Cerca
  • Efficienza energetica
  • Attualità

Certificati Bianchi: novità e obiettivi del Decreto 2021

Certificati Bianchi: novità e obiettivi del Decreto 2021

I Certificati Bianchi sono ancora un elemento fondamentale per fare efficienza energetica. Lo saranno ancora nei prossimi anni, con il nuovo Decreto “Certificati Bianchi”, la nuova “release” è strutturata per rilanciare uno strumento che ha assicurato risparmi cospicui in termini energetici e benefici ambientali. Considerato che un certificato equivale al risparmio di una tonnellata equivalente di petrolio, tra gennaio e maggio 2021 sono stati riconosciuti 462.129 TEE. E stiamo parlando di un meccanismo che ha subito un decremento sensibile negli ultimi anni, ma che è essenziale nel percorso che ci dovrà portare alla carbon neutrality del 2050.

Lo ha accennato Dario di Santo, direttore FIRE nel corso della conferenza organizzata il 15 giugno dalla stessa Federazione dedicata proprio ai Certificati Bianchi.
L’occasione è stata utile per illustrare le novità attese dal Decreto del Ministero della Transizione Ecologica e gli elementi innovativi che dovrebbero permettere di rilanciare lo strumento.

Verso l’obiettivo Net Zero: l’importanza dei Certificati Bianchi

Lo stesso direttore FIRE, in apertura, ha sottolineato che il percorso che ci dovrà portare alla fase net zero, attesa al 2050, sarà un percorso lungo, complesso, non facile che necessita una pianificazione che combini efficienza energetica all’uso delle rinnovabili. In questo insieme di interventi i Certificati Bianchi hanno fornito e possono fornire un contributo essenziale.

Negli anni si sono ridotti i risparmi conseguiti, risultato di vari fattori tra cui anche incentivi piuttosto generosi: «rivedere il meccanismo non significa perpetuare le condizioni del 2010-2012 che è stato un periodo irripetibile. Possiamo però contare su una strategia che sia una via di mezzo tra questi anni e gli ultimi», caratterizzati da numeri ben diversi.

Le buone notizie non mancano, ha rilevato Di Santo: «al di là delle novità introdotto dal Decreto 21 maggio 2021, ci sono almeno due elementi positivi emersi negli ultimi due anni. Il primo è il potenziale di TEE associato alle proposte presentate dal 2017 in poi, nell’ordine dei 200 ktep/anno, in linea con i risultati del 2015-2016. Il secondo è il passaggio delle percentuali di rigetto di progetti a consuntivo da circa il 50% a oltre il 90%. Ciò significa che ci si è adattati alle nuove regole, c’è stato un dialogo proficuo tra GSE e operatori: tutto ciò ha creato condizioni fondamentali per far ripartire il meccanismo».

decarbonizzare economia
Obiettivo net zero

Decreto Certificati Bianchi: novità e obiettivi

Mauro Mallone, dirigente del Ministero della Transizione ecologica, ha illustrato il nuovo decreto sui Certificati bianchi. Esso stabilisce gli obiettivi per gli anni 2021-2024, rivedendo quello riguardante il 2020, e inserisce una serie di misure innovative per incrementare l’offerta di certificati e migliorare il funzionamento del mercato.

nuovi obiettivi Certificati Bianchi
nuovi obiettivi Certificati Bianchi

Per il 2020, è stata prevista una riduzione del 60% dell’obiettivo fissato col precedente decreto del 2017, quindi da 7,1 milioni di TEE a 2,84 milioni. Mantenere quell’obiettivo significava l’emissione di un numero smisurato di Certificati bianchi virtuali. La crisi pandemica ha contribuito alla decisione, ma non solo. In ogni caso, ha fatto sapere Mallone, «quei 4,26 milioni di titoli decurtati saranno comunque recuperati tra 2021 e 2024, anni in cui si rispetteranno gli obblighi previsti dal PNIEC, che aveva già ridimensionato il contributo atteso dei CB al 25% per il raggiungimento degli obiettivi sull’efficienza energetica attesi al 2030».

Una prima importante novità riguarda la modifica degli obiettivi in corso d’opera. In passato era previsto che quadriennio per quadriennio venivano rivisti gli obiettivi di efficienza energetica. «è speranza di tutte le parti interessate che ci sia un rilancio del meccanismo, e se ci sarà un incremento di richiesta a seguito di una maggiore liquidità, si provvederà immediatamente a rivedere al rialzo gli obiettivi», ha assicurato il dirigente MiTE. Questa è una delle novità più importanti perché mira a evitare che il prezzo dei TEE precipiti.

Quali sono le misure per incrementare l’offerta di Certificati Bianchi a seguito di una maggiore liquidità? Per quanto riguarda i temi della semplificazione, assistenza e standardizzazione, sono state previste:

  • l’attivazione di strumenti di simulazione preventiva dei progetti;
  • la pubblicazione della banca dati di progetti approvati;
  • l’aggiornamento della guida operativa.

Il decreto contempla anche una maggiore flessibilità nella presentazione dei progetti, un ridotto impiego di monitoraggio delle rendicontazioni da 12 a 6 mesi per progetti da 500 TEP/anno e a tre mesi per progetti da 1000 TEP/anno.

Più snello, più partecipato: così il nuovo meccanismo dei TEE

Un altro elemento significativo è l’ampliamento della tipologia degli interventi ammessi e dei soggetti partecipanti al meccanismo. In questo senso è stata: introdotta la tipologia di “progetto di efficientamento energetico integrato”; ampliata la tabella degli interventi ammessi; aumentata la vita utile. Inoltre è prevista una velocizzazione dei tempi di aggiornamento della tabella, considerando un tempo massimo di 60 giorni di comunicazione del GSE al MiTE dopo di che il progetto entra nel novero di quelli ammissibili ai TEE.

Infine, è consentito l’accesso al meccanismo da parte dei Raggruppamenti Temporanei d’Impresa e (come richiesta esplicita delle Regioni) ai raggruppamenti tra enti pubblici territoriali.

Un altro pacchetto di misure per rendere più attrattivo il meccanismo vede innanzitutto la possibilità di cumulare i CB con i crediti di imposta a partire dal 1° gennaio 2020.

Non solo: è previsto l’aumento del fattore “k” di anticipo dei certificati bianchi entro la prima metà della vita utile del progetto. È stata introdotta una premialità (max 2%, ovvero 40 tep) per progetti derivanti dall’applicazione di strumenti di certificazione energetica ambientale oltre alla possibilità di intervenire sugli impianti oltre la vita utile e prima della conclusione della vita tecniche. L’attenzione alla maggiore efficienza delle imprese è testimoniata anche da misure extra TEE. «È  bene ricordare che nel decreto di luglio 2020, di recepimento della direttiva per l’efficienza energetica, è prevista l’emanazione di bandi per 15 milioni di euro dedicati alle PMI che vogliono introdurre meccanismi di certificazione energetica ISO 50001 al loro interno», ricorda Mallone.

Un’altra misura riconosciuta e che intende superare i disagi causati dalla crisi pandemica è la possibilità di un’ulteriore rendicontazione a fine vita utile con un riconoscimento di eventuali ulteriori TEE in caso di calo di produttività. Inoltre è previsto lo scomputo del periodo emergenziale dal calcolo dei tempi minimi previsti per realizzare un progetto e presentare la rendicontazione.

Decreto Certificati Bianchi e mercato: le misure previste

Il DM sui TEE introduce misure per migliorare il funzionamento del mercato con una triplice funzione:

  1. la revisione di condizioni di accesso, utilizzo e riscatto dei certificati bianchi virtuali;
  2. l’introduzione di un meccanismo di market stability;
  3. l’avvio di un nuovo meccanismo ad asta.

Nel primo caso, è prevista la riduzione della soglia minima per l’accesso ai CB virtuali dal 30% dell’obbligo minimo al 20% e il mantenimento dei certificati bianchi virtuali per il periodo 2021-2024.

Per quanto riguarda il terzo punto, il nuovo meccanismo TEE introduce la possibilità – d’accordo con la Conferenza Unificata Stato Regioni e sentita Arera – di introdurre con un DM ad hoc un nuovo meccanismo ad aste.

«La base d’asta tiene conto del TEP risparmiato, delle specificità tecnologiche o della tipologia progettuale considerata, nonché delle esternalità ambientali positive generate».

TEE e valore presente e futuro

«Il meccanismo dei TEE è considerato ancora il principale strumento di promozione dell’efficienza energetica». Lo afferma, a voce del GSE – Gestore Servizi Energetici il responsabile della direzione Efficienza Energetica, Luca Barberis. Il valore del meccanismo è intrinseco alla sua natura: in quanto titoli negoziabili che certificano il conseguimento di risparmi degli usi finali di energia attraverso intervneti e progetti di incremento delll’efficienza energetica, essi provvedono a una certificazione dei progetti che perseguono determinati obiettivi. «Si tratta di un meccanismo che dà un valore economico all’efficienza energetica e anche un valore strategico».

Barberis ha ricordato che il DM 21 maggio 2021 punta a definire obiettivi quantitativi azionali e relativi obblighi di risparmio per il 2021-24, e ha messo in luce i prossimi passi del GSE.

Il Gestore intende intraprendere molteplici iniziative finalizzate a fornire agli operatori del settore maggiori strumenti per una corretta predisposizione dei progetti di efficienza energetica da presentare ai sensi del nuovo Decreto Certificati Bianchi. In questo senso sarà pubblicata la guida operativa e schede di progetto a consuntivo con l’aggiornamento delle guide settoriali. Inoltre verrà data comunicazione di esito di accoglimento per i progetti “Altro” integrati nella tabella degli interventi ammissibili per cui sono già state trasmesse le risultanze dell’istruttoria MISE/MiTE. Verrà anche sviluppato il portale dei Certificati bianchi per un’efficace presentazione dei progetti. Infine, ma non certo ultima, proseguirà l’interlocuzione con gli operatori per raccordare l’innovazione al meccanismo.

A chiudere la giornata è stato Gianni Pietro Girotto, Presidente della 10a Commissione (Industria, commercio, turismo) del Senato, che ha rilevato l’importanza dei TEE e più in generale quella dell’efficienza energetica che insieme alle fonti rinnovabili sono i due pilastri per decarbonizzazione. Per rivalutare il meccanismo dei Certificati Bianchi «la 10° Commissione del Senato si è impegnata ad approfondire con audizioni per tematica sul meccanismo e votato all’unanimità una risoluzione d’indirizzo dettagliata in 20 punti per ridare slancio e operatività concreta al meccanismo dei TEE in modo da superare le problematiche riscontrate sul funzionamento del meccanismo, snellire le procedure e rimodulare gli obiettivi di efficienza energetica a partire dal 2020».

Giornalista freelance specializzato in tecnologia e in modo particolare in tematiche che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura: smart energy, smart building, smart city.