruzione e ricerca

Nell’area rientrano i seguenti cluster:

C 1 – Potenziamento delle competenze e diritto allo studio

Il finanziamento è di 16,7 miliardi di euro.

C 2 – Dalla ricerca all’impresa

Una dotazione di 11,7 miliardi di euro in cui rientrano supporto all’innovazione e al trasferimento di tecnologia, così come il rafforzamento di iniziative di partenariato per la ricerca e l’innovazione.

PNRR – Missione 5: Inclusione e Coesione

Si riprende alcuni degli obiettivi per uno sviluppo sostenibile ponendo l’accento soprattutto su:

C 1 – Politiche per il lavoro

Il finanziamento sarà di 12,6 miliardi di euro.

C2 – Infrastrutture sociali

Si parla di 10,8 miliardi di euro.

C3 – Interventi speciali di coesione territoriale

Il valore di 3,89 miliardi di euro si concentrerà sulle zone terremotate ad esempio, ma anche sulle esigenze specifiche delle aree interne e montane o su progetti per lo sviluppo e la coesione territoriale. Tra gli altri dovrebbe esserci anche il Piano energia per la Sardegna e le piccole isole.

PNRR – Missione 6: Salute

Al centro di questa tematica ci sono due cluster:

C1 – Assistenza di prossimità e telemedicina

Il finanziamento sarà incentrato sul potenziamento dell’assistenza sanitaria, sulla rete territoriale su salute, ambiente e sicurezza alimentare.

C2 – Innovazione, ricerca e digitalizzazione dell’assistenza sanitaria

Insieme ad ammodernamento tecnologico e digitale, a ricerca e trasferimento tecnologico e a potenziamento della formazione del personale saranno al centro dello stanziamento.

tabella PNRR recovery plan risorse e finanziamenti per singola missione e cluster
PNRR – recovery plan risorse e finanziamenti per singola missione e cluster

PNRR: il Governo Draghi incarica McKinsey

Il 17 febbraio 2021, nel discorso del neo Primo Ministro Mario Draghi in Senato, in tema di Piano Nazionale di ripresa e resilienza, ha spiegato che le Missioni potranno essere rimodulate ma che non cambieranno nella sostanza. Il PNRR rappresenta il fulcro per gli obiettivi nazionali del prossimo decennio, permettendo di definire i traguardi per il 2026 e poi anche per 2030 e 2050.

La governance del PNRR italiano è e rimane in capo al MEF – Ministero dell’Economia e della Finanza. Per validare il piano, il MEF ha richiesto il supporto della società di analisi di mercato McKinsey. Non si tratta però di analizzare o ridefinire obiettivi e missioni del piano. L’incarico riguarda piuttosto lo studio e l’analisi dei piani nazionali “Next Generation” già predisposti dagli altri Paesi dell’Unione Europea e un supporto tecnico-operativo.
Il contratto con McKinsey ha un valore di 25mila euro ed è stato affidato in base al Codice degli Appalti.

PNRR: aggiornamento al 26 aprile

Il PNRR è stato trasmetto al Parlamento in data 25/4/2021.
Il Governo prevede che il Piano nazionale di ripresa e resilienza farà salire il Pil di 3,6 punti percentuali entro il 2026.

Giornalista e communication manager è stato collaboratore, capo redattore e direttore di riviste specializzate con focus su smart technologies, industria elettronica, LED e illuminazione e sostenibilità ambientale. Laureata in Lingue, ha acquisito nel corso degli anni forti competenze in ambito Smart City e Smart building. Da oltre 10 anni, segue progetti editoriali speciali in tema di città sostenibili e intelligenti e promuove e organizza il premio Ecohitech Award. Negli ultimi 8 anni si è specializza in content marketing, editoria online e scrittura SEO-oriented. Oggi è Direttore editoriale di LUMI4innovation.it