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Incentivi per l’efficienza energetica nelle aziende: cosa cambia nel 2020

Scritto da
Gianluigi Torchiani
Incentivi per l’efficienza energetica nelle aziende: cosa cambia nel 2020

Anche nel 2020, gli incentivi sono destinati a giocare un ruolo di primo piano nella diffusione dell’efficienza energetica presso le aziende.

La possibilità di abbassare la propria bolletta energetica è, infatti, sicuramente allettante per le imprese di tutti i settori e dimensioni, ma si scontra con il problema dei costi di investimento iniziali che, specie quando presentano tempi di recupero dell’investimento superiori all’anno, possono scoraggiare gli imprenditori.

In Italia, fortunatamente, le imprese possono usufruire di un’ampia varietà di incentivi che riguardano la riduzione dei consumi e la promozione delle energie rinnovabili. Un quadro che è stato ritoccato dalla recente approvazione della manovra di Bilancio 2020, ma che appare non mutato nella sostanza.

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Incentivi per l’efficienza energetica nelle aziende: arriva il credito d’Imposta per i beni strumentali

Ma veniamo più da vicino le novità che riguardano gli incentivi per l’efficienza energetica del 2020. Due misure previste dalla manovra di Bilancio appaiono particolarmente rilevanti per le imprese, in particolare per quelle industriali: rispetto agli anni scorsi, è stata stabilita la sostituzione del super e iperammortamento previsto dal Piano Industria 4.0 con un nuovo credito d’Imposta per gli investimenti in “beni nuovi strumentali“, cioè quei beni utilizzati nell’ambito dell’attività d’impresa.

Questo credito d’Imposta potrà essere utilizzabile esclusivamente in compensazione, dalle imprese che dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 effettuino investimenti nei beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive localizzate sul territorio dello Stato.

Ma perché questo provvedimento interessa da vicino l’efficienza energetica? La possibilità di godere di un credito d’Imposta sui beni strumentali dovrebbe favorire l’ammodernamento delle strutture produttive, ad esempio attraverso l’acquisto di motori industriali di nuova generazione, che sono di per sé intrinsecamente più efficienti da un punto di vista energetico.

La Nuova Sabatini premia il basso impatto ambientale

Inoltre, la manovra di Bilancio 2020 stabilisce un sostanziale rafforzamento della “Nuova Sabatini”, una misura rivolta alle PMI che dispone il finanziamento per complessivi 540 milioni di euro nel periodo 2020-2025 (105 milioni per il solo 2020).

Questa normativa offre la possibilità di ottenere finanziamenti agevolati sugli investimenti volti all’acquisto a titolo di proprietà o all’acquisizione in leasing finanziario di beni nuovi materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’Impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) a uso produttivo. Inoltre, è possibile godere di un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati su questi stessi finanziamenti.

Ritornando ancora una volta all’ambito che più ci interessa, quello dell’efficienza energetica, di particolare rilevanza è il fatto che la Manovra 2020 preveda, per la Nuova Sabatini, un meccanismo preferenziale a favore degli investimenti effettuati dalle PMI in beni materiali nuovi a uso produttivo e a basso impatto ambientale.

La normativa stabilisce, infatti, la destinazione di una riserva del 25% delle risorse autorizzate e una maggiorazione del contributo statale del 30% rispetto al contributo ordinario.

Incentivi per l’efficienza energetica: Ecobonus 2020 confermato

La Finanziaria 2020 ha poi sostanzialmente mantenuto in vigore gli sgravi fiscali destinati all’efficientamento del settore edilizio (noti anche come Ecobonus).

Che interessano anche il mondo produttivo, anche se i titolari di reddito d’impresa possono fruire della detrazione soltanto relativamente ai fabbricati strumentali utilizzati nell’esercizio dell’attività imprenditoriale.

In particolare, la Manovra di Bilancio ha previsto la proroga, per l’anno 2020, delle detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Confermate anche le percentuali delle detrazioni: del 50% per la ristrutturazione (in questa categoria ricade anche il fotovoltaico) e del 65% per la riqualificazione energetica vera e propria (ad esempio, attraverso interventi sull’involucro dell’edificio o l’acquisto di caldaie a condensazione).

La vera novità in quest’ambito è rappresentata dall’introduzione del Bonus facciate: si tratta di una detrazione dall’imposta lorda pari al 90% per le spese documentate e sostenute nell’anno 2020, finalizzate al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti.

Quasi addio allo sconto in fattura

Un importante cambiamento introdotto dalla finanziaria è la marcia indietro sullo sconto in fattura previsto dal DL Crescita: quest’ultimo aveva introdotto – tra le proteste di numerose associazioni di settore – la possibilità di ottenere, invece delle detrazioni, un contributo di pari ammontare, «sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi», che a sua volta avrebbe potuto godere di un credito di imposta in cinque rate.

In particolare, dal 1° gennaio 2020, lo sconto in fattura potrà essere applicato solo agli interventi di “ristrutturazione importante di primo livello” di importo superiore a 200mila euro, realizzati sulle aree comuni degli edifici condominiali.

Anche se non strettamente legato all’efficienza energetica, è da segnalare l’introduzione in manovra di un incentivo di 15 anni per gli impianti di produzione di energia elettrica esistenti alimentati a biogas, realizzati da imprenditori agricoli ed entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2007, che non godano di altri incentivi pubblici sulla produzione di energia.

Sostenibilità ambientale: il fondo Green New Deal

Allargando ulteriormente il raggio di azione, c’è da evidenziare come l’intera manovra sia stata impostata a una promozione complessiva della sostenibilità ambientale, vista come volano di crescita per il sistema paese: in quest’ottica va valutata la creazione di un Fondo ribattezzato Green New Deal, per la concessione di una o più garanzie che serviranno a sostenere programmi specifici di investimento e operazioni, anche in partenariato pubblico-privato, finalizzati a realizzare progetti economicamente sostenibili.

Tali progetti devono avere come obiettivo la decarbonizzazione dell’economia, l’economia circolare, il supporto all’imprenditoria giovanile e femminile, la riduzione dell’uso della plastica e la sostituzione della plastica con materiali alternativi, la rigenerazione urbana, il turismo sostenibile, l’adattamento e la mitigazione dei rischi sul territorio derivanti dal cambiamento climatico e, in generale, programmi di investimento e progetti a carattere innovativo e ad elevata sostenibilità ambientale e che tengano conto degli impatti sociali.

Il fondo ha una dotazione importante, pari a 470 milioni di euro per l’anno 2020 e dunque andrà a sostegno anche di iniziative di ampio respiro che abbiano in qualche modo a che fare con l’efficienza energetica.

Il 2020, infine, dovrebbe essere l’anno per la piena messa a regime del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica – FNEE, costituito nel maggio 2019, meccanismo che sostiene la realizzazione di interventi finalizzati a garantire il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, in linea con quanto previsto dal Protocollo di Kioto. La dotazione complessiva del fondo è di circa 185 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori 125 milioni per il biennio 2019-2020.

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