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Eco distretti e quartieri green: casi di successo in Europa

Eco distretti e quartieri green: casi di successo in Europa

Durante gli Stati Generali della Green Economy, a Ecomondo – Key Energy 2021, si è parlato anche di trasformazione urbana orientata alla decarbonizzazione, nel percorso delle città verso la neutralità climatica. La sessione promossa dal Green City Network, in particolare, ha raccontato alcuni casi di successo a livello europeo che forniscono spunti positivi molto interessanti per una riqualificazione urbana in chiave “green”.

Le best practice presentate fanno riferimento alla costituzione di eco-distretti all’interno di grandi città europee e si caratterizzano per alcuni orientamenti strategici, che possono essere riassunti in 3 elementi principali: 1. il modello della città dei 15 minuti, che prevede il ripensamento della mobilità e della gestione degli spazi urbani; 2. il concetto di economia circolare, per la rilevanza assunta dal riuso e della gestione intelligente dei rifiuti; 3. il ruolo dei distretti energetici positivi (PED) in cui assumono sempre più importanza le fonti energetiche rinnovabili. Il tutto visto in un’ottica di smart city dove digitalizzazione / intelligenza e sostenibilità ambientale devono andare di pari passo.

Eco distretti e quartieri green, esempi europei

Tra i casi citati, c’è l’eco-distretto di Hammarby a Stoccolma. Qui, la produzione di energia proviene da un mix di rinnovabili (prevalentemente fotovoltaico) e biogas derivato dal trattamento dei rifiuti.
Il fabbisogno energetico medio degli edifici è di 72 kWh/m2a e circa il 47% di tale fabbisogno deriva dai rifiuti domestici. Risultato: bassi consumi di energia e una riduzione delle emissioni di CO2 del 65%.
In aggiunta, il trasporto pubblico è super efficiente e in molti casi gratuito, il che scoraggia l’uso di auto da parte dei cittadini.

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In Germania, la città di Friburgo punta alla neutralità climatica con l’obiettivo principale di elevare le performance bioclimatiche complessive di tutti gli spazi pubblici aperti esterni. L’eco-quartiere tedesco ha moltissimo verde. Questo permette di lavorare sulla ventilazione naturale estiva e sulla sottrazione di CO2 dall’aria.

L’eco-quartiere di Nordhavn, a Copenaghen, si sposa con il paradigma della “città dei 5 minuti”, prevedendo un’area urbana a griglia in cui dare spazio a funzioni miste (commerciale, residenziale ecc.). Questo sistema offre una grande flessibilità controllata. Il quartiere vuole offrire uno spazio di città aperta e città densa.

A Clichy Batignolles, a Parigi,  50 ettari di scalo ferroviario sono stati trasformati in una Z.A.C. (“Zone d’aménagement concerté”, ovvero “Zona di progettazione concertata”). Qui esiste un sistema particolarmente innovativo per la gestione dei rifiuti. I rifiuti vengono infatti raccolti tramite tubi sotterranei che li spediscono ai centri di recupero e riciclaggio. In questo modo si evitano i camion di raccolta e trasporto con risultati importanti: -98% di emissioni di CO2 in atmosfera. Inoltre, nel quartiere avviene il recupero di acqua piovana per l’irrigazione degli spazi verdi ed è stato creato un complesso per uffici capace di produrre più energia di quella che consuma.

Infine, il quartiere City-Zen di Amsterdam presenta un sistema di dynamic smart grid e sta testando un progetto pilota di mobilità sostenibile. Sono due in particolare i programmi in sperimentazione, il vehicle to grid e il virtual powerplant.
Più in generale, il progetto City-Zen si pone tre obiettivi principali: 1. realizzare modelli efficaci di collaborazione nello sviluppo di una smart city; 2. Connettersi con l’industria in modo che la tecnologia sia messa al servizio dello sviluppo urbano; 3. Portare avanti progetti pilota volti a diminuire le emissioni di CO2 e a implementare sistemi di efficienza energetica.

La riqualificazione urbana si fa sempre più “verde”

Esempi e casi di successo come quelli descritti portano l’attenzione su come portare avanti i processi di transizione ecologica ed energetica all’interno delle città. Gli assi su cui si muovono queste iniziative sono prevalentemente 6: energy transition (che implica l’adozione di rinnovabili, strumenti di monitoraggio e di riduzione dei consumi), capacità di rispondere in modo bio-climatico, prossimità e mix funzionale (ri-progettazione degli spazi), circolarità delle risorse (con particolare attenzione sul riuso dei rifiuti), mobilità sostenibile (per un trasporto pubblico efficiente e a basso impatto ambientale), urban greening (più verde in città) e infine azioni volte alla sottrazione di CO2.

Anche in Italia ci sono casi di successo che vanno menzionati. A Milano, in diverse zone della città, si stanno sperimentando modelli di distretti o quartieri green e digitali. Il progetto Sharing Cities ne può essere un esempio virtuoso, così come il quartiere di Merezzate – Redo. Entrambi vincitori dell’Ecohitech Award 2021.

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Giornalista e communication manager è stato collaboratore, capo redattore e direttore di riviste specializzate con focus su smart technologies, industria elettronica, LED e illuminazione e sostenibilità ambientale. Laureata in Lingue, ha acquisito nel corso degli anni forti competenze in ambito Smart City e Smart building. Da oltre 10 anni, segue progetti editoriali speciali in tema di città sostenibili e intelligenti e promuove e organizza il premio Ecohitech Award. Negli ultimi 8 anni si è specializza in content marketing, editoria online e scrittura SEO-oriented. Oggi è Direttore editoriale di LUMI4innovation.it