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Smart City e sicurezza: il ruolo delle telecamere nella videosorveglianza urbana

Scritto da
Laura Baronchelli
Smart City e sicurezza: il ruolo delle telecamere nella videosorveglianza urbana

In una città, la presenza di telecamere di videosorveglianza urbana è un aspetto fondamentale per poter garantire la sicurezza pubblica. Quando si parla di smart city – e in questo caso anche di safe city – la videosorveglianza costituisce infatti uno degli aspetti cardine per poter creare un ambiente sicuro e costantemente sotto controllo (ovviamente nel rispetto della privacy).

Tre le funzioni essenziali di un sistema di videosorveglianza urbana:

  1. Riduzione e prevenzione della criminalità;
  2. Gestione delle situazioni di rischio in condizioni di emergenza, intervento immediato e soccorso da parte delle Forze dell’Ordine;
  3. Supporto delle attività di investigazione da parte delle autorità per analizzare reati, crimini e situazioni anomale. Ma anche situazioni particolari, che vanno dall’identificazione di eventi insoliti al riconoscimento di persone ricercate e all’analisi di luoghi cittadini come strade, piazze ecc.

Oltre all’utilizzo delle soluzioni adeguate, alla base di una città intelligente e sicura ci devono essere due aspetti: l’integrazione di diverse tecnologie e processi e una forte collaborazione tra soggetti diversi, autorità e Forze dell’Ordine.

Di videosorveglianza, monitoraggio urbano e smart city si parlerà anche a Key Energy, manifestazione dedicata alle energie rinnovabili e al settore energy (3-6 novembre, RiminiFiere), che nell’edizione 2020 dedica un’area alla città intelligente e sostenibile.

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Tecnologie e integrazione per la videosorveglianza urbana

Le nuove tecnologie – reti di sensori, dispositivi IoT, telecamere integrate con sistemi di intelligenza artificiale e software per l’analisi dei dati – aprono a molte possibilità in questo ambito. Senza parlare di come le stesse telecamere possano diventare esse stesse dei sensori per il monitoraggio del traffico e addirittura per il monitoraggio ambientale, per controllare quindi i livelli di inquinamento nell’aria, le vibrazioni o i rumori… e controllare così eventuali situazioni di rischio o diventare un efficace supporto in situazioni di emergenza.

Monitoraggio del traffico e casi d’uso italiani

Il monitoraggio del traffico è tra le applicazioni di videosorveglianza urbana più interessanti in quanto permette di controllare i flussi veicolari e pedonali in tempo reale nei punti nevralgici della città. Il controllo avviene attraverso sistemi di lettura targhe e di conteggio di veicoli e persone.

In Italia, ci sono diversi casi virtuosi di videosorveglianza urbana e monitoraggio del traffico efficace. Vediamone alcuni…

A Firenze, una control room per monitorare in tempo reale

A Firenze, oltre a una rete di 800 telecamere connesse e di 120 sensori, la presenza di una control room capace di elaborare grandi moli di dati in tempo reale dati sul traffico, sui varchi di accesso alla città piuttosto che su ritardi dei mezzi pubblici e sul livello di occupazione dei parcheggi. Questi dati permettono di avere costantemente sotto controllo la viabilità dell’intera città e di intervenire o risolvere eventuali problematiche al bisogno.

Videosorveglianza urbana e mobilità sotto controllo a Bologna

Il Comune di Bologna ha da tempo scelto di investire in soluzioni di videosorveglianza urbana intelligenti per monitorare i dodici varchi di accesso veicolare alla città e per monitorare il traffico e la mobilità all’interno della città in tempo reale. Per questo motivo, sono state installate un centinaio di telecamere per conteggio dei veicoli e la lettura delle targhe in punti considerati strategici della città con risultati molto soddisfacenti per l’Amministrazione comunale.

La rete di telecamere connesse e integrate di Milano

A Milano, l’installazione di 400 telecamere di videosorveglianza di nuova generazione con l’obiettivo di creare una rete interconnessa con i sistemi TVCC installati da commercianti e imprese e con le altre telecamere presenti nelle stazioni e sui mezzi pubblici. Con l’obiettivo ultimo di avere un’unica rete controllata e accessibile direttamente dalle Forze dell’Ordine.

Torino: droni e AI per un monitoraggio urbano ancora più preciso

A Torino, oltre alle telecamere, per la videosorveglianza urbana e il monitoraggio ambientale si stanno utilizzando i droni intelligenti.
Droni che tra le altre cose si sono rivelati utilissimi durante il periodo di lockdown anche per operazioni di sanificazione indoor.
La Drone Unit di Torino, presso la Polizia Municipale, ha infatti infatti interventi di monitoraggio del territorio per supportare misure di prevenzione al contenimento della pandemia.

Grazie alla collaborazione con aziende importanti, per un preciso monitoraggio del territorio si stanno utilizzando tecnologie di intelligenza artificiale e sicurezza di ultima generazione per raccogliere ed elaborare dati in tempo reale.
Utilizzando algoritmi evoluti di AI (reti neurali profonde DNN) i flussi video provenienti dai droni e da telecamere termiche (presenti in telecamere fisse di sicurezza urbana della città) vengono analizzati una serie di dati su conteggio di persone, veicoli, distanza tra persone.

Un caso limite di videosorveglianza: i “mille occhi” di Shenzen

La videosorveglianza e il monitoraggio urbano fanno bene alla città ma entro certi confini.

Non bisogna arrivare agli eccessi e ai casi limite come Shenzhen, la metropoli cinese dai “mille occhi”, così come è stata soprannominata, in cui sono state installati un elevatissimo numero di telecamere, sensori e dispositivi che inviano dati a un grande hub centrale, una specie di Grande Fratello, che elabora e tiene tutto sotto controllo. Ma forse un po’ troppo…

A Shenzen il monitoraggio riguarda i flussi di traffico, ma anche l’utilizzo dell’acqua, i passaggi pedonali, gli accessi ai mezzi pubblici, la frequentazione dei parchi pubblici ecc. Montagne di dati che vengono elaborate ma anche attraverso sistemi di riconoscimento facciale che non sempre rispettano la privacy di ciascuno… ed è invece proprio qui che i limiti una smart safe city dovrebbero fermarsi.

Scritto da
Laura Baronchelli