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Superbonus 110: l’allarme di Federesco sui tempi

Scritto da
Laura Baronchelli
Superbonus 110: l’allarme di Federesco sui tempi

Superbonus 110 sì o superbonus 110 no… questo è il problema.
Un dubbio amletico che sta attraversando tutta la filiera del settore dell’energia alla luce delle ultime novità e che lascia molta incertezza su quello che avverrà.

Facciamo un passo indietro.
L’ecobonus al 110%, ovvero l’innalzamento della detrazione fiscale al 110 per gli interventi di efficientamento energetico, è stato approvato dal Governo e inserito nel Decreto Rilancio lo scorso maggio.

Il Decreto prevede una detrazione al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 a fronte di specifici interventi di efficienza energetica e in funzione di precisi limiti di spesa. Inizialmente, sembrava che l’incentivo potesse riguardare anche le imprese, poi si è stabilito che valesse solo per privati e condomini e con precise implicazioni burocratiche. Per beneficiare della detrazione al 110%, occorre assicurare il rispetto di precisi requisiti tecnici e il miglioramento di almeno due classi di prestazione energetica dell’edificio, da dimostrare attraverso un Attestato di Prestazione Energetica (APE), pre e post-intervento. Oltre a questi aspetti, ci sono delle implicazioni e delle chiare responsabilità – penali, civili e amministrative – per i soggetti coinvolti.

Eppure, lo scenario, nella sua complessità, offriva nuove opportunità alle imprese del settore e a tutta la filiera ed era stato accolto con grande entusiasmo. Ci si sarebbe però aspettati che questa misura sarebbe stata estesa almeno di 3 anni al 2023 per poi diventare addirittura qualcosa di strutturale.

Federesco denuncia la mancanza di proroga e tempi stretti

Cos’è successo?
E’ successo che nel Documento programmatico di bilancio presentato all’Ue non si fa alcun cenno al prolungamento del Superbonus 110% e, quindi, di fatto, la misura coprirà soltanto le spese ammissibili sostenute entro il 31 dicembre 2021.

Molte associazioni hanno sollevato dubbi e critiche davanti a questa decisione.
Tra queste, Federesco ha diffuso il 21 ottobre 2020 una nota a dir poco di allarme. “Abbiamo appreso che nel Documento programmatico di bilancio non si fa cenno al prolungamento del Superbonus 110% sino al 2024 – ha dichiarato il presidente della Federazione, Claudio Ferrari – “è chiaro che, oltre a leggi complesse che hanno bisogno di tempo per essere assimilate compiutamente dagli operatori, vi è anche un problema di operatività prevista dal Superbonus 110% e che non sarà certamente possibile risolvere nei mesi residui previsti dal decreto precedente”.
A questo, come si legge nella nota, bisogna aggiungere l’incognita della prossima stagione invernale con una seconda ondata di Covid-19 che potrebbe portare a un rallentamento se non a un arresto dei lavori e che quindi porterà “ulteriori ritardi alla normale attività edilizia bloccando ogni ragionevole inizio lavori da parte degli operatori, pena la oramai probabile impossibilità a finire gli stessi entro dicembre 2021”. Questo potrebbe vanificare lo spirito di una legge che era stata accolta dai cittadini e da tutto il mondo imprenditoriale con entusiasmo.

L’auspicio di Federesco è che questa scelta da parte del Governo sia solo dovuta alle attese connesse allo sblocco dei fondi europei e del Recovery Fund.

Scritto da
Laura Baronchelli