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Efficienza energetica: cos’è e come migliorarla. Norme e incentivi in Italia

Scritto da
Laura Baronchelli
Efficienza energetica: cos’è e come migliorarla. Norme e incentivi in Italia

Come fare efficienza energetica in Italia. Partendo dalla definizione di efficienza energetica per capire quali sono le normative di riferimento, i meccanismi di incentivazione e le agevolazioni esistenti a supporto di imprese, privati e pubbliche amministrazioni. Mantenendo precisi obiettivi di risparmio energetico al 2030.

Cosa si intende per efficienza energetica

Non è facile dare una definizione di efficienza energetica in quanto si tratta di un concetto dai contorni piuttosto ampi. Sostanzialmente, per efficienza energetica si intende la capacità di utilizzare il giusto quantitativo di energia per soddisfare un determinato bisogno evitando sprechi.

Fare efficienza energetica significa quindi effettuare interventi volti a ridurre i consumi energetici e a ottenere il massimo risultato con il minimo quantitativo energetico possibile.

Il concetto di efficienza energetica è però anche legato all’utilizzo di fonti di energia rinnovabile e alla possibilità di attivare iniziative di efficientamento volte a ottimizzare i consumi e ad aumentare il risparmio energetico (ed economico).

Questo implica un uso più razionale dell’energia a qualsiasi livello lo si voglia considerare: casa, edificio, città, azienda, impianto produttivo…

Gli obiettivi di efficienza energetica in Italia

Stando alle rilevazioni di ENEA, l’Italia è uno dei Paesi a maggiore efficienza energetica, con una intensità energetica primaria inferiore del 18% rispetto alla media europea.

Rapporto annuale efficienza energetica ENEA 2020

Secondo il Rapporto sull’efficienza energetica ENEA 2020, nel 2019 sono stati conseguiti risparmi energetici pari a circa 12 Mtep/anno, equivalenti cioè ad oltre i tre quarti dell’obiettivo finale entro il 2020. Questi risparmi derivano per più del 25% dai Certificati Bianchi e dalle detrazioni fiscali.
A livello settoriale, il residenziale ha già superato l’obiettivo prefissato, mentre l’industria e il terziario si trovano rispettivamente a due terzi e a metà degli obiettivi.

tabella

Guardando nel dettaglio al comparto industriale e ai livelli di efficienza energetica nell’industria, in un’ottica di economia decarbonizzata e secondo il principio “energy efficiency first”, i dati sono confortanti anche se c’è ancora da fare. Protagoniste del cambiamento dovranno essere le imprese energivore e le industrie ad alta intensità energetica. Tra queste il settore dell’acciaio e della chimica.

Lo strumento della diagnosi energetica diventa cruciale a supporto degli interventi di efficientamento energetico.
Rispetto al 2015, il numero complessivo delle diagnosi presentate è diminuito (da circa 15.000 a 11.000) ma allo stesso tempo il numero di partite IVA ottemperanti è aumentato (da circa 8.000 a circa 9.000), segno di un più ampio e diffuso utilizzo dello strumento.

Complessivamente, nel 2019 sono state presentate 11.172 diagnosi energetiche da parte di 6.434 imprese (su un totale di 7.984 aziende registrate). Considerando gli interventi di efficienza energetica individuati, essi riguardano: risparmi elettrici (29% del totale), termici (7%), di carburante (30%) e altri risparmi (34%).
La realizzazione degli interventi stabiliti in diagnosi energetica, con un ritorno dell’investimento fino a 5 anni, porterebbe a quasi il 60% del risparmio energetico  totale a fronte di un investimento pari a 3,4 miliardi di euro. A livello settoriale, circa 7.300 interventi sono stati individuati nel comparto manifatturiero, per un risparmio di circa 0,7 Mtep/anno, a fronte di circa 580 milioni di euro di investimenti.

Rapporto annuale efficienza energetica ENEA 2019

Stando al rapporto di ENEA sull’efficienza energetica in Italia nel 2019, nel periodo compreso tra il 2011 e il 2018 il risparmio energetico ottenuto attraverso il ricorso a precise misure di efficienza energetica, come i certificati bianchi, il conto termico o le detrazioni fiscali, è stato pari a 10,4 Mtep*/anno, ovvero al 67% dell’obiettivo stabilito entro il 2020 dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE) e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN).
*Mtep = milioni di tonnellate equivalenti di petrolio

Rapporto annuale efficienza energetica ENEA 2018

Il precedente Rapporto annuale sull’efficienza energetica ENEA 2018 riportava che, nel periodo tra il 2011 e il 2017, i risparmi energetici ottenuti grazie a misure di efficienza energetica erano stati di 8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio l’anno di energia…

Rapporto annuale efficienza energetica ENEA 2017

Il Rapporto ENEA del 2017 metteva invece in evidenza che l’Italia stava rispettando l’obiettivo definito per il 2016 fissato dal Piano Nazionale di Efficienza Energetica 2011, raggiungendo il 41% dell’obiettivo di risparmio stabilito entro il 2020.

Gli obiettivi di efficienza energetica entro il 2030

Per i prossimi anni, gli obiettivi definiti dal PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030prevedono una ulteriore riduzione dei consumi energetici italiani, considerando sia quelli civili che quelli industriali. Stiamo parlando di 9,3 Mtep/anno di qui al 2030 per un totale di 50,98 Mtep tra il 2021 e il 2030.

Di questi, 3,3 Mtep/anno dovrebbero arrivare dal residenziale, 2,4 dal terziario, 2,6 dai trasporti e 1 Mtep dall’industria.

Incentivi per l’efficienza energetica

Per promuovere l’efficienza energetica a tutti i livelli in Italia sono state emanate una serie di normative e sono disponibili alcuni importanti meccanismi di incentivazione. Tra questi i tre meccanismi più importanti sono le detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione, il conto termico, i titoli di efficienza energetica, ovvero i certificati bianchi. Ovviamente, da poco si è aggiunto anche l’ormai noto superbonus o ecobonus 110%.

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Le detrazioni fiscali

Questo tipo di agevolazioni fiscali riguardano interventi di riqualificazione energetica (ecobonus) o di ristrutturazione degli edifici. Le detrazioni possono essere al 50% e al 65% fino al 75% a seconda del tipo di intervento.  Ne possono usufruire tutte le persone fisiche e i soggetti Irpef.

Il Conto termico 2.0

Il Conto termico è un meccanismo di incentivazione che si rivolge sia ai privati e alle imprese sia alla Pubblica Amministrazione promuovendo l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Uno strumento che ha, ogni anno, una dotazione di 900 milioni di euro, di cui 200 destinate alle PA.

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I Certificati bianchi o Titoli di efficienza energetica

I certificati bianchi sono titoli di efficienza energetica (TEE) ottenibili di fronte al raggiungimento di precisi risultati di risparmio energetico. Il sistema è obbligatorio per alcuni soggetti mentre è di carattere volontario per altri.

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Il Fondo nazionale efficienza energetica

Il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica (FNEE) è un incentivo che sostiene di interventi finalizzati a garantire il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica. Creato dal Ministero per lo Sviluppo Economico a fine 2017, supporta gli interventi di efficientamento energetico realizzati da aziende, ESCo, Pubbliche Amministrazioni ed enti su immobili, impianti e processi produttivi.

L’incentivo ha una dotazione annuale di 310 milioni di euro, di cui un 30% in garanzie e un 70% in finanziamenti agevolati.

Gli interventi coinvolti dal Fondo devono riguardare il risparmio energetico nei processi industriali, l’efficientamento di servizi e infrastrutture pubbliche, come l’illuminazione pubblica, la riqualificazione energetica degli edifici e l’implementazione delle classi energetiche, la realizzazione e l’ampliamento di reti per il teleriscaldamento.

Ecobonus e Superbonus 110%

L’ecobonus 110 si rivolge a privati, cittadini e condomini e supporta gli interventi di efficientamento energetico degli edifici che prevedano un salto di almeno due classi energetiche.

Leggi di più sull’Ecobonus 110

Efficienza energetica nell'industria

Perché si possa fare efficienza energetica a 360°, bisogna partire dall’individuare quali sono i settori maggiormente “energivori”, ovvero con un elevato consumo energetico.

Il peso maggiore, in questo senso, è dato dai tre macro-settori industria, civile (residenziale e terziario) e trasporti.

C’è però anche da dire, come rileva un recente studio sull’efficienza energetica a cura dell’Energy & Strategy Group, che i segmenti industriale e quello Home & Building sono anche quelli che dimostrano di investire maggiormente in efficienza energetica. Il primo comparto con un valore di 2,3 miliardi di euro (pari al 33% degli investimenti totali) e il secondo con 4,6 miliardi pari al 65% del totale (dati 2018).

 Come fare efficienza energetica nell’industria

L’efficienza energetica è un obiettivo prioritario del settore industriale, in quanto proprio l’industria è tra i maggiori consumatori di energia. Nel comparto, in particolare, sono state identificate le imprese energivore come tutte le aziende (di grandi dimensioni ma anche PMI) con un consumo energetico maggiore o uguale a 1 GWh. Per questa tipologia di imprese sono previsti una serie di obblighi, tra cui quello di diagnosi energetica e di interventi di efficienza energetica ogni 4 anni, e opportunità di accedere a incentivi, tra cui i certificati bianchi.

In generale, l’efficienza energetica in un impianto produttivo può essere raggiunta attraverso interventi di vario tipo, a partire dal miglioramento della power quality a interventi più strutturali.

Obblighi per imprese energivore

Dal 2018 le imprese energivore possono usufruire di sconti sugli “oneri di sistema” pagati in bolletta, specialmente sulla componente legata all’uso di fonti di energia rinnovabile e sistemi di cogenerazione.

Sul fronte degli obblighi, le aziende energivore devono effettuare, ogni 4 anni, una Diagnosi Energetica. La diagnosi energetica o audit energetico è obbligatoria per grandi imprese e imprese energivore (incluse PMI) sulla base del D.Lgsl. 141/2016. Si tratta di una procedura finalizzata a ottenere una piena consapevolezza dei consumi energetici aziendali e a individuare, quantificare e programmare (obbligatoriamente) interventi di efficientamento energetico.

Diagnosi energetiche

La diagnosi energetica o “audit energetico” è obbligatoria e va fatta ogni quattro anni. Le piccole e le medie imprese non identificabili come energivore, non sono soggette all’obbligo di diagnosi, ma sono comunque chiamate ad adottare sistemi di gestione volontaria per l’efficienza energetica.

Non dimentichiamo il principio dell’energy efficiency first al quale si ispira tutto il comparto industriale.

Il sistema di gestione dell’energia ISO 150001

Le piccole e medie imprese possono migliorare i loro consumi energetici adottando, su base volontaria, un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001. Si tratta di un approccio sistemico all’obbietivo di efficienza energetica e di monitoraggio dei risparmi conseguibili.

Il ruolo dell’Energy Manager

L’Energy Manager rappresenta la figura di riferimento, all’interno delle aziende, per la gestione dell’energia. Suo il compito di seguire standard e adempimenti burocratici, di programmare interventi di efficienza energetica e monitoraggio energetico e fare in modo di rispondere agli obblighi normativi.

Gli energy manager sono quindi i responsabili dell’uso razionale dell’energia in azienda.

Efficienza energetica negli edifici

L’efficienza energetica degli edifici viene definita in funzione di un Attestato di Prestazione Energetica (APE) e di una certificazione energetica in funzione di specifiche classi e di alcuni requisiti minimi.

Se pensiamo che oltre i due terzi del patrimonio edilizio esistente in Italia è stato costruito prima degli anni 70 e che quindi la maggior parte degli edifici sono obsoleti e privi di sistemi di efficientamento energetico, ci rendiamo conto quanto ci sia ancora da fare in questo ambito. Certo è che negli ultimi anni ecobonus e detrazioni fiscali hanno dato una forte spinta in questo senso e che ci sono grandi aspettative collegate al superbonus 110.

I consumi energetici degli edifici e il ruolo della building automation

Gli edifici sono responsabili del 40% dei consumi energetici dell’Unione europea e anche in Italia coprono una quota alta dei consumi di energia. Per arrivare all’obiettivo europeo di dimezzare i consumi, bisogna partire da una maggiore comprensione di quali siano i sistemi che utilizzano maggiore energia o dove si verificano i maggiori sprechi.
In un edificio, i sistemi considerati più energivori sono riscaldamento, condizionamento e illuminazione. Automatizzare e controllare in modo intelligente un edificio – attraverso sistemi di building automation –  e rendere l’immobile uno smart building può quindi portare notevoli benefici, sia in termini di miglioramento del confort che in termini di efficienza energetica.

I consumi del settore civile sono spesso dovuti a un alto grado di inefficienza energetica delle utenze, sia per ciò che riguarda il fabbisogno termico che quello elettrico.

Energia termica: come ridurre i consumi

Il fabbisogno di energia termica è legato alle esigenze di riscaldamento degli ambienti di un edificio o di una abitazione e alla produzione di acqua calda sanitaria. Per ridurre i consumi energetici in questo ambito servono prima di tutto interventi per efficientare l’involucro dei fabbricati.

In base al grado di efficienza raggiunta (certificabile in base al fabbisogno termico annuo per metro quadro) è possibile ottenere degli incentivi e, ovviamente, risparmiare sulla bolletta. Altri interventi di efficienza energetica riguardano la sostituzione di sistemi di produzione di energia termica con sistemi di energia rinnovabile come il solare termico e l’utilizzo di pompe di calore e di caldaie a condensazione.

Energia elettrica: come ridurre i consumi

Il fabbisogno di energia elettrica nel settore civile è legato per gran parte all’illuminazione.
I maggiori interventi di efficientamento energetico riguardano quindi eventuali sostituzioni di corpi illuminanti con tecnologie performanti come i LED e i sistemi di smart lighting.
In questo contesto rientrano anche sistemi intelligenti di controllo, monitoraggio e di building automation pensati per utilizzare l’energia solo quando e dove serve.

Edifici nZEB – near Zero Energy Building

Con la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia, l’Unione Europea ha introdotto il concetto di edifici a energia quasi zero ovvero di edifici ad alta prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico è talmente basso da essere quasi pari a zero grazie all’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

La direttiva, recepita in Italia con il decreto 63/2013 convertito in legge 90/2013, ha indicato che tutti gli edifici, privati e pubblici, di nuova costruzione, dovranno essere a energia quasi zero, ovvero nZEB a partire da gennaio 2021 (gennaio 2019 per gli edifici pubblici).

La direttiva europea sulla prestazione energetica nell’edilizia (chiamata EPBD, ossia Energy Performance of Building Directive) ha spinto in questa direzione proprio per portare a un cambiamento di paradigma nel settore civile e terziario.

Sulla base delle normative, per realizzare un edificio nZEB i criteri da seguire sono:

  • coefficiente medio globale di scambio termico;
  • area solare equivalente estiva per unità di superficie utile;
  • indice di prestazione termica utile per riscaldamento, per il raffrescamento e l’indice di prestazione energetica globale totale dell’edificio;
  • rendimenti dell’impianto di climatizzazione e di produzione di acqua calda.

Questi requisiti devono aggiungersi agli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili nel rispetto dei principi minimi compresi nel decreto legislativo 28/2011.

Scritto da
Laura Baronchelli