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Al piccolo Comune sardo di Serrenti l’Ecohitech Award per la Casa dell’Energia

Scritto da
Martina Pugno
Al piccolo Comune sardo di Serrenti l’Ecohitech Award per la Casa dell’Energia

Spesso quando si parla di smart city si analizzano esempi di metropoli o comunque grandi centri urbani. Modelli sostenibili e replicabili d’innovazione, però, possono avere origine anche in contesti dalle caratteristiche e dalle necessità molto diverse.

Ne è un esempio “La casa dell’energia” realizzata a Serrenti, Comune sardo con meno di 5.000 abitanti che ha ottenuto importanti risultati in termini di efficienza energetica grazie alle microreti.

Il progetto è valso a Serrenti il secondo posto del premio Ecohitech Award, nella categoria Efficienza energetica e sostenibilità ambientale.

ecohitech award 2020

Un premio che sottolinea l’impegno e l’effort di un piccolo Comune nel portare casi concreti (su piccola scala) su quelli che potrebbero essere gli effetti di comunità energetiche e micro-grid”: questa la motivazione della giuria di esperti che ha scelto di valorizzare un’iniziativa replicabile anche in altri Comuni di ogni dimensione.

Il riconoscimento riservato alle città intelligenti e alle soluzioni virtuose è stato assegnato durante la XXI edizione dell’Ecohitech Award lo scorso 4 novembre, all’interno di Key Energy.

Microgrid per l’autoconsumo e per l’efficienza energetica degli edifici

Il progetto si fonda su micro reti che hanno l’obiettivo di ottimizzare la produzione dei 10 impianti fotovoltaici installati sugli edifici comunali, per una potenza totale di 163 kWp ed una produzione annua di oltre 200 mila kWh.

La “Casa dell’Energia” consente di accumulare energia pulita orientando, tramite software, i flussi nei diversi edifici comunali in base alle loro esigenze, in considerazione dei diversi livelli di fabbisogno nelle ore del giorno e le oscillazioni nei diversi periodi dell’anno; gli edifici assumono così la doppia funzione di consumatori ma anche di produttori di energia, ottimizzando l’autoconsumo e garantendo notevoli risparmi ai cittadini.

La scelta della creazione della Casa dell’Energia è stata dettata dall’esigenza di accogliere tutta la parte dell’elettronica dell’impianto, in particolare: due inverter ibridi trifasi, i quadri elettrici lato CC\DC, due armadi di batterie agli ioni di litio composto da 18 moduli da 2,4 kWh cadauno per un totale di 43 kWh nominale, e lo SNOCU( Smart NOde Control Unit) in grado di dialogare con gli inverter e l’accumulo gestendo i flussi energetici bidirezionali e pianificando la creazione di una digital energy community.

L’energia da fonte rinnovabile, distribuita i vari edifici, permette di ottimizzare al massimo l’autoconsumo. Gli edifici coinvolti diventano così nodi strategici interconnessi e pronti a scambiarsi informazioni ed energia. Il ruolo dell’accumulo è basilare per immagazzinare l’energia prodotta dagli impianti, per poi consumarla nei periodi in cui la produzione è giocoforza in standby, ad esempio nelle ore notturne.

L’impianto, funzionante da settembre 2018, ha permesso un autoconsumo di energia fotovoltaica da gennaio a giugno del 92% rispetto al fabbisogno globale, con 82% totale nell’arco di tutto il 2019.

ecohitech award 2020

Scritto da
Martina Pugno