- Interviste
Continuità produttiva e Decarbonizzazione: la sfida industriale di Trigenia Plants
Quando si parla di imprese manifatturiere, le priorità possono cambiare: velocità, efficienza, costo. Ma ce n’è una che viene prima…
L’evoluzione della rete elettrica italiana va sempre più in direzione di una Smart Grid. Con un piano decennale da oltre 23 miliardi di euro, Terna punta a trasformare l’infrastruttura nazionale in una rete intelligente, flessibile e interconnessa, capace di supportare l’ambiziosa corsa verso un mix energetico rinnovabile e decentralizzato.
Il piano strategico di Terna prevede:
39 GW di capacità di interconnessione tra zone e Paesi (oggi sono 16 GW);
Completamento di corridoi ad alta tensione strategici in alcune aree come il Tyrrhenian Link, l’Adriatic Link e il cavo HVDC Italia-Tunisia;
Investimenti in digitalizzazione e automazione per una gestione dinamica della rete.
Nel dettaglio, le nuove tecnologie permetteranno un passaggio fondamentale: da un modello centralizzato e statico, a una rete “grid-forming”, in grado di auto-adattarsi in tempo reale alla variabilità delle fonti rinnovabili e ai flussi bidirezionali di energia.
Secondo quanto indicato da Terna, l’innovazione sarà il vero motore della trasformazione:
Digital twin della rete per simulazioni in tempo reale;
Sistemi avanzati di storage e demand-response per la gestione degli sbilanciamenti;
Sensori IoT, analisi dati e IA per ottimizzare il dispacciamento;
Sviluppo di reti locali resilienti e interoperabili, fondamentali per l’integrazione delle comunità energetiche e della mobilità elettrica.
Terna ha già attivato oltre 60 progetti di innovazione attiva, in sinergia con startup, centri di ricerca e università, creando un vero e proprio ecosistema per l’energia del futuro.
Una rete moderna non è solo più efficiente, ma anche più sostenibile. L’azienda prevede che gli interventi programmati porteranno un beneficio ambientale equivalente a 15 milioni di tonnellate di CO₂ evitate entro il 2034, contribuendo agli obiettivi nazionali ed europei sul clima.
Il piano infrastrutturale avrà un impatto diretto e indiretto anche sull’economia italiana, andando a creare 50.000 nuovi posti di lavoro lungo la filiera elettrica, ingegneristica e dei servizi, e fornendo oltre 30 miliardi di euro di contributo al PIL tra appalti, forniture e indotto;
Il messaggio è chiaro: senza rete, non c’è transizione. Ogni nuovo impianto fotovoltaico, ogni batteria industriale, ogni auto elettrica necessita di una rete pronta, smart e capace di evolvere. Il piano di Terna non è solo un investimento infrastrutturale, ma una visione sistemica: rendere l’Italia un Paese dove la generazione diffusa, l’efficienza energetica e l’innovazione tecnologica possano convivere in un ecosistema elettrico resiliente e sostenibile.