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Come ottenere la ISO 50001 sui sistemi di gestione dell’energia

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Come ottenere la ISO 50001 sui sistemi di gestione dell’energia

Un Sistema di Gestione dell’Energia certificato ISO 50001 permette a un’organizzazione di conseguire, attraverso un approccio di tipo sistematico, il miglioramento continuo delle prestazioni energetiche. E offre numerose opportunità anche sul fronte del monitoraggio energetico e del conseguimento dei Certificati Bianchi.
Vediamo perché è così importante.

Cos’è la ISO 50001

La ISO 50001 è una sigla ricorrente quando si parla di energia ed efficienza energetica. Per quali ragioni? Partiamo dalle basi, cioè dalla definizione: la ISO 50001 rappresenta una norma ad adesione volontaria che sostanzialmente definisce i requisiti che deve possedere un modello di organizzazione e gestione per “aiutare” imprese e pubbliche amministrazioni a migliorare le proprie prestazioni energetiche, dando vita a un Sistema di Gestione dell’Energia (SGE). L’ISO 50001, emanata per la prima volta nel 2011 dall’International Organization for Standardization, fornisce infatti un quadro di riferimento per l‘integrazione delle prestazioni energetiche nella gestione quotidiana delle attività, con lo scopo di promuovere le migliori pratiche nel contesto dei progetti di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. In particolare, lo standard ISO 50001 focalizza l’attenzione sulle prestazioni dell’organizzazione, il rendimento energetico nello specifico e, soprattutto, richiede che la promozione dell’efficienza energetica venga considerata lungo tutta la catena di distribuzione dell’organizzazione, che diventa così un vero e proprio requisito da richiedere ai fornitori. In buona sostanza un Sistema di Gestione dell’Energia certificato ISO 50001 permette a un’organizzazione di conseguire, attraverso un approccio di tipo sistematico, il miglioramento continuo delle prestazioni energetiche. Più specificatamente, la ISO 50001 prevede 4 diverse fasi:

1) PLAN: per affrontare i problemi energetici si devono individuare gli aspetti energetici dell’organizzazione, scegliendo quelli che si reputano più significativi, analizzarne e valutarne le criticità e i punti deboli. In seguito devono essere definite le scelte operative, agendo sulla base degli obiettivi individuati.
2) DO: devono essere effettivamente realizzate nell’organizzazione le misure di efficienza energetica individuate.
3) Check: deve essere valutata l’efficienza di questi provvedimenti e vanno analizzati eventuali nuovi punti deboli.
4) Act: sulla base di quanto emerso della fase di controllo deve ripartire il ciclo di pianificazione, definendo nuovi obiettivi per il futuro.

La ISO 50001 è obbligatoria?

Come abbiamo anticipato in precedenza, la ISO 50001 non è obbligatoria per le organizzazioni, ma è esplicitamente ad adesione volontaria ed è integrabile con le norme ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001. Lo scopo della norma non è dunque quello di imporre sanzioni alle organizzazioni nel caso di mancato rispetto di determinati parametri in materia di energia. Piuttosto, l’obiettivo è quello di permettere di stabilire i sistemi e i processi necessari per migliorare le prestazioni energetiche, in particolare relativamente all’efficienza, l’utilizzo e il consumo di energia. Che, come sappiamo, hanno effetti positivi per i conti economici delle imprese e, naturalmente, per la società in generale, come peraltro richiesto dalle numerose normative europee e nazionali in materia ambientale. Come ad esempio la diagnosi energetica: l’adozione di un SGE conforme alla ISO 5001 può essere la strada ideale per affrontare i nodi emersi dalla diagnosi oppure per centrare i traguardi di efficientamento imposti dalla legislazione per determinati settori (ad esempio per la PA). In base ai dati pubblicati da ACCREDIA, a gennaio 2017 risultavano certificati ISO 50001 ben 17.924 siti italiani, un numero in crescita continua dall’avvio della certificazione.

Come ottenere la certificazione

La domanda, naturalmente, è: come è possibile dimostrare di essere conformi a quanto stabilito dalla ISO 5001? Innanzitutto occorre fare una premessa: la ISO 50001 non descrive nel dettaglio le modalità con cui le attività operative aziendali devono essere condotte ma, piuttosto, identifica il framework che consente di avere un sistema di gestione energetico efficiente, lasciando libertà di azione alle imprese sulle azioni. Le aziende non possono però autocertificare la loro conformità alla ISO 5001: al contrario occorre ottenere una apposita certificazione, che deve essere rilasciata da parte di un organismo accreditato, terzo e indipendente. Questi soggetti sono tenuti a effettuare due verifiche successive presso la sede dell’organizzazione (denominate “Stage 1” e “Stage 2”), con l’obiettivo di individuare eventuali discrepanze del SGE implementato rispetto alla norma ISO 50001. Dopo l’esisto positivo della verifica e il successivo riesame da parte di un Comitato tecnico indipendente, viene rilasciata la documentazione di certificazione, con validità triennale (rinnovabile), anche se sono sempre possibili visite periodiche di sorveglianza. Per riuscire a ottenere la certificazione ISO 50001 un’organizzazione deve comunque fare alcuni passaggi imprescindibili:

1) Definire una Politica energetica;
2) Individuare i requisiti di normativa vigente inerenti uso/consumo/efficienza energetica;
3) Condurre un’analisi energetica;
4) Stabilire obiettivi e traguardi energetici;
5) Definire la struttura organizzativa necessaria ai fini del SGE, e in particolare individuare un “gruppo di gestione dell’energia”; Quest’ultimo è costituito dall’insieme delle persone aventi la responsabilità dell’effettiva implementazione delle attività del Sistema Gestione Energia e del reale raggiungimento del miglioramento delle prestazioni energetiche.

ISO 50001 e soluzioni per l’efficienza energetica

“Le imprese certificate ISO 50001 – ci ha spiegato Pietro Andriola, esperto del settore e CEO di Etecohanno una marcia in più nella realizzazione di misure di efficientamento energetico, dove è importante avere contezza della situazione di partenza (energy baseline) per calcolare l’aumento di efficienza conseguito”.

“L’efficienza energetica, in effetti, può essere solo calcolata, dal momento che non si può misurare qualcosa che non c’è (la minore energia utilizzata, a parità di lavoro svolto, non si può misurare ma si può calcolare). Le imprese certificate ISO 50001 si trovano nelle migliori condizioni (in termini di mentalità, di competenze, di calcolo dell’aumento di efficienza energetica) per rendersi conto dell’aumento di efficienza conseguito e dei risultati ottenibili da precise operazioni di efficientamento energetico.”

E tra le soluzioni di efficientamento energetico possibili, la soluzione proposta dalla stessa Eteco si basa sul miglioramento della Power Quality, con cui è possibile ottenere risultati importanti di efficientamento energetico delle reti elettriche. Si parla di un risparmio energetico di almeno il 5% sul fabbisogno totale dell’utente, che in alcune applicazioni può raggiungere il 15%.

Di efficientamento energetico, sistemi di gestione dell’energia, diagnosi energetiche e power quality si parlerà in un webinar dedicato il prossimo 22 ottobre insieme a ENEA e ad alcuni esperti del settore.

Il ruolo della ISO 50001 per richiedere i Certificati bianchi

Esiste un collegamento evidente tra la ISO 50001 e il principale strumento di incentivazione per l’efficienza energetica presente in Italia, vale a dire i Certificati Bianchi (Titoli di efficienza energetica, Tee). Infatti Il D.M. 28-12-2012, che ha istituito l’incentivo, ha stabilito che tra i soggetti che possono richiedere gli incentivi ci sono gli operatori “distribuzione di energia elettrica e gas, ESCO, imprese ed Enti che hanno nominato l’energy manager, ovvero siano dotate di sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001”. Questo significa che, in maniera abbastanza semplice da un punto di vista burocratico, le imprese certificate si vedono riconosciuti dei Certificati Bianchi per gli effettivi risparmi energetici conseguiti. Questi titoli possono essere rivenduti  in un secondo momento sul mercato dei Tee ai cosiddetti soggetti obbligati, ottenendo così importanti ritorni economici.

Le novità della ISO 50001:2018

A partire da agosto del 2018 è entrata in vigore una nuova edizione della ISO 50001, ovvero la ISO 50001:2018. I principi sono rimasti gli stessi della norma introdotta nel 2011, ma sono state introdotte diverse migliorie. Ad esempio, il nuovo testo prevede la scomparsa del “Rappresentante della direzione” a favore del già citato Gruppo di gestione dell’energia. Inoltre, la nuova versione prevede una migliore definizione del concetto di miglioramento della prestazione energetica, attraverso l’individuazione del livello di riferimento (EnBs baseline) e degli indici di prestazione energetica (EnPI Energy Performance Indexes). Il testo è caratterizzato da una più puntuale definizione degli obiettivi, dei traguardi energetici e del piano d’azione per raggiungerli. Di rilievo è anche la sostituzione del precedente piano di misura con un più preciso piano di raccolta dei dati energetici, esplicitamente focalizzato al monitoraggio dei parametri operativi chiave in grado di influenzare le prestazioni energetiche. Infine è prevista la possibilità di imporre delle specifiche all’acquisto, non solo di prodotti e servizi, ma anche degli stessi vettori energetici.

Attualmente, secondo le date stabilite dal Forum internazionale di Accreditamento (IAF), siamo sul finale del periodo di transizione triennale: dal 20 agosto 2021, ossia tre anni dalla data di pubblicazione della ISO 50001:2018, tutti i certificati di conformità alla versione 2011 della norma scadranno o dovranno essere sostituiti. Ma già dallo scorso 20 febbraio 2020 tutte le verifiche iniziali, di sorveglianza e di ricertificazione devono essere condotte esclusivamente in accordo ai requisiti della nuova ISO 50001:2018.

Scritto da
Gianluigi Torchiani