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Imprese energivore in Italia: obblighi e incentivi per il risparmio energetico

Scritto da
Laura Baronchelli
Imprese energivore in Italia: obblighi e incentivi per il risparmio energetico

Nello scenario italiano (e non solo), le imprese energivore sono viste con un occhio di particolare attenzione. Questo perché, registrando un forte consumo di energia (da cui il suffisso “voro”), possono potenzialmente svolgere un ruolo fondamentale nel percorso di efficienza energetica e diminuzione dei consumi a livello nazionale.

Vanno quindi supportate e accompagnate verso modelli di monitoraggio energetico ed efficienza (come quello che potete scaricare a questa pagina).

Definizione di imprese energivore

Chi sono le imprese energivore? Sono considerate energivore tutte quelle imprese che hanno consumi elevati di energia elettrica, con una forte incidenza sul proprio fatturato.

Si tratta di grandi aziende, ma anche di Pmi. In Italia, si parla di circa 3.000 imprese. I settori sono i più disparati, dall’industria cartaria alle acciaierie, dalle industrie meccaniche a quelle alimentari. Ogni anno, i nomi degli energivori italiani vengono pubblicati in elenchi di volta in volta aggiornati sul portale energivori della CSEA (Cassa Servizi Energetici e Ambientali).

Entrando più nello specifico, le imprese a forte consumo di energia vengono definite in base al loro consumo annuale di energia elettrica.

Fino al 2018, sulla base del DM 5/4/2013, tale consumo doveva essere maggiore o uguale a 2,4 GWh con un rapporto tra costo effettivo dell’energia utilizzata e fatturato uguale o superiore al 3%, mentre oggi, dopo l’introduzione del Decreto del 21/12/2017, deve essere maggiore o uguale a 1 GWh (1.000.000 di KW/h).

Dal 1° Gennaio 2018 è stata infatti abbassata la soglia per la definizione di azienda energivora che offre l’opportunità di accedere ad alcune agevolazioni.

Dal 2018, la definizione di impresa energivora riguarda tutte le imprese che hanno un consumo energetico maggiore o uguale a 1 GWh

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Chi sono le imprese energivore: requisiti e caratteristiche

Se un’impresa rientra nella categoria degli energivori ha dunque la possibilità di accedere alle agevolazioni previste purché rispetti alcuni requisiti:

  • operi in uno dei settori dell’ Allegato 3 delle Linee Guida CE 200/01 del 2014;
  • operi in uno dei settori dell’ Allegato 5 delle Linee Guida CE e si caratterizzi per un indice di intensità elettrica (IIE) su VAL superiore al 20% (in cui VAL è media del valore aggiunto lordo a prezzi di mercato);
  • non rientri nei primi due punti, ma sia ricompresa negli elenchi CSEA 2013 e 2014;
  • il suo consumo annuo sia pari o maggiore a 1GWh/anno.

Nota: l‘indice di intensità elettrica (IIE) è il rapporto tra VAL e costo sostenuto per l’energia elettrica.

Energivori: agevolazioni e normativa di riferimento

La Delibera n. 921/2017/R/eel dell’Autorità per l’Energia – a seguito del Decreto del Ministero per lo Sviluppo Economico del 21 dicembre 2017 – ha elaborato novità per le imprese energivore, apportando una semplificazione sul meccanismo di accesso alle agevolazioni.

Sulla base di questo meccanismo delle agevolazioni, dal 2018 gli energivori possono usufruire di sconti sugli “oneri di sistema” pagati in bolletta, in particolare sulla componente Asos destinata al sostegno alle fonti di energia rinnovabile e alla cogenerazione.

Tra le novità introdotte con il DM del 21/12/2017, c’è l’attivazione della clausola del valore aggiunto.

Le agevolazioni per le imprese energivore sugli oneri di sistema non sono calcolate in base ai consumi, ma in percentuale sul valore aggiunto: in sostanza, chi ha un’intensità energetica sul VAL più alta paga meno.

Secondo la clausola del valore aggiunto, sono infatti previste più classi di intensità elettrica su VAL, ciascuna con un diverso livello di contribuzione.

Ma per stabilire criteri che vadano anche a premiare comportamenti virtuosi dal punto di vista dell’efficienza energetica, nella determinazione dei contributi vengono considerati i “consumi efficienti” stabiliti dall’ENEA e i prezzi dell’elettricità stabiliti dall’ARERA, l’autorità per l’energia.

Come richiedere le agevolazioni per le imprese energivore

Ogni anno, per ottenere la riduzione degli oneri di sistema direttamente in fattura, le imprese energivore devono presentare una Dichiarazione Energivori 2020 nei tempi previsti nella sezione dedicata presente sul portale della CSEA.

Per il 2020, è possibile effettuare la richiesta entro il 30 settembre sul portale energivori della CSEA (Cassa per i servizi energetici e ambientali) dove verrà aperta la sessione dedicata per consentire alle imprese energivore di caricare i dati per la richiesta delle agevolazioni.

L’ARERA, con la Delibera 16 giugno 2020 217/2020/R/eel, ha introdotto qualche novità. In particolare, a partire dal 2021 le aziende che non riusciranno a presentare la dichiarazione energivori entro la sessione ordinaria nell’anno precedente, potranno farlo nella sessione straordinaria a partire dal 28 febbraio dell’anno di riferimento.

Inoltre, a partire dall’anno 2021, le imprese energivore, indipendentemente dalla Classe di Agevolazione, dovranno pagare un contributo in quota fissa a copertura delle spese di gestione sostenute dal CSEA.

Energivori e obbligo di Diagnosi Energetica

I criteri che definiscono le aziende energivore sono gli stessi che le obbligano a effettuare la Diagnosi Energetica ogni quattro anni.

La diagnosi energetica o audit energetico è diventata obbligatoria per grandi imprese e imprese energivore con il D.Lgsl. 141/2016 che ha modificato il decreto legislativo 102/2014, attuazione della direttiva 2012 /27/UE sull’efficienza energetica.

Si tratta di una procedura sistematica finalizzata a ottenere una piena conoscenza del consumo energetico di un edificio o di un impianto industriale e a individuare e quantificare possibilità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici.

Una novità che è stata approvata di recente riguarda la valorizzazione di interventi di efficientamento energetico.

Lo scorso 14/07/2020 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. 73/2020 che integra e modifica quanto precedentemente disposto dal D.Lgs. 102/2014 in materia di efficienza energetica.

Sulla base di questo decreto, viene introdotto l’obbligo per tutte le aziende energivore, indipendentemente dalla loro dimensione, di attivare almeno un intervento di efficienza energetica nell’intervallo di tempo di 4 anni che intercorre tra una Diagnosi Energetica obbligatoria e l’altra.

In alternativa, gli energivori possono scegliere di implementare un sistema di gestione dell’energia conforme alle norme ISO 50001.

Questo apre a delle opportunità per migliorare i livelli di efficienza energetica delle aziende e degli impianti produttivi. Ottimizzare i consumi energetici, avviare processi e sistemi di monitoraggio energetico e delle prestazioni energetiche, trovare soluzioni e dispositivi che possano migliorare la Power quality degli impianti, possono fare la differenza nella riduzione dei consumi.

Allo stesso tempo, permettendo di ridurre in modo consistente i consumi energetici permettono di accedere ad altre forme di incentivazione, come i Titoli di Efficienza Energetica (TEE) / Certificati Bianchi volti a incentivare e a premiare il risparmio energetico attraverso interventi di efficienza energetica.

Imprese energivore e certificati bianchi

Dato che i Certificati Bianchi sono diventati il principale strumento di promozione dell’efficienza energetica in Italia e che ogni intervento di riduzione dei consumi energetici può rientrare in questo meccanismo virtuoso, è importante che tutte le imprese – ma a maggior ragione quelle a forte consumo di energia – conoscano le opportunità legate a questi tipi di incentivi.

Ad esempio, intervenendo correttamente per migliorare la power quality di un impianto produttivo si potrebbe ottenere un 5% di riduzione dei consumi (se non di più). Un intervento che porterebbe solo benefici e che potrebbe rientrare nei meccanismi di incentivazione dei TEE.

Scritto da
Laura Baronchelli