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Comunità energetiche: esempi e best practice in Europa e in Italia

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Comunità energetiche: esempi e best practice in Europa e in Italia

È il momento delle Comunità energetiche: dopo la recente emanazione delle normative e degli incentivi che sosterranno nel nostro Paese questo particolare meccanismo di autoconsumo collettivo, si stanno progressivamente moltiplicando iniziative in questo ambito. Tra queste,  c’è il progetto europeo Come Res (Community Energy for the uptake of renewables in the electricity sector), finanziato dal programma Horizon 2020 con circa tre milioni di euro, che vede la partecipazione di 16 partner di nove Paesi europei, tra cui Enea ed Ecoazioni per l’Italia.

L’obiettivo, in questo caso, è di analizzare le diverse iniziative in atto a livello europeo sulle comunità energetiche, così da comprendere potenzialità, fattori trainanti, barriere, aspetti legali e modelli di business più adatti al loro sviluppo. Un passaggio non da poco, se si pensa che il modello delle comunità energetiche nel Vecchio Continente è ancora a uno stadio sostanzialmente sperimentale e che le dinamiche che caratterizzano le poche esperienze di successo sono in gran parte poco note.

Comunità energetiche: le best practice europee da esportare

Eppure, in alcuni Paesi europei (in particolare quelli dell’Europa del Nord) esistono esempi di comunità energetiche decisamente più avanzati. Dunque diventa importante comprendere le cause di questa doppia velocità e seguire modelli e best practice di energy community per favorirne lo sviluppo.

Non a caso, uno degli obiettivi dichiarati di Come Res è il trasferimento delle buone pratiche in contesti locali, regionali e nazionali specifici. In questo senso Come Res ha individuato le province delle Fiandre di Limburg e West-Vlaanderen come regione obiettivo, proprio per la presenza di diverse comunità energetiche rinnovabili ben avviate.

Per l’Italia, i due casi studio riguardano la Regione Piemonte, come caso modello (da anni è attivo un progetto nella zona del Pinerolo), e la Regione Puglia, come caso in cui il percorso verso la costituzione delle comunità energetiche rinnovabili è ancora in una fase poco avanzata (presso il comune di Biccari). L’analisi delle barriere e delle difficoltà permetterà agli esperti di Come Res di sviluppare di piani d’azione regionali e proposte di modelli di business per le regioni target. Enea, in quest’ottica, metterà a disposizione del partenariato le competenze tecnico-scientifiche per la progettazione delle comunità energetiche, oltre alla sua capacità di fare rete a livello territoriale con attori di diversa natura.

Semaforo verde dall’Arera per esempi di energy community in Italia

In attesa delle indicazioni sulle best practice da seguire, intanto, esempi di energy community vanno avanti anche nel nostro Paese, forti anche dell’ultimo (e decisivo) via libera incassato. Lo scorso 10 dicembre, Arera ha infatti espresso parere positivo alle Regole Tecniche per l’accesso al servizio di valorizzazione e incentivazione dell’energia elettrica condivisa definite dal GSE. Un semaforo verde importante, che potrebbe convincere anche gli operatori del settore energia a scommettere sulle comunità energetiche rinnovabili. Non a caso, nei giorni scorsi è stato annunciato l’avvio di un primo progetto in materia, a cui dovrebbero seguire ulteriori interventi nei prossimi mesi. In particolare al centro di una delle prime comunità energetiche ci saranno alcuni edifici pubblici di Turano Lodigiano e Bertonico (Lodi). Qui saranno installati cinque impianti fotovoltaici, nelle aree coperte del campo sportivo e sulla palestra di Turano Lodigiano, sopra la mensa e sull’edificio delle Poste e della Protezione civile di Bertonico. Il progetto consentirà di produrre l’energia necessaria per soddisfare il fabbisogno delle due amministrazioni comunali, mettendo altresì a disposizione di alcune famiglie delle due comunità quella prodotta in eccesso.

Ma probabilmente siamo appena all’inizio di una grande fase di sviluppo: secondo le stime del recentissimo Electricity Market Report 2020 dell’Energy&Strategy Group-School of Management Politecnico di Milano, nel prossimo quinquennio (2021-2025) saranno coinvolte circa 150-300mila utenze non residenziali e oltre 1 milione di utenze residenziali, dando vita (nello scenario intermedio) a circa 5-10 mila configurazioni di autoconsumo collettivo e circa 20.000 Comunità Energetiche Rinnovabili. Che si tradurrebbero nell’installazione di oltre 3,5 GW di impianti fotovoltaici e 1,3 GWh di capacità di accumulo, per un volume d’affari di 4 miliardi di euro.

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