Cerca
  • Energia
  • Scenario

Certificati bianchi: cosa sono e come funzionano

Certificati bianchi: cosa sono e come funzionano

Cosa sono i Certificati bianchi

I Certificati bianchi sono titoli negoziabili che certificano i risparmi energetici conseguiti negli usi finali di energia, realizzando specifici interventi di efficientamento.

Costituiscono uno dei meccanismi per incentivare progetti di efficienza energetica, insieme a detrazioni fiscali e conto termico; dei tre però è quello di più vecchia data. L’Italia è il primo Paese al mondo ad avere applicato questo meccanismo per incentivare l’efficienza energetica negli usi finali, sottolinea ENEA, Agenzia Nazionale per l’Efficienza energetica.

Sono nati come Titoli di Efficienza Energetica (TEE), termine divenuto oggi sinonimo e che compare nei Decreti Ministeriali (D.M.) 24 aprile 2001, modificati e aggiornati rispettivamente da altrettanti decreti del 2004 e 2007.

Lo schema dei certificati bianchi copre tutti i settori, dal residenziale all’industria, compresi agricoltura, terziario, e pubblica amministrazione e quasi tutti gli interventi di efficienza energetica negli usi finali, andando dal cogeneratore all’illuminazione, dall’involucro edilizio ai processi industriali.

Oltre a essere i più longevi, sono stati anche quelli più redditizi in termini di efficienza: dal 2005, anno in cui è ufficialmente stato avviato, al 2017 ha permesso un risparmio energetico di circa 26 milioni Mtep. Va segnalato che, stando all’ultimo Rapporto annuale 2018 del GSE, sono stati riconosciuti più di 3,8 milioni di TEE, pari a circa 1,36 Mtep di risparmi energetici ottenuti, registrando una riduzione del 34% dei titoli riconosciuti dallo stesso gestore rispetto al 2017.

Come funzionano i Titoli di Efficienza Energetica

Il meccanismo dei TEE, che sono emessi dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) in favore dei soggetti specificati per legge, è caratterizzato come un regime obbligatorio di risparmio energetico per i distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50mila clienti. Questi devono raggiungere determinati obiettivi in termini di certificati bianchi ottenuti, promuovendo progetti di efficienza energetica, realizzati direttamente o attraverso le società da essi controllate, o controllanti; oppure acquistando i titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo (altri distributori, ESCO – Energy Service COmpany certificate o utenti finali pubblici o privati, il cui sistema di gestione dell’energia sia certificato ISO:50001, che hanno nominato un Esperto in Gestione dell’Energia – EGE – certificato).

I risultati da raggiungere sono elencati dallo stesso GSE in 7,14 Mtep per il 2017; 8,32 Mtep per il 2018; 9,71 Mtep per il 2019; 11,19 Mtep per il 2020.

Gli obiettivi includono gli interventi associati al rilascio dei Certificati Bianchi, energia da Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), gli interventi che continuano a generare risparmi anche dopo la conclusione del periodo di vita utile e gli interventi di efficientamento eseguiti nell’ambito del D.M.106 del 20/05/2015.

Il GSE specifica che per ogni tonnellata equivalente di petrolio (tep) di risparmio ottenuto grazie alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, viene riconosciuto un Certificato per tutta la sua vita utile stabilita dalla normativa per ogni tipo di progetto, la cui durata può essere triennale, ma può arrivare a essere decennale. Tutti i soggetti scambiano i titoli sulla piattaforma di mercato gestita dal GME o attraverso transazioni bilaterali.

Gli interventi che permettono di ottenere i TEE sono riconducibili a quattro tipi fondamentali, a seconda dei risparmi ottenuti in termini di: energia elettrica; gas naturale; altri combustibili nel settore dei trasporti; altri combustibili in altri settori.

Si è detto che i Certificati bianchi sono uno dei tre meccanismi incentivanti di energy efficiency; va segnalato anche come non sono cumulabili con altri tipi di incentivi statali richiesti per lo stesso progetto. Quest’ultimo può riguardare l’installazione di impianti di produzione di energia termica o di generatori di aria calda; l’installazione di motori termici, ma anche l’acquisto di flotte di veicoli elettrici, ibridi o a idrogeno, come pure a gas naturale, GNL, GPL. Nel settore civile può prevedere interventi di isolamento termico, l’installazione di caldaie e generatori di aria calda o il retrofit e realizzazione di edifici NZEB.

Lo stesso GSE specifica che per ogni tipo di intervento

la normativa definisce la vita utile ovvero il numero di anni per i quali è possibile richiedere i TEE sulla base del risparmio misurato nel periodo di riferimento”.

Qual è il valore dei certificati bianchi?

Ogni titolo ha un determinato valore: per anni è stato 100-110 euro/tep, mentre nel 2018 (ultimo ufficialmente registrato, secondo specifico rapporto GSE) il prezzo medio sul mercato organizzato ha registrato un +14% superando i 303 euro/tep, avendo oscillato tra i 450 euro/tep di febbraio all’avvio del nuovo anno d’obbligo a 260 euro/tep.

Le fluttuazioni di prezzo hanno risentito di molte dinamiche che rientrano anche – sottolinea il GSE – in un quadro normativo e regolatorio in evoluzione, che comprende le modifiche degli obiettivi nazionali del Mise di risparmio energetico 2017-2020 e da quanto disposto da ARERA con la deliberazione 487/2018/R/efr, mediante cui ha aggiornato i criteri per determinare il contributo tariffario riconosciuto ai distributori, legandone la sua definizione anche ai prezzi registrati nella contrattazione bilaterale e fissandone un limite superiore pari a 250 euro/tep.

Certificati bianchi: gli enti coinvolti e i ruoli

Sono vari gli attori in gioco nel meccanismo dei TEE: si parte dal Ministero dello Sviluppo Economico che, insieme al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare svolgono il compito di fissare gli obiettivi di risparmio annuo e di definire ed aggiornare il quadro normativo di riferimento, provvedendo alla definizione e aggiornamento delle Linee Guida. ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), ha il compito di definire le modalità operative per la regolamentazione del meccanismo, comunicando ai Ministeri competenti e al GSE la quantità di energia elettrica e di gas naturale distribuita sul territorio nazionale dai soggetti obbligati, le rispettive quote d’obbligo ed applica le sanzioni.

Il GME – Gestore dei Mercati Energetici è responsabile dell’organizzazione e della gestione del mercato dei titoli di efficienza energetica.

Altre parti importanti sono ENEA e RSE, ovvero l’Agenzia nazionale per l’Efficienza Energetica e Ricerca di Sistema Elettrico: entrambi si occupano di fornire supporto tecnico al GSE per lo svolgimento della valutazione tecnico-economica dei risparmi dei progetti.

Al Gestore del Servizio Energetico va la responsabilità dell’attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica. Si tratta dell’ente cui spettano diverse incombenze: valuta e certifica i risparmi energetici conseguiti attraverso i progetti realizzati, avvalendosi della collaborazione di ENEA e RSE, e ha facoltà di aggiornare la tabella degli interventi ammissibili e dell’elenco dei Progetti Standardizzati. Inoltre, controlla gli interventi di efficienza energetica mediante verifiche documentali o ispezioni e sopralluoghi sul posto, trasmettendo poi al GME una relazione sull’attività svolta e sui progetti realizzati al Ministero dello sviluppo economico, al Ministero dell’ambiente, alla Conferenza Unificata, e all’ARERA.

GSE si occupa anche di verificare il livello di conseguimento degli obblighi da parte dei soggetti obbligati e, sempre in collaborazione con ENEA e RSE, predispone e sottopone ai due ministeri una guida operativa per promuovere l’individuazione, la definizione e la presentazione di progetti, corredata di tutte le informazioni utili alla predisposizione delle richieste di accesso agli incentivi.

 

Cogenerazione ad Alto Rendimento e Certificati bianchi

Possono beneficiare dei Titoli di Efficienza Energetica anche le soluzioni CAR – Cogenerazione ad alto rendimento. Si tratta d’impianti per la produzione combinata e simultanea, di energia elettrica (e/o meccanica) e termica, capaci di garantire un sensibile risparmio di energia rispetto a produzioni separate di elettricità e di calore. È diffusa soprattutto in settori industriali a elevato consumo di energia termica e nel settore dei servizi annessi a reti di teleriscaldamento urbano.

Rispetto alle modalità separate di elettricità e calore, come specificato dalla Direttiva europea 2004/8/CE, il valore di risparmio di energia primaria conseguito dalla CAR deve essere almeno del 10%, o comunque di valore positivo nel caso di unità di piccola cogenerazione (con potenza inferiore a 1 MWe) o di micro-cogenerazione (con una potenza inferiore a 50 kWe).

La Direttiva europea, che ha posto l’obbligo agli Stati membri di incentivare la cogenerazione attraverso regimi di sostegno dedicati, è stata recepita in Italia dal decreto legislativo 20/2007 poi integrato dal Decreto interministeriale 4 agosto 2011 e precisato dal decreto ministeriale del 5 settembre 2011.

Quest’ultimo definisce il regime di sostegno per la cogenerazione ad alto rendimento, recependo il riconoscimento alla CAR di accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi.

Il decreto è un vero e proprio spartiacque: prima della sua attuazione, la CAR ha goduto esclusivamente dell’opportunità dei Titoli di Efficienza Energetica tradizionali e i beneficiari potevano essere coloro che appartenevano alle categorie di “soggetti obbligati” e “soggetti volontari”. Una volta entrato in vigore, alla cogenerazione ad alto rendimento sono stati attribuiti Certificati Bianchi CAR, del tutto analoghi ai precedenti, ma con qualche specifica peculiarità.

Quali siano le unità di cogenerazione riconosciute a consuntivo lo specifica il GSE (Gestore Servizi Energetici), suddividendole tra quelle entrate in esercizio a seguito di nuova costruzione o rifacimento dopo il 6 marzo 2007, per un periodo di 10 anni, e quelle con analoghe caratteristiche temporali, ma abbinate a una rete di teleriscaldamento, per un periodo di 15 anni sempre a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo all’entrata in esercizio.

Lo stesso GSE specifica inoltre che possono accedervi anche le unità entrate in esercizio tra il 1 aprile 1999 e il 6 marzo 2007, per un periodo di cinque anni, a decorrere dall’entrata in vigore del D.M. 05/09/2011 “se riconosciute di cogenerazione ai sensi delle norme applicabili alla data di entrata in esercizio”.

Per queste unità, prosegue il Gestore, il numero di Certificati Bianchi emessi

“è pari al 30% di quello previsto per le altre due tipologie. Annualmente è facoltà dell’operatore scegliere se richiedere il rilascio dei CB spettanti sul proprio conto proprietà presso il registro titoli (TEE) del GME o il ritiro degli stessi da parte del GSE. Il prezzo di ritiro dei Certificati Bianchi sarà pari a quello vigente alla data di entrata in esercizio dell’unità (o alla data di entrata in vigore del D.M. 05/09/2011 nel caso di unità già in esercizio)”.

Ci sono diversi benefici riconosciuti per legge alla Cogenerazione ad Alto Rendimento. Per esempio, godono di precedenza, nell’ambito del dispacciamento, dell’energia elettrica prodotta da cogenerazione rispetto a quella prodotta da fonti convenzionali; contano su agevolazioni fiscali sull’accisa del gas metano usato per fare cogenerazione.

Tra l’altro, possono accedere al servizio di scambio sul posto dell’energia elettrica prodotta da impianti CAR con potenza nominale fino a 200 kW; possono anche contare su condizioni tecnico-economiche semplificate per essere connessi alla rete elettrica, oltre a ottenere le agevolazioni tariffarie per impianti alimentati a fonti rinnovabili.

Il ruolo del GSE è fondamentale in quanto ogni anno provvede al riconoscimento a consuntivo del funzionamento della cogenerazione AR e, per le unità richiedenti, riconosce successivamente il numero di certificati bianchi cui hanno diritto.

Il Gestore, inoltre, si occupa di esaminare richieste di valutazione preliminare per unità non ancora in esercizio, ma che puntano poi ad accedere al meccanismo dei Titoli di Efficienza energetica. Nel caso il progetto non sia a norma, indica le carenze rilevate e le modifiche da apportare. Provvede anche alle attività di verifica e controllo sugli impianti incentivati comunicando al MISE e al produttore l’esito finale delle ispezioni.

La società ha pubblicato un manuale per guidare nella compilazione chi volesse accedere ai TEE, fornendo anche indicazioni sull’invio delle richieste e tutte le informazioni specifiche.

Segnaliamo solo che il testo prevede informazioni che spiegano, a partire dalla fase preliminare di accesso all’applicativo, come inserire i dati dell’operatore, degli impianti a esso associati, delle unità che compongono l’impianto. Inoltre chiarisce come compilare e inviare le richieste riguardanti le unità inserite.

CAR per la PA – Le unità di cogenerazione riguardano anche l’ambito della Pubblica amministrazione, che può anch’essa beneficiare dei Certificati bianchi, installando impianti di cogenerazione in edifici pubblici quali scuole e università, ospedali, centri sportivi e sedi comunali.

Le reti di teleriscaldamento, sfruttando il calore prodotto a temperatura relativamente bassa, sono particolarmente interessanti per i Comuni, specie quelli ubicati nelle aree più fredde.

Molti Comuni che si stanno dotando di unità di cogenerazione abbinate a reti di teleriscaldamento, specifica sempre il GSE, possono contare, in caso di realizzazione di nuove reti, su un periodo di incentivo maggiorato. Non solo:

“Le unità di cogenerazione entrate in esercizio dopo il 31/12/2010 sono premiate con i Certificati Bianchi qualora siano riconosciute come “nuove unità di cogenerazione” o come “rifacimenti” di unità esistenti oppure quali CAR ai sensi del DM 4 agosto 2011 per ogni anno di accesso agli incentivi”.

L’accesso al meccanismo di sostegno può essere richiesto dal proprietario dell’unità di cogenerazione o dall’esercente.

Scritto da
Andrea Ballocchi