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Smart building ed edilizia sostenibile: il futuro del settore delle costruzioni

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Smart building ed edilizia sostenibile: il futuro del settore delle costruzioni

Il mondo intero ha compreso la necessità di porre dei precisi obiettivi di sostenibilità e uno dei driver principali sui quali si è ampiamente focalizzato il dibattito degli ultimi mesi, soprattutto in occasione della COP26, è il ruolo della digitalizzazione nel loro raggiungimento.
È cosa nota che il digitale sia ormai permeato in ogni attività umana: dal microscopico al macroscopico siamo tutti, innegabilmente, connessi. Tuttavia, nonostante i suoi ambiti di applicazione siano ormai innumerevoli, a uno in particolare spetta un ruolo di primo piano nel dibattito globale sulla sostenibilità: le città intelligenti.

Si tratta di un modello di gestione e progettazione urbana che vede nella raccolta e nell’integrazione di dati il punto di partenza per la creazione di spazi pubblici sempre più efficienti, green e funzionali alle necessità delle comunità che vi abitano. In questo scenario, assumono un’importanza cruciale soprattutto gli elementi che costituiscono le città: le infrastrutture, i sistemi di approvvigionamento e, naturalmente, gli edifici, ciascuno dei quali progettato per interagire con gli altri all’interno di network digitali e smart grid sempre più interconnesse.

Edifici intelligenti, digitali e connessi

Il concetto di smart building, però, non è nuovo: da diversi anni è possibile osservare esempi di ottimizzazione e semplificazione nella gestione e nell’utilizzo degli edifici attraverso tecnologie digitali, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone che vi abitano.

Questi ultimi mesi hanno reso ancora più urgente la necessità di una definitiva transizione verso edifici intelligenti, sia per quanto riguarda le abitazioni sia per gli uffici e gli ambienti pubblici, sfruttando le potenzialità del digitale sotto due aspetti: quello della sostenibilità, in cui i nuovi spazi costruiti sono chiamati a un maggior risparmio energetico e a un basso impatto ambientale, e quello della salute, progettando e realizzando edifici capaci di garantire il benessere dei suoi utenti favorendo il rispetto delle regolamentazioni sanitarie.

Queste sono considerazioni particolarmente rilevanti per il nostro Paese, nel quale, dopo un iniziale entusiasmo, la fase della pandemia ha un po’ raffreddato gli animi nei confronti degli smart building. Da questo punto di vista, dunque, si attende che i fondi del PNRR possano dare un nuovo impulso verso un intervento sul patrimonio edilizio italiano che non sembra più essere procrastinabile.

Gli edifici italiani e le sfide per il futuro

L’Italia è uno dei Paesi con gli edifici dall’età media più alta d’Europa. Come riporta una recente ricerca Ambrosetti, che rielabora i dati ISPRA 2021, circa il 40% sono stati costruiti prima del 1974, anno a cui risale la legge che, istituendo criteri antisismici più severi, garantisce il rispetto di determinati canoni costruttivi. Tra questi edifici figurano, per esempio, il 75% degli edifici residenziali, circa una scuola su tre e oltre il 60% degli ospedali del nostro paese.

L’anzianità del patrimonio immobiliare italiano implica una scarsa efficienza energetica. Più di metà degli edifici residenziali, e circa un ospedale e una scuola su cinque, sono infatti di classe F o G: ciò significa che ciascuno di essi emette circa 5 volte CO2 in più al metro quadro rispetto a un edificio in classe A.
Il settore residenziale è anche il maggiore responsabile delle emissioni di particolato nel nostro paese, con più della metà delle emissioni complessive e un andamento in costante aumento dal 1990 ad oggi, in controtendenza rispetto a quasi tutti gli altri comparti.

Un terzo elemento cruciale nell’equazione dei nuovi edifici, dopo anzianità e impatto sull’ambiente, è quello dello sviluppo e della diffusione della tecnologia per smart home. Questa trasformazione digitale delle case è ormai avvertita come una necessità anche nel nostro Paese: secondo il report 2021 dell’Osservatorio IoT del Politecnico di Milano, gli italiani cercano nelle nuove tecnologie applicate alle abitazioni comfort, sicurezza e benessere abitativo. Il 44% dei consumatori italiani possiede un oggetto Smart Home e il 62% vorrebbe acquistare almeno un servizio associato a dispositivi IoT.

La sfida degli smart building coinvolge molti settori: da quello energetico al Real Estate, passando per le aziende tecnologiche e manifattura e ciascuno di essi è chiamato a contribuire all’evoluzione in corso dialogando con gli altri rami industriali e favorendo un processo di reciproca integrazione.

Il ruolo di Prysmian Group negli smart building

Prysmian Group, azienda specializzata nel settore dei cavi, è particolarmente sensibile ai temi dell’efficienza, del risparmio energetico e della connettività e ha implementato progetti e soluzioni per rispondere, attraverso i propri sistemi in cavo, alle sfide dei prossimi anni.
Quello del Gruppo è un impegno che si pone l’obiettivo di fornire prodotti attraverso i quali facilitare la transizione agli smart buildings e le smart home: un mercato che, secondo i dati recentemente elaborati dal Centro Studi Team, dovrebbe superare i 1.145 miliardi di euro in Italia.

La sicurezza resta il tema centrale: l’attenzione del settore dei cavi sul proprio ruolo nella sicurezza di edifici e infrastrutture risale a diversi anni fa. Prysmian Group, insieme agli altri membri di Europacable, è stato tra i principali promotori della nuova CPR, entrata in vigore il primo luglio del 2017, con lo scopo di armonizzare la regolamentazione dei diversi paesi europei in merito ai prodotti da costruzione come i cavi.

Regolamentare la capacità di un cavo di reagire al fuoco, permettendo di riconoscere i più adatti alle diverse installazioni, è stato però solo il primo passo verso una maggiore attenzione alla resilienza dei nostri edifici delle nostre città. All’interno di questo percorso, una seconda importante milestone nel corso di quest’anno è stato il lancio da parte di Prysmian Group di Eco Cable, la prima etichetta verde del settore dei cavi, progettata per rispondere alle aspettative e alle richieste di sostenibilità ambientale provenienti dal mercato.

Il ruolo chiave dell’edilizia sostenibile

La possibilità di utilizzare soluzioni in cavo create in base a requisiti di sostenibilità precisi e misurabili, in linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’ONU, permetterà al settore delle costruzioni di ridurre la propria impronta di carbonio e di costruire edifici, infrastrutture e oggetti in un’ottica di circolarità. È da questo punto di vista che va interpretata e colta la grande opportunità offerta dal Superbonus al 110% per gli impianti elettrici: un incentivo pensato per promuovere gli investimenti in edilizia sostenibile e nella riqualificazione energetica. La diffusione di nuovi impianti elettrici dotati di cavi conformi alla CPR e marchiati Eco Cable potrà infatti contribuire a rendere le nostre case e le nostre città più efficienti, più sicure e più protette davanti a qualsiasi tipologia di rischio.

La sostenibilità diventa sempre più rilevante anche all’interno delle abitazioni. A questo scopo Prysmian Group ha progettato PRY-CAM HOME, soluzione ideale per aumentare la sicurezza e garantire la piena funzionalità ed efficienza degli impianti elettrici domestici. PRY-CAM HOME permette di misurare i parametri chiave di un impianto elettrico ed è un supporto per l’elettricista in quanto gli consente di programmare un piano di manutenzione su misura e rendere più efficienti gli impianti elettrici dei propri clienti.

PRY-CAM HOME consente la veloce esecuzione delle principali prove strumentali di un impianto elettrico, con un allegato tecnico di sintesi delle prove effettuate. Questa soluzione si rivolge anche agli utenti domestici: quest’ultimi avranno la possibilità di monitorare lo stato di salute del proprio impianto domestico, di verificare la presenza di apparecchiature non sicure e di ottenere informazione sui propri consumi, espressi sia in risparmio economico che di impatto ambientale (quantità di CO2 emessa).

Un impegno a lungo termine per sicurezza ed efficienza

La sfida della sostenibilità guiderà l’innovazione di molti settori nel corso dei prossimi anni. Una sfida in cui l’Italia parte in una posizione di vantaggio rispetto ad altri Paesi, grazie a un approccio responsabile alla produzione e al consumo di risorse introdotto già da diversi anni. Le attività di riciclo e recupero avviate negli ultimi anni hanno permesso, ad esempio, di re-immettere nel sistema economico l’83% dei rifiuti speciali prodotti nel nostro Paese, contro l’81% della Germania, il 71% della Francia e una media europea del 53%.

La strada è ancora lunga ma le iniziative in corso, che vedono come protagonisti molte aziende leader dei rispettivi settori, pongono il nostro Paese sul percorso giusto per raggiungere la circolarità del sistema economico, offrendo alle filiere e ai consumatori la consapevolezza di poter scegliere sempre più prodotti e servizi a basse emissioni, rispettosi dell’ambiente e capaci di aiutarci ogni giorno a utilizzare in modo più efficiente e sicuro i dispositivi che popolano le nostre case.