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Solidarietà digitale locale: come è nata Torino City Love

Scritto da
Laura Baronchelli
Solidarietà digitale locale: come è nata Torino City Love

Innovazione e solidarietà. Sono questi i due grandi valori alla base del nuovo progetto del capoluogo piemontese, Torino City Love. Nata nel momento di emergenza sanitaria del Covid-19 per fornire un supporto a imprese e cittadini, Torino City Love è una piattaforma di “solidarietà digitale” locale, al pari di quella creata dal MID – Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione e Agid su scala nazionale, che si inserisce in un’ottica di smart city.

copertina

Com’è nata l’idea di una piattaforma di solidarietà digitale locale?

La città, che già disponeva di un laboratorio urbano di innovazione, il Torino city lab, basato sull’interazione e la partecipazione attiva dei cittadini e sulla sperimentazione di una serie di tecnologie, si è chiesta come avrebbe potuto migliorare la vita delle persone in quarantena e agevolare lo svolgimento delle varie attività (didattiche o lavorative). Il risultato è stato un nuovo progetto, che dietro alla parola “love” (amore) vede l’impegno di molte aziende tecnologiche e privati, uniti dalla voglia di aiutare e di essere utili.

“Torino City Love nasce sotto due spinte. – ci ha spiegato Nicola Farronato, dell’Assessorato all’innovazione e Smart City del Comune di Torino. – Da un lato quella di voler attivare un’azione in scia alla campagna di solidarietà iniziata dal Governo ma su dimensione locale, sia come offerta sia come domanda, con servizi e soluzioni su misura. Dall’altro, il fatto che esistesse già un ecosistema, il Torino City Lab, per poter lanciare una chiamata alle armi a partner e startup aziende e privati.”

persona con premio
Nicola Farronato al momento del ritiro del premio Award Ecohitech 2019 per il Comune di Torino

Torino City Lab, cuore di Torino smart city, che si era già aggiudicato, nel 2019, il premio Ecohitech Award per i risultati di risparmio energetico, eco sostenibilità e innovazione raggiunti, sarà ricordato, d’ora in avanti, anche per il grande sforzo di solidarietà sul territorio e per il suo “cuore” generoso.

Innovazione a portata di mano ai tempi del coronavirus

“Sono in molti ad aver messo a disposizione risorse, talento e asset da offrire a scuole, cittadini, imprese, PA. Le soluzioni pensate vanno a supporto soprattutto delle categorie come anziani, bambini, ospedali particolarmente esposte e colpite da questo “tsunami”.” Ci ha raccontato Farronato

Il progetto Torino City Love ha individuato alcuni ambiti prioritari di azione tra cui:

  • Scuola e lavoro: soluzioni digitali per la collaborazione a distanza, lo smartworking, l’e-learning, strumenti e dispositivi per consentire il lavoro e lo studio a distanza
  • Salute: soluzioni per il monitoraggio e la comunicazione a distanza
  • Servizi informativi e digitali: soluzioni per la facilitazione di accesso ai vari servizi
  • Formazione: risorse e corsi gratuiti per la formazione dei professionisti, delle imprese e dei singoli
  • Altro: soluzioni e servizi volti a una migliore vivibilità (intrattenimento, cultura, mobilità)

Tra i progetti e le sperimentazioni di solidarietà digitale attivate, ci sono la consegna di farmaci e prodotti alimentari a domicilio, la mappatura dei negozi e degli artigiani che possono portare merce a casa, gli strumenti per la formazione a distanza e per le videochiamate o le videoconferenze e così via.

banner torino city love

Solidarietà digitale: l’aiuto alle persone più esposte

Un’iniziativa di particolare valore è poi quella promossa da Cisco con il sistema Telepresence per le RSA. Una dotazione tecnologica presso alcune residenze per anziani (RSA) per facilitare il collegamento video con colleghi e parenti.

“Le RSA che hanno a che fare con il Comune (40 su Torino) vengono in questi giorni attrezzate con sistemi hardware e sistemi di telepresenza o, laddove non è possibile, con sistemi software di videochiamata. Per aiutare il monitoraggio e il contatto con parenti e con l’esterno in generale”, ha spiegato Nicola Farronato.

Un altro sistema innovativo vede in prima linea la no-profit Hackability con una piattaforma che aiuta persone con disabilità o caregiver a risolvere piccoli e grandi problemi tecnologici quotidiani (come fare una videochiamata o aprire un account di posta elettronica).

C’è poi la creazione, utilissima, di un sistema di Reporting Prevenzione Contagio da Covid-19 (torinocomestai.org) con cui ogni cittadino, compilando in forma anonima la griglia di auto-dichiarazione sul proprio stato di salute percepita. Un modo per tracciare eventuali sintomi e situazioni e localizzare, nonché monitorare e coordinare eventuali aree critiche.

“Un’altra attività importante che stiamo facendo – dice ancora Farronato – è quella di attrezzare i 4 distretti sociali con dispositivi smart e connessione dati per abilitare la triangolazione dei bambini in affidamento. Triangolazioni per i colloqui settimanali con assistenti sociali che in questo modo non vengono interrotti.”

Start-up innovative in prima linea

È invece da una start-up, Ufirst, che arriva la proposta di offrire gratuitamente la propria tecnologia a negozi, farmacie, supermercati e strutture per gestire al meglio le code e programmare gli ingressi in modo ordinato. Il sistema di gestione della fila virtuale facilita gli utenti nel rispettare le distanze di sicurezza notificando tramite app quando è il loro turno.

E provengono sempre da start-up innovative gli altri esempi che ci racconta Farronato:  Ugo offre l’ordinazione e la consegna di prodotti, ma anche lo svolgimento di semplici commissioni come andare al supermercato, ritirare ricette dal medico, passare in farmacia, pagare le bollette. C’è poi ReKordata, un calendario di webinar pensato appositamente per nidi e scuole dell’infanzia. E Pharmecure, dedicata alla consegna di farmaci a domicilio.

Soluzioni di assistenza e solidarietà digitale in discussione

“Tra i servizi in fase di approntamento – ci racconta Farronato – stiamo sviluppando una piattaforma per la distribuzione dei buoni pasto tramite canali analogici e digitali per raggiungere le persone che ne hanno bisogno. A Torino, parliamo di circa 12.000 famiglie.”

“È poi in fase di brainstorming la possibilità di utilizzare le wearable technology e le tecnologie IoT per il monitoraggio a distanza di persone in quarantena o a contatto con positivi. La telemedicina potrebbe offrire importanti soluzioni per il proseguimento di queste attività”.

Digital Transformation: si riparte da qui

“Mi piace pensare che con Torino City Lab si ragioni sempre come ecosistema e come innovazione aperta. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno di questa terribile situazione. È interessante pensare infatti che questa fase ci stia aiutando a rinsaldare dei legami con i vari soggetti che fanno parte del nostro ecosistema”, ha concluso Farronato.

“Mi auguro che la distanza possa essere un nuovo driver dell’unione. Un elastico che ci riporta al nostro ecosistema del valore. L’innovazione ha spinto tantissimo. Abbiamo fatto in poche settimane un lavoro di anni. Ora usiamo questo lavoro fatto per diventare migliori e per continuare da qui…”

Scritto da
Laura Baronchelli