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Il DEF conferma la nascita del Fondo Green New Deal italiano

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Il DEF conferma la nascita del Fondo Green New Deal italiano

Per uscire dalla recessione economica che già sta colpendo il Paese per effetto del lockdown seguito all’emergenza sanitaria Coronavirus, sarà necessario puntare con forza sulla sostenibilità ambientale. A metterlo nero su bianco è il Governo italiano nel DEF, il Documento di programmazione Economica e Finanziaria approvato dalla Camera in data 29 aprile 2020.

Il documento, soprattutto, contiene già una prima misura concreta che dovrebbe servire a finanziare gli investimenti Green: infatti, è stato istituito il Fondo Green New Deal, che potrà godere di una dotazione di bilancio complessiva di circa 4,2 miliardi per il periodo 2020-2023. Nel dettaglio, 470 milioni di euro sono previsti per il 2020, 930 milioni di euro per l’anno 2021, 1.420 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Attraverso la concessione di garanzie o l’attivazione di operazioni finanziarie, sarà possibile realizzare progetti economicamente sostenibili e che abbiano come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia (dunque anche le energie rinnovabili), l’economia circolare, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico, nonché programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale.

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Obiettivo: favorire la transizione ecologica 

Secondo quanto si era potuto leggere nella Legge di Bilancio 2020, che già aveva previsto l’attivazione di questa iniziativa, il fondo sarà alimentato con i proventi della messa in vendita delle quote di emissione di C02.

Il fondo, al momento, non è ancora operativo, dunque occorrerà aspettare la sua effettiva istituzione per capire quali potranno essere i beneficiari (Pmi, grandi imprese ecc.), le effettive modalità di adesione e comprendere dunque l’effettiva utilità dell’iniziativa.

Non c’è dubbio, comunque, che il Governo ritenga strategico il sostegno agli investimenti volti a promuovere forme di economia circolare e a favorire la transizione ecologica. L’obiettivo, si legge nel DEF, è aumentare la competitività e la resilienza dei sistemi produttivi a shock ambientali e di salute (chiaro il riferimento alla crisi Coronavirus), perseguendo con fermezza politiche di contrasto ai cambiamenti climatici finalizzate a conseguire una maggiore sostenibilità ambientale e sociale.

Particolarmente importanti saranno gli investimenti che promuoveranno un nuovo modello di sviluppo produttivo e industriale, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitivo, orientato alla crescita, all’innovazione e alla creazione di lavoro.

Il Green Deal europeo

La Manovra di Bilancio 2020 aveva previsto, accanto al fondo Green Deal, l’istituzione di un fondo per il rilancio degli investimenti sostenibili delle Amministrazioni centrali dello Stato, con una dotazione iniziale di 435 milioni nel 2020 (880 nel 2021, 934 nel 2022, a salire fino a un valore complessivo di 20,8 miliardi al 2034).

Per il quinquennio 2020-2024, inoltre, sono stati assegnati ai Comuni 500 milioni di euro all’anno sotto forma di contributi per investimenti destinati a opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e sviluppo sostenibile.

Queste risorse si sommeranno con quelle previste dal Green Deal europeoche resta la strategia chiave dell’Unione Europea per i prossimi decenni in materia di energia e ambiente. Come noto, infatti, lo scorso 11 dicembre 2019, la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, dando seguito alla prima delle linee guida politiche del suo programma, ha presentato il Green Deal europeo, un ambizioso piano che si propone di azzerare le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050.

Le basi finanziarie di tale piano sono state poste il 14 gennaio 2020: innanzitutto il Piano di investimenti per un’Europa sostenibile (COM(2020)21), che ha l’obiettivo principale di mobilitare, attraverso il bilancio UE e gli strumenti associati (in particolare, il Programma InvestEU), investimenti sostenibili privati e pubblici per almeno mille miliardi di euro nel prossimo decennio.

Inoltre, è stata approvata la proposta di regolamento istitutiva di un Fondo per la transizione giusta (COM(2020)22) – con una dotazione di 7,5 miliardi di euro – che si propone di mobilitare investimenti per almeno 100 miliardi di euro nel periodo 2021-2027, a favore delle Regioni più esposte alle ripercussioni negative della transizione, a causa della loro dipendenza dai combustibili fossili o da processi industriali ad alta intensità di gas a effetto serra.

Scritto da
Gianluigi Torchiani