- Scenario
Quanta energia consumano Data Center e IA?
Quanta energia consuma l’intelligenza artificiale? E quanta ne richiederà con l’aumentare del suo utilizzo in ogni ambito applicativo? E’ da…
Il mondo accende il futuro a energia solare. L’Italia, invece, aspetta ancora il via libera agli impianti…
È la fotografia che emerge dall’ultimo rapporto IEA Renewables 2025, che racconta un’accelerazione globale senza precedenti: oltre 700 GW di nuova capacità rinnovabile installata nel 2024, l’80 % dei quali fotovoltaici.
“Le rinnovabili stanno cambiando la geografia dell’energia mondiale, più rapidamente di quanto chiunque avesse previsto,”
dichiara Fatih Birol, direttore esecutivo dell’International Energy Agency (IEA).
Per la prima volta nella storia, le energie rinnovabili hanno superato i combustibili fossili come principale fonte di elettricità a livello mondiale.
Un sorpasso importante, che segna l’inizio di una nuova fase della transizione energetica.
Ma mentre la corsa globale accelera, l’Italia rischia di restare intrappolata tra ritardi burocratici e incertezze normative.
Secondo la IEA, il 2024 è stato un anno spartiacque: il mondo ha aggiunto 700 GW di nuova capacità rinnovabile, con una crescita del 25 % rispetto al 2023. L’energia solare fotovoltaica è ormai la spina dorsale del sistema energetico globale, grazie a costi in costante discesa e supply chain sempre più efficienti.
Più dell’80 % dei Paesi accelererà la crescita delle rinnovabili tra il 2025 e il 2030 rispetto al quinquennio precedente.
L’eolico segue a distanza ma in forte ripresa, mentre idroelettrico e bioenergie restano stabili.
Il Rapporto sottolinea che la transizione energetica non è più una tendenza, ma una competizione economica tra sistemi industriali. Chi investe ora in capacità rinnovabile, accumulo e rete avrà un vantaggio strategico nei prossimi decenni.
L’Agenzia IEA definisce il fotovoltaico “la tecnologia energetica più dinamica della storia recente”.
In molti mercati, produrre energia dal sole costa oggi meno che da gas o carbone.
Il 2024 ha visto un record assoluto: oltre 500 GW di nuova capacità solare a livello globale.
Dietro l’entusiasmo, però, ci sono anche ombre: difficoltà di connessione alla rete, lentezza nelle autorizzazioni, volatilità dei prezzi dei materiali e competizione asiatica sempre più aggressiva.
“L’accelerazione non è uniforme,” avverte la IEA. “Il rischio è che i Paesi che non semplificano i propri processi restino ai margini della nuova economia energetica.”
L’Italia resta in una posizione ambivalente: potenzialità enormi, ma risultati ancora modesti.
Nel 2024 la nuova capacità rinnovabile installata ha raggiunto circa 6,5 GW, di cui 5 GW di fotovoltaico.
Un dato positivo, ma ben lontano dai 10-12 GW l’anno necessari per rispettare gli obiettivi del PNIEC 2030 e del pacchetto europeo Fit for 55.
Il report IEA cita esplicitamente l’Italia come esempio di “mercato ad alto potenziale ma a bassa velocità autorizzativa”.
Il grosso limite risiede dunque nella burocrazia. Quante volte ce lo siamo detti! E quanto ne siamo consapevoli… Eppure il nodo principale risiede qui: le procedure di connessione alla rete e i tempi medi per le autorizzazioni (oltre 18 mesi in molte regioni) restano il principale collo di bottiglia.
L’Italia ha tutte le leve per cambiare passo:
una filiera industriale solida nel fotovoltaico, nell’elettronica di potenza e nello storage;
incentivi strutturati come il Conto Termico 3.0 e il Decreto FER 2, che aprono a nuovi segmenti di mercato;
un terreno fertile per Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e autoconsumo collettivo, che secondo il GSE potrebbero coprire fino al 15 % della nuova potenza installata entro il 2030.
Ma servono azioni rapide per snellire gli iter autorizzativi e digitalizzare le procedure, potenziare le aste FER annuali e favorire l’integrazione rete-accumulo e lo sviluppo di smart grid, indispensabili per gestire la crescente quota di generazione intermittente.
Mentre l’Italia procede a passo moderato, altri Paesi europei corrono.
La Germania ha installato 14 GW di fotovoltaico nel 2024 e ha già superato il 60 % di elettricità rinnovabile sul totale.
La Spagna ha aggiunto 9 GW nello stesso anno, con un sistema di aste digitali record-time.
L’Italia, invece, si ferma al 41 % di quota rinnovabile, un dato comunque in crescita ma ancora insufficiente rispetto al target del 65 % al 2030.
Il rischio è chiaro: restare nella “zona grigia” dei Paesi con potenziale elevato ma con troppa burocrazia per attrarre gli investitori globali.
Il messaggio dell’IEA è inequivocabile: i prossimi cinque anni saranno decisivi.
La velocità con cui ogni Paese saprà installare, collegare e integrare le rinnovabili determinerà chi guiderà (e chi invece inseguirà) la transizione energetica.
Per l’Italia, la sfida è doppia: semplificare e integrare.
Snellire i processi è la condizione necessaria, ma non sufficiente.
Serve una visione industriale di lungo periodo che valorizzi accumulo, digitalizzazione e innovazione tecnologica.