Il Superbonus 110% da un lato e i finanziamenti in arrivo con il Next Generation EU o Recovery Fund dall’altro sono strumenti potentissimi per rilanciare interi settori in ottica di “green economy”.
Durante un recente webinar a cura del Green Building Council, l’economista Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, ha espresso alcune considerazioni importanti sul ruolo dell’economia verde e su come crescita economica e sostenibilità ambientale debbano andare avanti di pari passo.
“La sostenibilità ambientale è compatibile con la crescita economica – ha dichiarato Carlo Cottarelli nel suo intervento – non c’è una antiteticità tra i due aspetti.
Durante il World Economic Forum, sono stati messi a confronto l’indice di performance ambientale(environmental performance index) e il reddito procapite per ogni Paese considerato. Ed è emerso che i Paesi con un reddito procapite elevato sono anche quelli che dimostrano l’indice di performance ambientale più alto.
Avere una crescita economica sufficientemente elevata permette di investire anche più risorse per migliorare e proteggere l’ambiente.” Ecco in sintesi cosa significa green economy: crescita economica e sostenibilità ambientale.
La Green Economy è un modello di economia che punta alla riduzione dell’impatto ambientale attraverso azioni a favore dello sviluppo sostenibile, come l’uso di energie rinnovabili, la riduzione dei consumi energetici ecc.
Secondo l’economista, di fronte all’emergenza legata alla pandemia, non bisogna fare l’errore di tornare agli anni 70 in cui davanti alla crisi economica si è smesso di parlare del problema ambientale. Per fortuna, il grosso sforzo europeo e le risorse messe in campo stanno mantenendo l’attenzione alta su queste tematiche.
“Il Next Generation EU è importantissimo e l’Europa sta svolgendo un ruolo fondamentale in questo senso – ha detto Cottarelli – Il piano europeo verde, il Green Deal europeo è prioritario e punta a ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.
Secondo il piano europeo, il 37% delle iniziative deve essere green, mentre il resto deve essere neutrale “do not do significative harm”. In Italia, il PNRR è ancora in definizione ma sta già sposando queste direttrici di green economy. L’unico timore è che siamo molto lenti.”
In Italia, il Superbonus sta già facendo da volano alla ripresa di alcuni settori ed è per questo motivo che si auspicano ulteriori proroghe… perché per una riqualificazione edilizia importante serve tempo.
Nel quadro del Green Deal e del Next Generation EU, l’Unione Europea darà una forte spinta alla riqualificazione urbana e al rinnovamento degli edifici per ridurre consumi energetici ed emissioni di anidride carbonica (non dimentichiamoci che in Europa, i building consumano il 40% dell’energia e rilasciano il 36% della CO2 nell’aria). La strategia messa a punto dall’Ue si chiama “Renovation Wave” e punta a progettare una nuova Europa secondo i principi dello sviluppo sostenibile.
Entro il 2030 si parla della ristrutturazione e riqualificazione di 35 milioni di edifici e della creazione di 160mila posti di lavoro. Un’opportunità enorme racchiusa nel concetto di economica verde, green economy.
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