Cerca
  • Sicurezza
  • Interviste

Siram Veolia punta su sanificazione ambientale e qualità dell’aria indoor

Scritto da
Laura Baronchelli
Siram Veolia punta su sanificazione ambientale e qualità dell’aria indoor

Le ESCo (ovvero le Energy Service Company) si trovano di fronte a una sfida continua: quella di fare efficienza con risultati sempre più importanti e, allo stesso tempo, quella di saper affiancare imprese grandi e piccole nel processo di efficientamento e di innovazione, rispondendo ai bisogni del mercato che emergono di volta in volta.

Sanificazione ambientale: i nuovi servizi di Siram Veolia

foto primo piano maria Vittoria Pisano
Maria Vittoria Pisante

Certificata UNI CEI 11352, Siram Veolia è una ESCo che si pone all’avanguardia nella ricerca di soluzioni che possano rispondere alle esigenze dei clienti (PA e industria), sull’efficienza energetica, ma non solo. In questa ottica, avendo individuato u

n nuovo bisogno legato alla qualità dell’aria negli ambienti indoor e alla salute e produttività dei dipendenti, la società propone oggi un ampliamento dei propri servizi, che vanno dalla sanificazione ambientale al controllo e monitoraggio della qualità dell’aria nei luoghi in cui viviamo e lavoriamo.

Per conoscere meglio i dettagli di questo ampliamento dell’offerta, abbiamo posto qualche domanda a Maria Vittoria Pisante, Direttore Commerciale & Sviluppo di Siram Veolia.

 

D: Com’è nato il vostro nuovo servizio dedicato alla sanificazione ambientale e industriale?

In realtà non si tratta di un nuovo servizio ma di un nuovo e rinnovato approccio. Siram Veolia offriva già ai propri clienti attività di sanificazione degli impianti aeraulici e idrici. A questi ha aggiunto l’attività di sanificazione ambientale per poter dare massima garanzia del risultato finale.

In questo modo, possiamo rispondere a un bisogno che si è reso evidente a causa della pandemia in corso.
Se si osservano i dati delle ricerche su internet, il termine sanificazione è stato tra i più ricercati durante questi mesi. In realtà tutti davano per scontato di vivere in un ambiente salubre e privo di particolare rischi di infezione. Mentre oggi siamo tutti consapevoli che la sanificazione deve essere una prassi.

banner

D: Data la vostra forte esperienza nel settore industriale, quali sono gli aspetti più critici che un’azienda produttiva deve affrontare in questo ambito?

In ambito industriale, il rispetto delle norme igienico-sanitarie ha sempre costituito una chiara priorità per assicurare il benessere e la salute dei dipendenti. L’emergenza sanitaria ha però reso necessaria una drastica revisione delle procedure storicamente adottate, sia in termini di prodotti sanificanti utilizzati che in termini di frequenza di applicazione delle procedure di sanificazione. 

L’adeguamento delle procedure di sanificazione alla necessità di limitare e controllare la trasmissione del Covid-19 rappresenta oggi per l’industria una grande sfida in quanto impatta sulla tutela della salute dei lavoratori, consente il rispetto dei nuovi obblighi di legge e, non da ultimo, assicura la “business continuity”. La presenza di lavoratori positivi al virus può portare infatti a fermi non programmati dei processi produttivi con forti penalizzazioni economiche.

D: Ecco, come potete evitare, ad esempio, fermo macchina o blocchi di produzione per svolgere le attività di sanificazione negli impianti?

Mentre la sanificazione delle aree uffici (ambienti, mobili, unità di trattamento aria) viene gestita senza particolari problemi, operando al di fuori degli orari lavorativi o durante i fine settimana, la sanificazione degli ambienti produttivi presenta una forte criticità in quanto può impattare negativamente sull’output produttivo.

Al fine di limitare queste problematiche, da un lato risulta fondamentale programmare gli interventi in collaborazione con i responsabili di produzione, sfruttando brevi fermate dell’impianto per interventi di manutenzione programmata, cambi turno ecc.; dall’altro è opportuno effettuare le sanificazioni nel più breve tempo possibile, pianificando accuratamente ogni fase dell’intervento.

D: La sanificazione ambientale è un’attività di manutenzione ordinaria o straordinaria? E in futuro?

La sanificazione, sino a prima della pandemia, è stata generalmente considerata un’attività da svolgersi a seguito di eventi di contaminazione. In pratica, una specie di “cura” quando si rileva la presenza di virus/batteri. Un’attività straordinaria da svolgersi su condizione.

In realtà, tutti davano per scontato di vivere in un ambiente salubre e privo di particolare  rischi di infezione. Oggi, la sanificazione – ce lo ha insegnato la pandemia – deve essere considerata un’attività ordinaria, programmata e svolta periodicamente.

D: Per quali aziende è obbligatoria effettuare attività di sanificazione?

Sulla base delle normative, viene richiesta la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro, degli spogliatoi e delle aree comuni e di svago, in particolare sono richieste sanificazioni straordinarie nelle postazioni di lavoro è nelle aree comuni in cui sono stati registrati casi di COVID-19 e, comunque, alla riapertura delle aziende ubicate nelle aree geografiche a maggiore endemia.

Inoltre: “l’azienda, in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della Salute, secondo le modalità ritenute più opportune, può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia e sanificazione”.

D: Cosa intendete per risk assessment?

La valutazione del rischio serve a individuare gli interventi necessari a prevenire e mitigare effetti dannosi. A tale fine, Siram valuta i locali occupati dal committente, la consistenza e lo stato degli impianti di condizionamento per individuare gli interventi  idonei  a ridurre i rischi da diffusione del SARS-CoV-2 e, più in generale, per garantire l’igiene dei luoghi e degli impianti. Tutte le procedure adottate seguono le indicazioni normative e di sicurezza sul lavoro

D: Quali sono le criticità di un impianto HVAC? Come le gestite?

Gli impianti HVAC (Heating, Ventilating and Air Conditioning) sono installazioni estese e relativamente complesse costituite da molteplici componenti: i terminali, le canalizzazioni, le UTA (Unità di Trattamento Aria che a loro volta comprendono: filtri, batterie di scambio, apparati di umidificazione e ventilatori).
In ognuno di questi componenti si possono manifestare criticità quali incrostazioni e corrosioni nelle batterie di scambio, proliferazioni batteriche nelle vasche di umidificazione, difetti di filtrazione con diffusione di particolato nel pacco filtrante, contaminazione/ricircolo di inquinanti o serrande non funzionanti correttamente nei canali.
Le criticità dell’impianto possono contribuire a un peggioramento della qualità dell’aria interna ed essere addirittura causa di trasmissione per alcune patologie.

Siram assicura una adeguata e continua manutenzione di tutte le componenti facenti parte del sistema impiantistico, manutenzione idonea a prevenire e risolvere tempestivamente le criticità.
La qualità di questi interventi è assicurata da personale qualificato e riconosciuto che segue piani di manutenzione specificamente predisposti per ogni singolo impianto, conformemente alle norme e alle linee guida di settore.

D: Quali invece le criticità di una torre di raffreddamento?

Le torri di raffreddamento non costituiscono elementi di criticità per l’aria interna. Ubicate sempre all’esterno, se non viene curata la manutenzione, possono essere fonte di diffusione del batterio della legionella che si sviluppa, per le favorevoli condizioni di temperatura, nelle vasche di raccolta dell’acqua della medesima torre.

D: Quali sono le fasi di un’attività di sanificazione presso un’azienda manifatturiera?

La sanificazione, con particolare riferimento al virus Sars-COV 2, è svolta seguendo le linee guida del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità; richiede sempre una fase preliminare in cui si analizzano le modalità operative della manifattura (in quanto sono le persone che portano la contaminazione negli ambienti)  e la consistenza degli impianti di condizionamento e di diffusione dell’aria. Si compone sempre almeno di due fasi: la prima di Pulizia, la seconda di Disinfezione con prodotti certificati a tale scopo (secondo la legislazione Europea si parla di Biocidi, secondo la legislazione italiana si parla di Presidi Medico Chirurgici).

Debbono essere sanificati sia gli ambienti che gli impianti di condizionamento e aerazione; durante la fase di disinfezione che spesso viene svolta con tecniche che diffondono prodotti nocivi anche per l’uomo è necessario che l’ambiente sia libero da personale e occorre attendere qualche ora, finché il disinfettante non sia sufficientemente diluito, prima della restituzione degli ambienti.

D: Esistono settori industriali in cui vengono richieste regole e protocolli ancora più stringenti? 

La sanificazione delle aree produttive presenta sempre delle criticità che possono essere minimizzate solo attraverso una stretta collaborazione tra la struttura operativa della Società Cliente e i Tecnici preposti al dimensionamento delle attività di sanificazione.

In alcuni segmenti industriali, quali l’industria Farmaceutica o l’Industria Food & Beverage, le problematiche sono rese ancora più complesse dalle procedure operative applicate nelle aree controllate (procedure GxP, prescrizioni FDA), che impongono limitazioni sulla natura degli agenti sanificanti utilizzati, rispetto delle “Standard Operating Procedures (SOP)”, record delle attività svolte, ecc..

La conoscenza dei processi produttivi e delle necessità dei diversi segmenti industriali costituisce un requisito fondamentale per dimensionare al meglio le attività di sanificazione e assicurare un efficace controllo della diffusione del Covid-19.

banner

D: Come si possono garantire livelli ottimali di qualità dell’aria e salubrità degli ambienti indoor?

La qualità dell’aria interna è parametro fondamentale per la qualità della nostra vita. L’Istituto Superiore di Sanità spiega che l’inquinamento dell’aria all’interno degli edifici è un fattore di rischio rilevante per la salute pubblica.

In particolare, è bene valutare quella che respiriamo negli spazi confinati come i luoghi di lavoro, pubblici e ricreativi.
La qualità dell’aria  all’interno degli edifici ha assunto un’importanza ancora più rilevante, specie dopo la fase di quarantena imposta per contenere la pandemia da Covid-19.

I principali problemi legati alla qualità dell’aria indoor sono strettamente correlati alla concentrazione e definizione dei principali composti inquinanti presenti negli ambienti confinati.
Gli inquinanti indoor, che possono agire singolarmente o combinati con altri fattori, determinano una diminuzione del comfort ambientale e un rischio per la salute.

Considerato che gran parte della popolazione trascorre il proprio tempo in ambienti confinati e chiusi, l’esposizione all’inquinamento indoor è dominante rispetto a quello outdoor.

Cosa bisogna fare per mantenere un’ottimale qualità dell’aria interna degli spazi confinati? È necessario ventilare adeguatamente gli ambienti oltre a prestare attenzione alla tipologia di impianti e nel caso in cui questo non fosse sufficiente si possono installare sistemi specifici per il trattamento dell’aria negli ambienti confinati.

D: Ci sono degli incentivi o bonus sanificazione che possono supportare le imprese in questo momento?

Il decreto Cura Italia aveva introdotto il bonus per uffici e aziende riguardo agli interventi di pulizia straordinaria e disinfezione per affrontare la fase 2, bonus successivamente ampliato dal decreto Liquidità che prevede il riconoscimento di un credito d’imposta del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino a un massimo di 20mila euro per ciascun beneficiario, fino a un massimo di 50 milioni di euro per il 2020.

Scritto da
Laura Baronchelli