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IoT – Internet of Things: un mercato dal valore di 6 miliardi nel 2020

Scritto da
Martina Pugno
IoT – Internet of Things: un mercato dal valore di 6 miliardi nel 2020

A trainare il settore sono alcuni ambiti come le Smart Cities, che godono di un rinnovato interesse anche se il loro potenziale è ancora altissimo. Un mercato, quello dell’Internet of Things (IoT), comunque in salute, nonostante il lieve calo, dovuto alla situazione economica generale: questo il quadro emerso dalla recente ricerca condotta dall’Osservatorio Internet of Things, della School of Management del Politecnico di Milano.

Internet delle cose: un settore che traina l’economia

Il 2020 è stato un anno importante per l’Internet of Things in Italia. La crescita della cultura digitale delle imprese ha favorito lo sviluppo di una maggiore consapevolezza dei costi e dei benefici abilitati dalle tecnologie IoT per cittadini, aziende e PA, sia in termini economici che ambientali e di riduzione del rischio”.

Con queste parole, Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, spiega come l’IoT possa avere un ruolo chiave nella trasformazione in ottica digitale del nostro paese, cosa, che peraltro, è dimostrata dai numeri.

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IoT: i dati del 2020, segmento per segmento

Non un settore ma un contenitore di tanti ambiti applicativi che, insieme, valgono 6 Miliardi di Euro in Italia, nel 2020.
Ecco i dati, segmento per segmento.

Smart Metering & Smart Asset Management nelle Utility: col suo valore di 1,5 miliardi rappresenta il 25% del totale e, nonostante il calo del 13%, è ancora spinto dalle normative che hanno permesso di installare, nel 2020, altri 2,7 milioni di contatori gas connessi, presso utenze domestiche, raggiungendo il 50% del totale dei contatori elettrici.

Smart car: registrano un fatturato di 1,18 miliardi di euro, subendo un calo minimo, pari al 2%. La crescita di questo segmento è dimostrata dal fatto che, ormai, il 45% del parco auto circolante in Italia risulta connesso.

Smart Building: con un aumento del 2%, il valore di questo segmento si attesta a 685 milioni di euro, dovuti prevalentemente alla videosorveglianza e alla gestione dei consumi energetici all’interno dell’edificio.

Smart Agricolture: è il comparto che registra la crescita maggiore, con il suo +17%.

Soluzioni smart per la fabbrica e per la logistica: in crescita rispettivamente del 10% e del 4%. Le applicazioni più interessanti sono quelle legate alla gestione della fabbrica che permettono il monitoraggio in tempo reale dei consumi energetici e della produzione.

Smart Cities: con un +8%, arriva ad un valore di 560 milioni di euro, anche grazie a progetti di successo, realizzati con collaborazioni tra pubblico e privato.

Smart Home: in lieve calo ma sempre un segmento importante, con i suoi 505 milioni di euro.

Nonostante la lieve flessione di progetti avviati, dovuta, soprattutto, all’incertezza sugli investimenti, l’interesse verso le Smart cities si è decisamente riacceso, nel 2020.

I benefici dell’IoT sulle smart cities

L’Internet of Things, applicato alle città, porta al miglioramento della gestione del patrimonio pubblico e ad un’offerta qualitativamente alta di servizi rivolti al cittadino.

Un esempio di come le soluzioni IoT migliorino le città è quello dell’installazione di contatori idrici, che consentono la lettura dei consumi da remoto, garantendo una maggiore precisione degli importi in bolletta, oltre a permettere di rilevare frodi e guasti e a consentire un risparmio di acqua, stimato fra 0,9 e 3,4 milioni di metri cubi all’anno (circa 18-20 m3/anno risparmiati da ogni famiglia).

Smart cities e pandemia: limiti e opportunità

Nell’anno appena concluso, l’89% dei comuni italiani con oltre 15.000 abitanti considerava la Smart City un tema focale e la Pandemia ha aumentato ulteriormente questa sensibilità.

Proprio il rapporto tra il tema delle città intelligenti e la pandemia porta con sé una duplice tendenza: se da una parte l’emergenza sanitaria ha portato all’avvio di progetti non pianificati in precedenza, (16%), essa ha portato, al contrario, il 4% dei comuni a rallentare la realizzazione di interventi già pianificati.

I dati che evidenziano la crescita di interesse verso le Smart Cities sono principalmente i seguenti:

• Il 59% dei comuni ha attivato almeno un’iniziativa di Smart City nel triennio 2018-2020, contro il 42% del periodo 2017-2019, anche se il 46% dei progetti analizzati risulta ancora in fase pilota (+15%)

• Oltre un Comune su due ha dato avvio a programmi stabili estesi all’intera area urbana, con il coinvolgimento di altre municipalità e attori terzi (54%, +8%), ma solo l’11% di questi progetti può contare su un gruppo esteso di municipalità, mentre il 35% è portato avanti dal singolo Comune.

I principali ostacoli del settore che fanno da barriera all’avvio di progetti sono invece rappresentati da:

• la mancanza di competenze (+7% sul 2019),
• le scarse risorse finanziarie (+8%), che ostacolano a loro volta la capacità di usare i dati: il 65% dei comuni ha iniziato la raccolta ma solo nel 14% dei casi sono stati condivisi con altre società pubbliche o private; un terzo non li usa affatto e il 29% non ha intenzione di farlo nemmeno in futuro.
• La burocrazia (30%, -8%),
• Le resistenze interne (16%),
• Le difficoltà di coordinamento fra Comuni e altri attori coinvolti (16%).

A questo proposito è interessante osservare come il 35% dei Comuni collabora ai Progetti di Smart City con aziende municipalizzate, il 32% con le forze dell’ordine, il 26% con università e centri di ricerca. Nel lungo periodo, i Comuni guardano principalmente ad altre municipalità vicine (40%), a startup innovative (32%) e a fornitori di servizi (28%).

L’unico modo per superare i limiti e le barriere contro cui si scontrano i progetti relativi alle Smart Cities, come spiega peraltro Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things, è quello di promuovere una più stretta collaborazione tra pubblico e privato, con la creazione di un vero ecosistema nel quale diversi attori siano pronti a scambiarsi conoscenze e competenze in modo reciproco.

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Scritto da
Martina Pugno