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Conto Termico, cos’è e come funziona

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Conto Termico, cos’è e come funziona

Cos'è il Conto Termico

Il Conto Termico è un meccanismo di incentivazione che promuove la realizzazione di interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni.

Più nel dettaglio, il Conto Termico si pone l’obiettivo di arrivare a una riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale, grazie a un processo di trasformazione dell’assetto edificio-impianto, e di stimolare la riduzione del fabbisogno di energia termica, la produzione di energia attraverso apparecchi più performanti e, infine, l’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione dell’energia termica necessaria agli usi finali.

In buona sostanza, grazie al Conto energia termico – che è stato istituito con il DM 28/12/12 (il cosiddetto decreto “Conto termico”) – diventa più conveniente riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni e aumentare il proprio grado di autonomia energetica, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta.

Il GSE (Gestore dei servizi energetici) è il soggetto responsabile dell’attuazione e gestione del Conto Termico: a questa istituzione spetta il compito di assegnare e a erogare i contributi secondo le modalità e i criteri specificati nelle regole applicative. La dotazione annuale del Conto Termico è di 900 milioni di euro, di cui 200 milioni specificatamente destinati alla Pubblica Amministrazione.

Nel 2019, il Conto termico si è affermato trovando un maggior riscontro da parte degli operatori: nello scorso anno sono stati registrati volumi di richieste pari al 68% di quanto pervenuto in tutti gli anni precedenti (2013-2018). Nel 2019 sono pervenute 114.330 richieste (+23% rispetto al 2018), cui corrispondono incentivi pari a 433 milioni (+29% rispetto al 2018).

infografica sul conto termico: cos è, come funziona, come richiederlo e come calcolare gli incentivi

Le spese ammissibili nel Conto Termico

Conto Termico: immagine di una lampadina disegnata
Il Conto Termico può contare su uno stanziamento annuale di 900 milioni di euro

Gli interventi previsti dal Conto Termico vanno distinti in due precise e distinte categorie:

1. Incremento dell’efficienza energetica degli edifici esistenti
a. isolamento termico di superfici opache;
b. sostituzione di chiusure trasparenti;
c. sostituzione impianti di climatizzazione invernale con generatori di calore a condensazione;
d. installazione di sistemi di schermatura e/o ombreggiamento;
e. trasformazione degli edifici esistenti in «edifici a energia quasi zero» (edifici nZEB);
f. sostituzione di sistemi per l’illuminazione d’interni e delle pertinenze esterne con sistemi
efficienti di illuminazione;
g. installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico (building automation).

2. Sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti alimentati da fonti rinnovabili o con sistemi ad alta efficienza
a. pompe di calore, per climatizzazione o produzione di acqua calda sanitaria;
b. caldaie, stufe, camini e termocamini alimentati a biomassa;
c. impianti solari termici per climatizzazione, produzione di acqua calda sanitaria o calore di processo, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
d. scaldacqua a pompa di calore;
e. impianti ibridi a pompa di calore per la climatizzazione invernale.

L’aspetto fondamentale di questa distinzione è che i soggetti privati, per i quali è riservata una quota di 700 milioni di euro annui, possono accedere al meccanismo incentivante esclusivamente per la realizzazione di interventi di categoria 2.

Al contrario, la Pubblica Amministrazione può accedere al contributo del conto termico per entrambe le categorie.

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Chi sono i beneficiari del Conto Termico

Vediamo chi può beneficiare del bonus del Conto Termico e farne richiesta al GSE.
Questo meccanismo di incentivazione si rivolge a due differenti tipologie di soggetti:
1) Le Pubbliche Amministrazioni: in questa definizione sono inclusi gli ex Istituti Autonomi Case Popolari, le cooperative di abitanti iscritte all’Albo nazionale delle società cooperative edilizie di abitazione e dei loro consorzi costituiti presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nonché le società a patrimonio interamente pubblico e le società cooperative sociali iscritte nei rispettivi albi regionali.
2) I soggetti privati (cittadini e imprese) 

L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente da questi soggetti oppure tramite una ESCO. La differenza è che le Pubbliche amministrazioni devono sottoscrivere un contratto di prestazione energetica, mentre i soggetti privati un contratto di servizio energia. Da rilevare che – dal 19 luglio 2016 – possono presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352. 

Come funziona il Conto Termico

Il Conto termico prevede due diverse modalità di accesso al meccanismo di incentivazione:

1) accesso diretto: procedura disponibile per soggetti pubblici e privati ed è consentita a seguito della conclusione degli interventi.
2) prenotazione: consentita alle sole PA e alle ESCo che operano per loro conto, a esclusione delle cooperative di abitanti e cooperative sociali ed è relativa a interventi ancora da realizzare.

Sulla base delle spese ammissibili sostenute, gli incentivi per gli interventi di categoria 1 sono riconosciuti nel rispetto dei limiti percentuali e dei massimali di costo unitario e complessivo previsti per ciascuna tipologia di intervento. Per gli interventi di categoria 2, l’incentivo è calcolato in base alla producibilità presunta per ogni zona climatica, alla tecnologia e alla taglia dell’impianto, ma in ogni caso deve essere inferiore al 65% delle spese sostenute.

Gli interventi di sostituzione di impianti e apparecchi devono essere realizzati in edifici e fabbricati rurali esistenti. Inoltre, per beneficiare del Conto Termico i progetti devono essere realizzati utilizzando esclusivamente apparecchi e componenti di nuova costruzione, nonché essere correttamente dimensionati, sulla base della normativa.

Da notare che il Conto termico non è cumulabile con altri incentivi statali (Certificati Bianchi, detrazioni fiscali, ecc), a eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse. Limitatamente agli edifici pubblici (a uso pubblico), è cumulabile con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.

Ma in che modo i soggetti beneficiari godono degli incentivi ottenuti con il Conto Termico? La nuova disciplina del Conto Termico ha confermato l’erogazione del contributo in 1, 2 o 5 rate annuali in funzione della taglia e della tipologia di intervento, introducendo, per le richieste presentate dai privati, il pagamento in un’unica soluzione per importi fino a 5.000 euro. Per la PA sono previsti pagamenti in un’unica soluzione anche per valori eccedenti questa cifra. Per l’accesso su prenotazione, è previsto il pagamento di una rata di acconto al momento della comunicazione dell’avvio lavori e il saldo alla conclusione dell’intervento.

Conto Termico e normativa

La normativa del Conto Termico
Il Conto Termico è stato istituito con il DM del 28/12/2012

Il Conto Termico è stato istituito con il D.M. 28 dicembre 2012, con l’obiettivo di promuovere – accanto alle rinnovabili elettriche quali eolico e fotovoltaico – anche l’efficienza energetica e le rinnovabili termiche, in linea con gli obiettivi stabiliti a livello europeo. Eppure, per diverse ragioni, la prima versione del Conto termico non ha trovato grande applicazione. Di conseguenza, con l’art. 22 del DL 12 settembre 2013, n. 147 (cosiddetto Sblocca Italia) è stato disposto l’aggiornamento dei sistemi di incentivi secondo criteri di diversificazione, di innovazione tecnologica e di semplificazione procedurale dello strumento.

Tutto questo si è concretizzato con l’aggiornamento del Conto termico, stabilito dal Decreto interministeriale 16 febbraio 2016. Ribattezzato anche come Conto Termico 2.0, l’aggiornamento si è proposto di favorire un più ampio accesso alle risorse per imprese, famiglie e Pubblica Amministrazione, recependo al contempo tutte le disposizioni normative, anche di natura tecnica, adottate negli ultimi anni con impatto sulle tipologie di investimento incentivate. Tra le novità principali di questa riforma c’è stata l’introduzione di un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 mq) nel caso di installazione di componenti con caratteristiche garantite che sono contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, pubblicato e aggiornato periodicamente dal GSE.

Le novità del Conto Termico 2020

Conto termico 2.0 novità
Il Conto Termico è destinato a conoscere delle sostanziali novità normative

Il Conto termico è stato interessato da alcune novità anche in questo primo scorcio di 2020, caratterizzato dall’emergenza sanitaria. Innanzitutto, lo scorso primo luglio si è assistito all’aggiornamento del Contatore del Conto Termico, lo strumento che consente di monitorare i dati relativi agli incentivi riconosciuti tramite questo meccanismo. Nei primi sei mesi del 2020, dunque, l’impegno finanziario sostenuto per l’anno in corso ammonta complessivamente a 265 milioni di euro, con un incremento di circa 11 milioni rispetto a maggio 2020. Più precisamente l’impegno di spesa per il 2020 è derivante per 175 milioni a interventi realizzati da privati, mentre circa 91 milioni sono imputabili alla PA (di cui 60 milioni tramite la formula a prenotazione). Questi numeri permettono di stimare che nel secondo semestre dell’anno ci sarà ancora spazio per finanziare ulteriori interventi, soprattutto in ambito privato, dal momento i tre importi di incentivi impegnati sono compatibili con i limiti di spesa annui previsti per privati, PA e prenotazioni (pari rispettivamente a 700, 200 e 100 milioni di euro).

L’ultima edizione del contatore termico fa il punto anche sul peso dell’incentivazione dall’avvio del meccanismo (2013): in totale sono pervenute oltre 335 mila richieste di incentivi, alle quali corrisponde un ammontare di incentivi impegnati di 977 milioni, di cui 267 milioni per interventi realizzati dalla pubblica amministrazione e 710 milioni per interventi realizzati da privati. Segno che il Conto termico, soprattutto negli ultimi anni, sembra avere definitivamente preso piede. Il Governo, punta però a rafforzare ulteriormente il meccanismo: il D.Lgs 14 luglio 2020 n. 73 per l’attuazione della direttiva UE 2018/2002 sull’efficienza energetica prevede, tra le altre cose, l’anticipo dell’aggiornamento del “Conto Termico” al 30 giugno 2021, con l’inclusione di nuovi interventi ammissibili per l’erogazione del beneficio. In particolare, dovrebbero ottenere l’accesso al finanziamento anche l’installazione di impianti di microcogenerazione e dei punti/reti di ricarica per veicoli elettrici, semplificando l’accesso allo schema anche attraverso l’applicazione dei contratti EPC.

Cosa cambia con il Conto Termico 2.0

Il Conto Termico 2.0 è stato pensato per sfruttare meglio gli incentivi per gli interventi di efficientamento energetico e allo sviluppo delle fonti rinnovabili termiche, andandosi a integrare con il superbonus 110%.

Ma quali sono le differenze tra la vecchia versione del Conto Energia Termico del 2012 e il Conto Termico 2020? Cerchiamo di sintetizzarlo in pochi punti:

  • Soggetti ammessi

I soggetti ammessi vengono ampliati e comprendono ora anche le società “in house”, ovvero aziende pubbliche in forma societaria, e le cooperative di abitanti.

  • Dimensione impianti

Il Conto Termico 2.0 ha aumentato la dimensione massima degli impianti che danno diritto ad accedere agli incentivi.

  • Procedura di accesso più snella

La procedura di accesso è stata semplificata e velocizzata, per semplificare e ridurre i tempi di rimborso.

  • Numero maggiore di interventi possibile
  • Rata unica

Aumenta la possibilità di richiedere una rata unica, che passa da 600 a 5.000 euro.

  • Tempi minori

Si passa dai 6 mesi ai 2 mesi per l’accesso al contributo.

  • Incentivi più alti

banner sul conto termico

I vantaggi per la Pubblica Amministrazione

Conto termico PA
Il Conto Termico è uno strumento pensato anche per favorire l’efficientamento della PA

Il Conto Termico è un meccanismo che cerca di avvantaggiare significativamente l’efficienza energetica della Pubblica amministrazione, che può contare su un quantitativo di risorse annuali (200 milioni di euro), ben distinto da quello dei privati. Tutti gli enti pubblici possono richiedere il Conto Termico, per riqualificare edifici dei quali siano proprietari o utilizzatori. La scelta del Conto Termico presenta per la PA numerosi benefici:
Accedervi consente di recuperare buona parte dei costi di investimento sostenuti per gli interventi, ridurre la spesa corrente per i consumi energetici e diminuire l’impatto ambientale.

Parliamo di interventi estremamente concreti, che possono dunque interessare tutte le PA, che anche per obblighi di natura normativa sono tenute a un certo grado di riqualificazione energetica. Ad esempio:
• sostituzione di infissi e pannelli vetrati di alta qualità e introduzione di schermature
• sostituzione dei sistemi per l’illuminazione
• sostituzione dei sistemi per la climatizzazione con tecnologie ad alta efficienza
• produzione di energia termica da fonti rinnovabili
• introduzione di sistemi avanzati di controllo, gestione dell’illuminazione, della ventilazione, del
condizionamento, etc.
trasformazione degli edifici in nZEB (consentita anche la demolizione e ricostruzione dell’immobile)

Di particolare importanza è che la cumulabilità del Conto Termico, molto osteggiata per il privato, è invece completa per la PA: il Conto Termico è infatti cumulabile con qualsiasi altra forma di finanziamento, se non stabilito diversamente dagli altri contributi, a patto che la loro somma non superi il 100 % del costo totale. Per esempio, le PA possono sommare, fino al raggiungimento del 100% delle spese, ai seguenti finanziamenti:

• Por Fesr Asse IV
• Programmazione triennale per l’edilizia scolastica
• Comma 140 per l’edilizia scolastica
• Fondo Kyoto
• Fondo per l’Efficienza Energetica
• Fondi della Protezione Civile

Un ulteriore vantaggio, riservato esclusivamente alla PA e alle ESCO che operano per suo conto, è rappresentato dalla formula dalla prenotazione: sostanzialmente le PA hanno la possibilità di prenotare l’incentivo prima ancora che l’intervento sia realizzato e ricevere un acconto delle spettanze all’avvio dei lavori, mentre il saldo degli importi dovuti sarà riconosciuto alla conclusione dei lavori, in analogia a quanto viene attuato per la modalità in Accesso Diretto.

Come fare richiesta al GSE

Come primo passo, il soggetto richiedente deve registrarsi sul portale del GSE nella sezione Area Clienti.
Il soggetto responsabile, una volta terminato l’intervento di efficientamento energetico, deve presentare la richiesta di incentivo al GSE nella sezione dedicata al Conto Termico.
La richiesta deve essere presentata entro e non oltre 60 giorni dalla data di conclusione degli interventi.

Documenti da allegare alla richiesta di incentivo

Insieme alla richiesta, per ottenere l’accesso agli incentivi del Conto Termico occorre presentare al GSE (sul sito web PortalTermico) una serie di documentazioni che attestano la regolarità dell’intervento. Tra questi:

  • richiesta di concessione degli incentivi (modello 1) unitamente alla copia del documento d’identità in corso di validità;
  • delega (modello 4) del soggetto responsabile al soggetto delegato, solo nel caso in cui il soggetto responsabile abbia delegato un soggetto terzo a operare sul portale GSE in nome e per conto proprio;
  • copia del contratto, solo nel caso in cui una ESCo operi in nome e per conto di una PA o di un soggetto privato,  (il contratto deve riguardare gli aspetti di rendimento energetico o di servizio energia);
  • autorizzazione del proprietario (modello 8) dell’edificio su cui l’intervento è realizzato;
  • fatture e documentazione idonea che attestino i pagamenti effettuati.

I modelli dei vari documenti e l’elenco esaustivo sono scaricabili dal sito del GSE nella sezione dedicata. Si vedano le regole applicative del D.M. 16 febbraio 2016.

Relativamente alla corretta compilazione della pratica, il GSE ha recentemente ricordato che il Soggetto Ordinante dei pagamenti sostenuti per la realizzazione dell’intervento deve essere il Soggetto Responsabile, cioè colui che ha sostenuto direttamente le spese per l’esecuzione degli interventi e presentato istanza di riconoscimento degli incentivi al GSE. Di conseguenza non sono alcun modo incentivabili interventi per i quali sono stati presentati :
1) fatture attestanti il costo sostenuto non intestate al Soggetto Responsabile;
2) pagamenti delle fatture non sostenuti dal Soggetto Responsabile;
3) ricevute di bonifici non recanti esplicita evidenza dell’Ordinante del pagamento.

Come avviene la concessione degli incentivi

Se invece non stati commessi errori di questo tipo, gli incentivi del Conto Termico sono corrisposti dal GSE attraverso rate annuali costanti della durata compresa tra 2 e 5 anni, a seconda della tipologia di intervento e della sua dimensione, oppure in un’unica soluzione, se l’importo del beneficio complessivamente riconosciuto non supera i 5.000 euro.

Conto Termico: come calcolare gli incentivi

Il Conto Termico prevede degli incentivi che variano dal 40% al 65% a seconda del tipo di costo sostenuto.
Nello specifico, come viene riportato dal GSE, le quote incentivate sono:

  • fino al 65% per la demolizione e ricostruzione di edifici nZEB (near zero energy building);
  • fino al 65% per la sostituzione di impianti tradizionali con impianti a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici;
  • fino al 50% per interventi di isolamento termico;
  • fino al 40% per gli interventi di isolamento di pareti e coperture, sostituzione di corpi illuminanti con altri prodotti più efficienti, installazione di schermature solari e adozione di tecnologie di building automation;
  • fino al 40% per interventi di sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione.

Il Conto Termico è cumulabile con altri incentivi di natura non statale e, cosa molto importante, finanzia il 100% delle spese sostenute per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA e le ESCO che operano per loro conto e il 50% per le imprese.

Il contatore del conto termico: dati e funzioni

Il Contatore del Conto Termico è lo strumento dedicato del GSE per contare e monitorare i dati relativi agli incentivi concessi nel tempo ai vari interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Sulla base degli ultimi dati aggiornati – l’1 settembre 2020 – sono state ammesse più del 91% delle richieste pervenute.
Gli interventi hanno riguardato in modo prevalente i generatori a biomassa e il solare termico (per privati e imprese) e i generatori a condensazione e le diagnosi energetiche (per la PA).

grafico: calcolo degli incentivi per il conto termico aggiornato a settembre 2020

Le mappe del Conto Termico

Sul suo portale, il GSE ha pubblicato tre mappe per aiutare imprese, privati e Pubbliche Amministrazioni a orientarsi nel mondo degli incentivi per l’efficienza energetica e, in particolare, per capire come richiedere e ottenere il Conto Termico.

Uno strumento con le informazioni necessarie, tra normative, iter burocratici, modelli di documentazione da presentare, informazioni pratiche e strumenti digitali.

In particolare, il GSE ha messo a disposizione tre mappe del conto termico:

  1. Mappa per le Imprese – Una mappa rivolta alle imprese per semplificare il loro percorso di accesso agli incentivi del Conto Termico
  2. Mappa per la PA – accesso diretto – Una mappa che supporta le Pubbliche amministrazioni che intendono richiedere gli incentivi del Conto Termico per riqualificare i proprio edifici pubblici
  3. Mappa per la PA – accesso a prenotazione – Una mappa per le Pubbliche Amministrazioni che hanno già realizzato interventi di riqualificazione nel richiedere gli incentivi del Conto Termico
Scritto da
Gianluigi Torchiani