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Combinare power quality e fotovoltaico consente di unire produzione, qualità ed efficienza, creando un contesto perfetto per far lavorare in sinergia due tecnologie e contribuire a una maggiore indipendenza energetica, oltre a far avanzare la transizione energetica. Il fotovoltaico è una modalità per la generazione di energia elettrica che registra un crescente apprezzamento dalle aziende. Disporre di una soluzione che permette di ottimizzare sbalzi di tensione e correggere eventuali anomalie derivanti dal sistema fotovoltaico, garantendo continuità della linea e ottime performance, diventa un alleato prezioso per contare su energia pulita e di qualità. Contare su un sistema di power quality abbinato a un impianto solare è un’opportunità aperta a tutte le imprese, specie alle PMI, sempre alle prese con costi dell’energia tra i più onerosi in Europa. Non solo: è un’opportunità agevolata, grazie a Transizione 5.0.
Gli ultimi dati ANIE, relativi all’installato FER del primo trimestre 2025, registrano una sensibile quota di installazioni fotovoltaiche collegate alle aziende. Se, complessivamente, sono stati connessi alla rete 55.721 impianti, la nuova potenza entrata in esercizio è costituita per il 27% da impianti di potenza inferiore ai 20 kW (installati 52.856 impianti), per il 29% da impianti di potenza compresa tra i 20 kW e 1 MW (installati 2.784 impianti), per il 19% da impianti di potenza compresa tra un 1 MW e 10 MW. Questo significa che almeno un terzo dei nuovi impianti sono stati installati da e per le aziende.
Oggi, installare un impianto fotovoltaico conta su importanti incentivi: tra questi è bene ricordare quello avviato dal Ministero per le Imprese e il Made in Italy, valido fino al 17 giugno, quale sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle Pmi, che prevede agevolazioni per impianti fotovoltaici.
La misura che permette di combinare power quality e fotovoltaico è Transizione 5.0. Essa prevede, tra gli investimenti trainanti ammissibili al credito d’imposta, i dispositivi per migliorare la power quality, mentre tra gli Investimenti trainati rientrano gli impianti fotovoltaici.
Incentivi a parte, perché è interessante coniugare power quality e fotovoltaico? Si parte dall’energia, che non è tutta uguale: la sua qualità è influenzata da diversi fattori, come sovra o sotto tensioni di rete, armoniche, cali di tensione, gli stessi impianti fotovoltaici. La qualità dell’energia influenza l’efficienza energetica, perché le macchine e le applicazioni sono state progettate per essere alimentate da una energia pulita e costante. Da qui discende l’importanza di combinare un impianto per la qualità energetica. Una delle soluzioni più interessanti è EcoBlackBox, tecnologia realizzata e brevettata da Elettrone che lavora su tutti i carchi collegati a valle del dispositivo stesso e che permette di realizzare un risparmio energetico generale che mediamente va dal 4 al 12%.
In una recente intervista, il CEO di Elettrone, Daniele Perlini, ha spiegato chiaramente perché contare su un sistema di power quality: «oggi un’azienda conta su infrastrutture di rete che raccolgono immissioni di carichi non lineari (impianti fotovoltaici, eolici, cogenerazione ecc.) che creano impedenze di rete. Queste ultime provocano delle disfunzioni all’interno dell’industria. EcoBlackBox filtra tutta l’energia che arriva dalla rete e poi la converte, debitamente ripulita. Inoltre, dispone di un sistema di controllo e verifica dei carichi collegati, per ottimizzare al meglio l’energia. In tal modo, serve meno energia per ottenere lo stesso lavoro», illustra Perlini.
Resta da comprendere quali siano gli accorgimenti utili per abbinare power quality e fotovoltaico. Quali sono gli elementi utili da considerare? «Un impianto fotovoltaico in autoconsumo oltre ai benefici ovvi che porta all’azienda, spesso – purtroppo – porta anche qualche problema in termini di power quality. Infatti la conversione dell’energia fotovoltaico introduce armoniche a livelli di tensione spesso elevati che vanno ad impattare sui carichi elettrici dell’azienda. EcoBlackBox, opportunamente messo tra i carichi aziendali ed il fotovoltaico pulisce e filtra questi fenomeni», spiega Paolo Peretti, direttore commerciale Elettrone.
Anche la digitalizzazione entra in gioco nell’ottimizzare la gestione dell’integrazione tecnologica. «EcoBlackBox porta con sé anche un sistema di monitoraggio dell’alimentazione elettrica. Quindi, permette di conoscere il livello e qualità della fornitura elettrica di un utente. Di fatto, è un sistema di monitoraggio continuo, collegato a una piattaforma cloud di visualizzazione dei dati».
A livello di incentivi, quanto può essere interessante per un’azienda pensare di investire su power quality e fotovoltaico e quanto può essere preziosa un’opportunità come Transizione 5.0? «Questa misura va a premiare le aziende che fanno un intervento di efficientamento energetico della propria produzione e dove le percentuali di ritorno sono importanti».
Inoltre, va considerato il valore incentivante ottenibile combinando power quality e fotovoltaico. Se il costo ipotizzato per il solo impianto solare con la Transizione 5.0 è pari a 100mila euro, lo stesso, abbinato alla soluzione tecnologica di Elettrone, verrà a costare almeno 45.500 euro in meno.
Quanto si rivelerà utile, oggi e ancor più domani, valutando una sempre crescente adozione di energia elettrica da fonti rinnovabili, contare su un sistema per la power quality come EcoBlackBox? «Sempre di più, anche considerando la continua trasformazione dei carichi in ambito industriale da lineari (motori, luci ad incandescenza, resistenza) a non lineari (inverter, carica batterie, meccanica di precisione) – conclude Peretti –. In futuro, anche pensando alla mobilità elettrica, avremo una rete elettrica sempre più disturbata a caratterizzata da variazioni dei livelli di tensione. Quindi, EBB avrà un ruolo fondamentale in un’azienda per garantire un ingresso di energia controllato e pulito».