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Il ruolo strategico di Positive Energy District e distretti energetici nelle città del futuro

Scritto da
Laura Baronchelli
Il ruolo strategico di Positive Energy District e distretti energetici nelle città del futuro

I Positive Energy District (PED), ovvero i distretti energetici, rappresentano un nuovo approccio verso un modello di città e urbanizzazione sostenibile ed efficiente. Vediamo cosa significano e in che modo è stato introdotto questo concetto nei nuovi programmi dell’Unione europea…

Il programma Horizon Europe e la centralità dei distretti energetici

Con il nuovo piano di ricerca e innovazione Horizon Europe (che coprirà il periodo 2021-2027), l’Europa punta ad affrontare con determinazione alcune sfide globali che riguardano le nostre città e la nostra società: la salute e la sicurezza, la digitalizzazione, l’energia e il cambiamento climatico in primis. In quest’ottica, rientrano i Positive Energy District.

L’ambito delle Smart City & Communities era già stato definito prioritario e strategico sia dal precedente programma europeo Horizon 2020 sia dai 17 obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dell’ONU e dall’Agenda 2030.

Nel tempo, però, ci si è accorti che finanziare grandi progetti di smart city a livello urbano risultava complesso e con una ingente richiesta di risorse e investimenti.

Per questo motivo, si è scelto di concentrare gli sforzi su aree urbane più ristrette, quali distretti, quartieri e territorio, verso un concetto di Smart Land diffusa.

*Horizon Europe prende il testimone da Horizon 2020 ed è un ambizioso programma di ricerca e innovazione che coinvolge tutti i Paesi del vecchio continente. Il Programma Horizon Europe si basa sulle Partnership (istituzionali, partenariato pubblico-privato ecc.) e sulla gestione autonoma da parte di ogni Paese di un budget di risorse stabilito.

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Cosa sono i Positive Energy District o distretti energetici a energia positiva?

I distretti energetici e i quartieri a energia positiva sono parte integrante di un approccio globale verso l’urbanizzazione sostenibile e la transizione energetica e coinvolge diversi aspetti legali, normativi, spaziali, tecnologici, sociali ed economici.

Un Distretto a Energia Positiva è visto come un quartiere urbano autosufficiente dal punto di vista energetico e a emissioni zero di CO2. Anzi, energia positiva significa che i distretti energetici svolgono un ruolo importante anche nel produrre energia in eccesso grazie all’uso di fonti di energia rinnovabile e nel reimmetterla in rete.

Un distretto energetico urbano a energia positiva unisce ambiente costruito, mobilità, produzione e consumo sostenibili per aumentare l’efficienza energetica e diminuire le emissioni di gas serra e per creare valore aggiunto per i cittadini. I Positive Energy District richiedono inoltre integrazione tra edifici, utenti e rete di energia, mobilità e sistemi IT.

Un distretto energetico positivo è visto come un quartiere urbano con un’importazione netta annua di energia pari a zero e emissioni nette pari a zero di CO2 che lavorano per una produzione in eccesso di energia rinnovabile, integrata in un sistema energetico urbano e regionale.

Perché i distretti energetici giocano un ruolo importante?

Lo sviluppo urbano deve passare da semplici soluzioni edilizie a distretti e quartieri a energia positiva e altri concetti innovativi per raggiungere gli obiettivi energetici e di lotta al cambiamento climatico a livello europeo.

La creazione di PED – Positive Energy District, distretti energetici abitativi e urbani e quartieri a energia positiva, sposta l’attenzione dalla costruzione individuale a blocchi energetici e quindi a un nuovo livello di sviluppo urbano sostenibile e di transizione energetica nelle smart city.

Le città europee sono già molto attive nell’integrazione di strategie di urbanizzazione sostenibile: il programma sui distretti e quartieri a energia positiva offre partenariato e sostegno alle città nel compiere il passo successivo dello sviluppo sostenibile. Essere parte del problema significa essere parte della soluzione: le città consumano due terzi dell’approvvigionamento energetico e producono il 70% delle emissioni di CO2 proviene dagli ambienti urbani.

Positive Energy District: sperimentazioni in atto

Il programma Urban Europe sui distretti energetici e i quartieri a energia positiva (programma PED) ha l’ambizione di supportare la pianificazione, la diffusione e la replica di “100 distretti a energia positiva” in tutta Europa entro il 2025 per la transizione urbana e l’urbanizzazione sostenibile. I distretti energetici positivi aumenteranno la qualità della vita nelle città europee, contribuiranno a raggiungere gli obiettivi della COP21 e miglioreranno le capacità e le conoscenze europee per diventare un modello globale.

Data la rilevanza del modello dei Positive Energy District, è necessario affrontare non solo le nuove aree di sviluppo urbano e costruzione di nuovi edifici e nuovi quartieri, ma anche la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente.

Ogni Positive Energy District deve porsi quali obiettivi principali: trovare l’equilibrio ottimale tra efficienza energetica, flessibilità energetica e produzione di energia locale.

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Lo sviluppo di distretti energetici deve anche seguire tre principi guida per renderli attraenti per i cittadini:

– Qualità della vita degli abitanti;
– Inclusività, quindi coinvolgimento attivo dei cittadini;
– Sostenibilità e integrazione della pianificazione energetica e urbana.

Distretti energetici e comunità energetiche: quali opportunità

I Positive Energy District offrono diverse opportunità per le utilities italiane e la Pubblica Amministrazione. Ci sono infatti diversi bandi di finanziamento volti a promuovere iniziative di questo tipo.

Ad esempio, entro settembre 2020 uscirà un bando ERANET, promosso dal programma Horizon 2020, per supportare le iniziative di partenariato pubblico-pubblico (P2P) tra enti pubblici dell’Unione europea nella definizione di attività condivise.

Poiché possono provvedere a fornire servizi di flessibilità alla rete elettrica, immettendo energia oltre che consumarla, i PED si inquadrano nel tema più generale delle comunità energetiche, richiamate nel Decreto Milleproroghe, dall’art. 42 bis.

Scritto da
Laura Baronchelli