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Smaltimento pannelli fotovoltaici e riciclo: i vantaggi per l’Italia

Scritto da
Andrea Ballocchi
Smaltimento pannelli fotovoltaici e riciclo: i vantaggi per l’Italia

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici apre a opportunità di business enormi: secondo Grand View Research, la dimensione del mercato globale è stata valutata a 127,7 milioni di dollari e si prevede che crescerà a un tasso CAGR del 12,8% da qui al 2027.  Molto più consistente la stima fatta da Irena, che ha pubblicato un report sui volumi e le opportunità create dal riuso dei pannelli fotovoltaici al 2050. Da qui emerge che il riciclaggio o il riutilizzo dei moduli fotovoltaici a fine vita può sbloccare fino a 78 milioni di tonnellate di materie prime e altri componenti di valore a livello globale entro il 2050. Se pienamente reintegrato, il valore del materiale recuperato potrebbe superare i 15 miliardi di dollari entro il 2050, equivalenti a 2 miliardi di pannelli o a 630 GW.

L’Italia è un mercato particolarmente interessante: con più di 880mila moduli installati si aprono prospettive di sviluppo importanti per lo smaltimento e il riciclo del fotovoltaico. Un recente studio di Althesys mette in luce che dopo il 2030 si potrebbe arrivare a 400mila tonnellate di materiale da trattare. Lo stesso rileva proprio che il mercato della gestione dei moduli fotovoltaici da avviare a smaltimento, oggi ancora contenuto, sia destinato a esplodere dopo il 2030.

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Smaltimento pannelli fotovoltaici: cos’è e come viene gestito

Cosa si intende per smaltimento del fotovoltaico a fine vita? I pannelli fotovoltaici sono considerati a tutti gli effetti RAEE, ovvero Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e come tali devono essere gestiti, secondo il rispetto della normativa di riferimento, ovvero il D.lgs. 14 marzo 2014, n. 49 che recepisce la Direttiva 2012/19/EU.

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In essa si specifica che la tipologia dei pannelli fotovoltaici per lo smaltimento si suddivide in due categorie: i Raee domestici, ovvero i rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici di potenza inferiore ai 10 kW; se invece sono di potenza uguale o superiore rientrano nei Raee professionali. I primi vanno vanno trasferiti ai “Centri di Raccolta” mentre i secondi in un impianto di trattamento autorizzato.

La loro gestione allo stato attuale è svolta da 16 consorzi, di cui quattro specializzati in moduli professionali.

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Obbligo e costo smaltimento pannelli fotovoltaici: cosa c’è da sapere

Il D.lgs 49 del 2014, recependo la direttiva UE sui Raee, ha di fatto posto l’obbligo di smaltimento dei pannelli fotovoltaici. Inoltre ha indicato che i responsabili della gestione di tali rifiuti elettronici sono i produttori e/o i distributori delle apparecchiature stesse, proporzionalmente alla quantità dei nuovi prodotti immessi sul mercato, attraverso l’organizzazione e il finanziamento di sistemi di raccolta, trasporto, trattamento e recupero.

Il decreto, specifica il GSE, introduce specifiche disposizioni per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici installati su impianti incentivati in Conto Energia, attribuendo determinate responsabilità in carico al Gestore. Quest’ultimo precisa, inoltre, che prima della pubblicazione di tale decreto, per gli impianti incentivati è prevista l’adesione del produttore dei moduli fotovoltaici a un Sistema Collettivo/Consorzio che garantisca la completa gestione a fine vita.

Per gli impianti incentivati in Conto Energia sono attive due le modalità di gestione distinte in funzione della data di entrata in esercizio, tipologia di impianto e Conto Energia di appartenenza: la prima segue le disposizioni del D.lgs. 49/2014; la seconda segue, invece, le disposizioni del Disciplinare Tecnico pubblicato dal GSE per gli impianti incentivati ai sensi del quarto e quinto Conto Energia. L’obiettivo della disciplina è garantire il finanziamento delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento adeguato, recupero e smaltimento ambientalmente compatibile dei rifiuti derivanti da pannelli fotovoltaici.

Smaltimento pannelli fotovoltaici: quanto costa

Per quanto riguarda i costi dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici, il privato cittadino o, più precisamente, il detentore di impianto fotovoltaico domestico, non deve spendere nulla. Per quanto riguarda lo smaltimento del fotovoltaico professionale, il Gestore specifica che il finanziamento delle operazioni di raccolta, trasporto, trattamento adeguato, recupero e smaltimento “ambientalmente compatibile” dei Raee storici fotovoltaici professionali è a carico del produttore in caso di fornitura di una nuova apparecchiatura elettrica ed elettronica in sostituzione di un prodotto di tipo equivalente, mentre è a carico del detentore negli altri casi.

Sempre però a proposito dei costi, per i beneficiari degli incentivi del I, II, III Conto Energia c’è una quota trattenuta dal GSE, finalizzata a garantire la completa copertura dei costi di gestione prevista per l’operazione di smaltimento dei moduli fotovoltaici a fine vita. Tale quota è determinata sulla base dei costi medi di adesione ai Consorzi e della stima dei costi imputabili alle attività di ritiro, trasporto, trattamento adeguato, recupero e smaltimento del RAEE fotovoltaico. La quota trattenuta dal Gestore Servizi Energetici è di 12 euro a pannello per i pannelli solari domestici, mentre per i moduli fotovoltaici professionali è di 10 euro a pannello. Tali somme, trattenute a garanzia, saranno poi rimborsate dopo le verifiche del Gestore sul rispetto degli obblighi previsti per la gestione e lo smaltimento. Per chi, invece, ha installato moduli fotovoltaici tradizionali e beneficia del IV e V Conto energia il GSE non trattiene alcuna somma a garanzia.

Riciclo del fotovoltaico: vincoli, opportunità e idee innovative

Dallo smaltimento al riciclo dei pannelli solari si aprono opportunità e vincoli. Le opportunità sono economiche e ambientali. L’Unione Europea sta spingendo particolarmente sull’economia circolare e il pannello fotovoltaico è una miniera di materiali pronti per essere riutilizzati. Da un modulo di 21 kg si possono recuperare circa 15 chilogrammi di vetro, oltre a una restante parte costituita da materiale plastico, alluminio, polvere di silicio e rame.

Althesys, nel report dedicato all’industria italiana del waste management e del riciclo ha messo in luce questo aspetto, segnalando come politiche incentivanti e diminuzione dei costi hanno sì  promosso la diffusione del fotovoltaico, ma il progresso tecnologico sta accelerando l’obsolescenza dell’ormai consolidato parco impianti italiano.

“Ciò si rifletterà nei prossimi anni in un sostanziale incremento dei quantitativi da smaltire, con importanti problematiche per la filiera nel suo complesso. Il quadro normativo rimane però stratificato e spesso poco coerente, mentre la questione End of Waste è ancora aperta”.

In caso di repowering è possibile riutilizzare parti e componenti, ma la normativa attuale non lo permette, in quanto troppo rigida. Da più parti viene richiesta la possibilità di semplificare la gestione dello smaltimento e del recupero dei pannelli fotovoltaici, i cui materiali possono essere riciclati fino al 90%.

Tra l’altro, in materia di riciclo l’Italia può segnalare ottime pratiche. La più recente è quella presentata da ENEA, che ha brevettato un nuovo processo green, quanto a efficienza energetica e a impatto ambientale ridotto per il recupero dei principali componenti dei pannelli fotovoltaici in silicio cristallino a fine vita. Il processo permette di separare i materiali utili, come strati polimerici, contatti elettrici, celle e vetro, e di smaltire il resto in sicurezza.

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Scritto da
Andrea Ballocchi