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Digitalizzazione nel facility management: come migliorare la gestione degli asset

Digitalizzazione nel facility management: come migliorare la gestione degli asset

La digitalizzazione per il facility management ha generato nuovi modelli su come si lavora e si vive, contribuendo a migliorare le prestazioni dell’edificio, automatizzando i processi e riducendo l’impatto ambientale. Di tutto questo ne è consapevole il facility manager, professionista che, secondo quanto afferma l’International Facility Management Association (IFMA), ha il compito di assicurare “funzionalità, comfort, sicurezza e l’efficienza dell’ambiente costruito integrando persone, luogo, processo e tecnologia”.

L’impiego sempre più pervasivo di soluzioni software, cloud, Internet of Things e di Intelligenza Artificiale sta plasmando lo scenario del facility management e di chi lavora per gestire tutto quello che rientra in esso, compresa la gestione degli asset.

Ecco perché si parla sempre più spesso di smart facility management, termine che contempla l’uso di soluzioni tecnologiche avanzate. Lo Smart Facility Management è, di fatto, la trasformazione digitale nella gestione degli edifici oltre che degli impianti e dei sistemi in essi contenuti. Un approccio che, attraverso l’uso di software e soluzioni intelligenti, permette di ottimizzare costi di gestione e manutenzione, diminuendo i rischi generando innovazione e valore. Gli obiettivi di questo approccio includono il benessere e la sicurezza delle persone oltre alla business continuity e all’allungamento della vita utile degli impianti attraverso la manutenzione predittiva.

CARL Berger-Levrault, per esempio, realtà specializzata in soluzioni di asset management e CMMS (Computerized Maintenance Management System), su cui ha basato le sue competenze nell’arco dei suoi 30 anni di storia, nel tempo ha ampliato le potenzialità e oggi propone l’ultima versione di CARL Source che integra le ultime evoluzioni tecnologiche nel campo della manutenzione e della gestione degli impianti, tra le quali l’Internet of Things (IoT), l’Artificial Intelligence (AI), il Building Information Modeling (BIM) e le informazioni georeferenziate (GIS) per la gestione “intelligente” degli asset, partendo dagli smart building.

Cristiana Burdino
Cristiana Burdino

Abbiamo incontrato Cristiana Burdino, ingegnere e direttore operativo di CARL Berger-Levrault Italia, per approfondire i cambiamenti evolutivi nel facility management, partendo proprio dai cambiamenti e dai benefici apportati dalla digital transformation nella gestione degli asset.

Quali sono i vantaggi della digitalizzazione nel facility management?

Partirei da alcuni riscontri ottenuti da una indagine biennale condotta da CARL Berger-Levrault ai propri clienti per verificare la loro soddisfazione e i benefici ottenuti grazie all’impiego di CARL Source. Da quanto è possibile vedere, oltre ai benefici economici nel contare sulla nostra soluzione di CMMS/EAM – il ritorno dell’investimento in meno di 16 mesi è evidenziato dal 44% dei clienti – sono stati riscontrati miglioramenti del ciclo di vita degli asset (esteso dal 5 al 10%), della produttività (incremento dal 10 al 20%) e dell’aumento della disponibilità stessa dei beni immobiliari (incremento dal 15 al 20%).

ritorno di investimento digitalizzazione asset
Analisi ROI – Ritorno dell’investimento

Per i facility manager il vantaggio della digitalizzazione, esemplificato nel nostro caso da soluzioni software di facility management, si misura attraverso la possibilità di disporre delle informazioni in un unico sistema di gestione, contando su reportistiche e indicatori che è possibile estrarre in maniera molto semplice, reperendo così rapidamente e facilmente le informazioni necessarie. Se questi strumenti vengono impiegati con consapevolezza, il facility manager può prevedere un’automatizzazione di molte funzioni, permettendogli così di ridurre il tempo in interventi di controllo sul posto, potendo così focalizzare il suo tempo su attività prioritarie.

C’è poi tutta una serie di obblighi e di normative cogenti che spingono verso una sempre più elevata automazione e digitalizzazione degli edifici. Sistemi come il nostro, pur non rientrando tra i sistemi obbligatori, possono essere un ausilio importante per chi si trova a dover gestire al meglio edifici per renderli sempre più intelligenti.

Qual è la vostra proposta per lo smart facility management?

Siamo partiti dai servizi CMMS, applicazione software focalizzati per la gestione della manutenzione, per poi estendersi all’EAM (Enterprise Asset Management), che prefigura l’impiego ancora più pervasivo di software, sistemi e servizi per la gestione, la manutenzione e il controllo di asset e delle apparecchiature. Questo si deve al fatto che non vogliamo limitare il campo alla sola manutenzione, operativa o preventiva, bensì cerchiamo di analizzare anche le informazioni legate alla vita dell’asset e ai suoi indicatori, per ottimizzarlo e renderlo efficiente, in modo da gestire, valorizzare e prolungare il ciclo di vita del bene immobiliare.

Se poi parliamo di facility management, il quadro si amplia. In esso entrano in gioco diversi aspetti e processi che afferiscono alla gestione di edifici unitamente ai loro impianti e servizi connessi. Questo è l’ambito del facility manager ovvero la funzione organizzativa – come ricorda la norma UNI EN ISO 41011 – che integra persone, luoghi e processi nell’edificio per migliorare la qualità della vita delle persone e integrare l’efficienza di vita degli impianti, aumentando la produttività e le attività principali.

Il Facility Management comprende numerosi servizi, a questo riguardo: dalla programmazione degli spazi interni di un edificio, alla programmazione del data center fino alla gestione di tutti gli impianti energetici, idrici, di sicurezza ecc. La nostra è una soluzione globale di FM, che comprende e riceve gli input dallo smart building e dai sistemi propri, tra cui il BMS (Building Management System).

Come avviene il passaggio delle informazioni dal BMS alla piattaforma di Facility Management?

Viene gestito mediante tecnologia web service, un sistema software progettato per supportare l’interoperabilità tra diversi sistemi su una medesima rete oppure in un contesto distribuito, il tutto in tempo reale.

dashboard monitoraggio

Ci sono poi dati che abbisognano di una gestione immediata, altri che entrano in tabella e vengono rielaborati in maniera classica, gestionale. Un altro modo di lavorare in maniera più evoluta è integrare l’Internet of Things, avendo così la possibilità di trattare i dati provenienti dal campo, quindi contando su un maggior numero di dati. Così una parte dei dati d’esercizio viene gestita in cloud, mediante piattaforma IoT dove sarà possibile inserire algoritmi di Machine Learning (messi a punto dai nostri data scientist) per analizzare i dati, debitamente trattati, ed effettuare la manutenzione on condition, ovvero quando vi è reale necessità. Questo è il cuore della nostra soluzione software BL Predict integrata a CARL Source.

Non solo: nella nostra piattaforma possono rientrare GIS e BIM per la gestione degli asset, potendoli considerare in versione geografica e grafica, ovvero dove sono collocati e analizzarli attraverso rappresentazioni 2D e 3D. Per quanto riguarda la dimensione del Building Information Modeling considerato, nel nostro caso parliamo di BIM 6D che affronta tutti gli aspetti del facility management: gestione della manutenzione dei beni esistenti attraverso azioni che assicurino qualità dei servizi resi dall’edificio e sicurezza di fruitori e lavoratori. Uno dei nostri intenti, tra l’altro, è integrare il BIM con l’IoT. Così è possibile fare analisi dei dati per offrire servizi integrati in termini di sicurezza, monitoraggio delle indisponibilità, interventi on condition ed efficientamento energetico.

BIM 6D

Quali sono le prossime implementazioni?

Direi la Realtà aumentata, una tessera del mosaico da poco inserita, uno dei tasselli del Digital Twin ai fini manutentivi. Questo permette, grazie a diversi componenti, di offrire un sistema in grado di fornire uno scenario digitale a 360 gradi. Direi però che la definizione di gemello digitale è riduttiva a fronte di un quadro assai più complesso e integrato: è bene parlare di smart facility management, che comporta l’analisi di una mole di informazioni legate alla gestione di un edificio in ottica d’efficienza globale per gli stakeholder e per gli utilizzatori del bene.

 

Giornalista freelance specializzato in tecnologia e in modo particolare in tematiche che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura: smart energy, smart building, smart city.