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Certificazione MID: quando è obbligatoria per misurare l’energia

Certificazione MID: quando è obbligatoria per misurare l’energia

La certificazione MID riguarda l’ambito della misurazione dell’energia ed è parimenti importante, insieme alla produzione energetica, per garantire condizioni ottimali per gestire e fare efficienza energetica.

La certificazione è definita dalla Direttiva MID, che consente di certificare gli strumenti di misura e tutelare il consumatore e il mercato, gli effettivi fruitori, nella vita di tutti i giorni, delle misure effettuate con tali strumenti. Dal pieno dell’auto, alla misura dei consumi gas, luce, riscaldamento e acqua fino agli effettivi dati di produzione fotovoltaica tutto passa da uno strumento di misura. Da qui discende l’importanza di una certificazione adeguata.

Direttiva MID: cos’è e a cosa serve

Prima di parlare della certificazione MID occorre partire dall’acronimo MID che sta per Measuring Instruments Directive, nome della direttiva 2014/32/UE, riguardante l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di strumenti di misura. Nasce per definire regole tecniche condivise e comuni, in modo da consentire agli strumenti metrici di muoversi liberamente all’interno della comunità.

Cosa prevede la Direttiva MID

La direttiva si applica a strumenti di misura quali i contatori dell’acqua, del gas, contatori di energia elettrica attiva e di calore.

Prevede che sullo strumento sia apposta la marcatura CE, la marcatura metrologica supplementare “M” e le ultime due cifre dell’anno in cui lo strumento è stato fabbricato.
Lo strumento deve inoltre essere accompagnato da una dichiarazione di conformità, con la quale il fabbricante garantisce che lo strumento è in linea con i requisiti della direttiva MID.

L’Italia ha recepito la norma con il Decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, aggiornato nel 2016 con il D. Lgs. 84/2016, in modo da recepire le modifiche introdotte con la direttiva 2014/32/UE.

Requisiti e obblighi della certificazione MID

La direttiva MID riguarda le fasi di progettazione e produzione degli strumenti di misura. Consente alle aziende di poter progettare e produrre i contatori e i vari strumenti di misura secondo differenti moduli, descritti negli allegati, e funzione, oltre che della complessità dello strumento, anche delle possibilità di controllo diretto da parte del fabbricante. In particolare, mentre per la fase di progettazione è sempre previsto l’intervento di un Organismo Notificato, che valuta la rispondenza del progetto ai requisiti della direttiva, in fase produttiva, è possibile che sia il fabbricante ad autocertificare la corrispondenza del prodotto a quanto approvato in fase progettuale dall’organismo notificato, purché sia dotato di un idoneo sistema di gestione della qualità.

Per esempio, definisce alcuni requisiti essenziali quali la classe di precisione, la presenza di un display, di un numero seriale e l’anno di produzione.

Quali obblighi per i produttori

Oltre a riportare requisiti, il D. Lgs 22/2007 comporta anche obblighi: per produttori, distributori, importatori. Tra gli obblighi essenziali per i produttori è previsto che all’atto dell’immissione sul mercato o della messa in servizio dei loro strumenti di misura, essi garantiscano che sono stati progettati e fabbricati conformemente ai requisiti essenziali previsti.

La conformità di uno strumento di misura a tutte le disposizioni del decreto è attestata dalla presenza, sul medesimo, anche della marcatura CE.

L’importanza di contatori certificati MID

La certificazione MID in molti paesi extra-UE ha un notevole valore che supera lo stesso obbligo normativo: è sinonimo di precisione e di garanzia tecnica. Lo scopo della direttiva, oltre che armonizzare le normative presenti nei singoli paesi, è garantire le precisioni, gli estremi di impiego e i canoni di qualità necessari pensando alla delicatezza della misura delle differenti grandezze.

Le aziende che propongono prodotti di qualità sono consapevoli della sua importanza.

Un esempio lo fornisce Belimo: i suoi contatori di energia termica TEM (Thermal Energy Meter™) soddisfano i requisiti europei della direttiva MID e della norma EN 1434, che specifica i requisiti generali dei contatori di calore, cioè degli strumenti destinati alla misurazione del calore che, in un circuito di scambio termico, è assorbito o ceduto da un liquido termovettore.

Oltre che certificati secondo EN 1434/MID, hanno caratteristiche che li rendono particolarmente idonei per una fatturazione remota basata su IoT.

Tra le caratteristiche di questi prodotti c’è anche la possibilità che i dati misurati dal contatore di energia certificato MID possono essere facilmente integrati nel sistema di gestione dell’edificio per migliorare le prestazioni e ridurre i consumi.

Giornalista freelance specializzato in tecnologia e in modo particolare in tematiche che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura: smart energy, smart building, smart city.