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Energy Management in Italia: gestire l’energia tra sfide e opportunità

Scritto da
Andrea Ballocchi
Energy Management in Italia: gestire l’energia tra sfide e opportunità

Che peso sta avendo la pandemia sui professionisti dell’energy management? Verso quali prospettive stanno guardando i professionisti della gestione energetica?

L’indagine realizzata nei primi mesi del 2021 da LUMI con il patrocinio di AssoESCo e dell’Associazione Energy Managers ha messo in luce alcuni aspetti significativi riguardo l’energy management. A partire da uno sguardo attento alle potenzialità della tecnologia, necessaria per gestire al meglio l’energia e i parametri aziendali, nel settore privato e pubblico. Quasi il 70% del campione di energy manager intervistato valuta con interesse l’impiego di sistemi di monitoraggio integrati, per analizzare i consumi, ma anche i parametri ambientali.
IoT, sensoristica, Big Data Analytics entrano nel novero delle soluzioni adottate o da impiegare già oggi o nel prossimo futuro.

Energy Management in Italia: stato dell’arte

L’indagine condotta da LUMI (che è possibile scaricare in formato infografica) è stata rivolta a Energy Manager, EGE e tecnici specializzati attivi in aziende di media e piccola dimensione e in enti pubblici, ESCo o società di consulenza. La survey ha voluto delineare caratteristiche lavorative, l’attenzione all’efficienza energetica, il contesto industriale e quello normativo per andare a valutare anche la considerazione delle misure incentivanti per arrivare poi al ruolo dell’energia e delle prospettive aperte, considerando anche gli obiettivi al 2030 e 2050.

Il punto di vista di Energy Manager, EGE ed ESCo è centrale nella gestione dell’energia nelle aziende e nelle PA. Sono loro che monitorano i consumi, li ottimizzano, pianificano e promuovono interventi di efficientamento energetico.

L’impatto della pandemia nell’Energy Management

Quanto influisce il post Covid-19 sui professionisti dell’efficienza energetica? La pandemia pesa sulle strategie aziendali di efficienza energetica e sulla professione dell’Energy Manager: metà del campione ammette le difficoltà del momento, causato dalla crisi innescata dall’emergenza sanitaria.

Per rispondere a questa situazione e per le nuove esigenze del mercato, c’è una maggiore volontà di integrare le proprie competenze e funzioni aziendali. O, almeno, è così per il 50% del campione. Tuttavia, l’altra metà o quasi (48,3%) dice che questa volontà è poco presente.

Un altro effetto prodotto dall’emergenza sanitaria, che possiamo leggere come elemento positivo, è la volontà di analizzare non solo gli indici di consumo energetico, ma anche i parametri ambientali: qualità dell’aria, umidità, temperatura. Il 63,5% afferma che li sta già monitorando all’interno della sua azienda o che intende farlo.

Energy management e tecnologia: il ruolo dell’innovazione

La tecnologia entra sempre più nei piani degli Energy Manager se non già oggi sotto forma di strumenti. La stragrande maggioranza (87,3%) considera l’innovazione digitale una sfida stimolante. Ma già oggi, tra gli strumenti adottati per l’energy management, le soluzioni tecnologiche digitali sono parte integrante della strumentazione utilizzata dal professionista, a partire dai dispositivi di monitoraggio per l’efficientamento energetico, che rappresentano la scelta prioritaria e maggiormente impiegata (82,5%).

E’ anche nelle strategie professionali che si nota la volontà di adottare soluzioni innovative. In prospettiva, sono i sistemi di monitoraggio integrati (per analisi dei consumi, ma anche dei parametri ambientali) che godono forte considerazione (il 69.8% del campione lo pensa). Ma anche soluzioni IoT e sensoristica (49,2%), come pure Big Data analytics (44,4%) fanno parte delle potenziali opportunità cui guardano i professionisti. L’impiego di sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dei consumi viene considerato (47,6%) l’approccio per la gestione dell’energia e l’efficienza energetica delle aziende italiane che hanno avuto modo di seguire EGE ed Energy Manager.

Dall’industria all’edilizia, è sempre alla tecnologia che si guarda per centrare gli obiettivi di efficienza: il 61,3% del campione è convinto che occorre usare meglio e più diffusamente le nuove soluzioni tecnologiche. Inoltre, serve far conoscere più diffusamente le opportunità correlate alla digitalizzazione nel settore dell’energy (47,6%).

Anche sul lato formativo, il 62,9% dei professionisti ritiene che i sistemi e le tecnologie per l’efficienza energetica siano le tematiche più urgenti da approfondire.

L’importanza degli incentivi: Certificati Bianchi e Superbonus

L’efficienza energetica va incentivata. È quanto emerge dalla survey: Energy Manager ed EGE ne sono convinti. A partire dal meccanismo dei Certificati Bianchi, la cui nuova release – di prossima uscita, al momento di scrivere – è attesa con interesse. Intanto già oggi lo schema attuale è considerato utile da un’ampia maggioranza del panel (63,5%) per supportare gli interventi di efficienza energetica realizzati.

Ma tra le novità attese nella release 2021 il 50,8% si aspetta una modalità di calcolo dei TEE più immediata e ancora più in grado di fornire l’opportunità di individuare l’efficienza energetica anche in contesti nuovi.

Oltre a questi, vengono considerati utili anche altri strumenti, a partire da detrazioni fiscali ed ecobonus (74,6%), seguiti a distanza da cogenerazione ad alto rendimento (46%) e conto termico (42,9%).

Energy Manager, EGE ed ESCo apprezzano particolarmente il Superbonus 110%. Nelle risposte (aperte a più aspetti) si nota un generale giudizio positivo: per alcuni può creare nuove opportunità per la loro attività, il 34,9% lo reputa una misura straordinaria che ha generato nuovi spazi di manovra, mentre per il 30,2% è un’opportunità di crescita per tutta la filiera.

Scritto da
Andrea Ballocchi