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CO2 equivalenti: cosa sono e come calcolarle

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CO2 equivalenti: cosa sono e come calcolarle

Le Co2 equivalenti consentono di monitorare le condizioni di salute del nostro pianeta, offrendoci informazioni preziose sulle condizioni dell’aria e permettendoci di capire in che direzione ci stanno portando i cambiamenti climatici.

Vediamo in questo articolo cosa sono nel dettaglio e come bisogna calcolarle per ottenere utili feedback.

Cosa sono le CO2 equivalenti

Le CO2 equivalenti (CO2e) rappresentano una particolare unità di misura che consente di valutare l’impatto che i gas serra hanno sul clima e il riscaldamento globale rispetto a una quantità equivalente di anidride carbonica.
Oltre al biossido di carbonio, infatti, esistono sulla Terra diversi gas serra – come metano (emesso in agricoltura e dalle discariche) e protossido di azoto (derivante dai processi industriali e dall’agricoltura) – ed è importante capire in che modo influenzano l’atmosfera e quanto contribuiscono allo sviluppo dell’effetto serra.

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Così facendo si può determinare con precisione la carbon footprint o impronta carbonica (definita dalla UNI ISO 14067:2018) associata a ciascuna attività umana, ossia l’effetto che hanno sull’atmosfera le emissioni da noi prodotte.

Le CO2 equivalenti sono quindi un indice di valutazione utile per monitorare il cambiamento climatico che è stato sviluppato dalle Nazioni Unite in seguito alla situazione di emergenza in cui ormai vive il nostro pianeta.

Come si calcola la CO2 equivalente?

Per calcolare le CO2 equivalenti si segue un procedimento ben preciso.
Innanzitutto si misura la quantità del gas serra che si vuole prendere in esame ottenendo un numero espresso in tonnellate.
Tale quantità la si moltiplica per il Global Warming Potential (GWP) dello stesso gas usando come riferimento un arco temporale che equivale solitamente a 100 anni.

Infine, si confronta il risultato con il valore che si ottiene con l’anidride carbonica, qui utilizzata come modello di riferimento.
In un secolo, per esempio, il metano ha un GWP di 24, impattando il riscaldamento globale in maniera 24 volte superiore rispetto alla CO2.
È interessante però notare che il metano rimane nell’atmosfera meno a lungo dell’anidride carbonica, rivelandosi un gas serra sì più potente ma dalla durata decisamente ridotta.

Per fare un esempio più pratico, pensiamo a una bottiglia di plastica e al suo life cycle: quante CO2 ci vogliono per produrla?
Durante il processo industriale vengono emessi circa 100 gr di CO2 equivalenti, che diventano 910.000 tonnellate se si calcolano tutte le bottiglie da un litro e mezzo prodotte in Italia in un anno.

Tabella CO2 equivalente

Secondo l’art. 4 del Reg. UE 517/2014 tutte le apparecchiature che producono più di 5 tonnellate di CO2 equivalente necessitano di controlli periodici obbligatori per assicurarsi che non ci siano perdite e dispersioni accidentali dei gas refrigeranti nell’atmosfera.

I gas refrigeranti hanno infatti un impatto molto alto e un gas come il protossido di azoto (N2O) ha infatti un valore ben 265 volte più alto rispetto all’anidride carbonica.
Per meglio comprendere la potenza dei singoli gas, ecco una tabella che ne riassume i valori principali:

Gas

GWP

kg GAS equivalenti a 5 t CO2

R23

14800

0,34

R32

675

7,41

R125

3500

1,43

R134

1100

4,55

R134A

1430

3,50

R143

353

14,16

R143A

4470

1,12

R404A

3922

1,27

R407A

2107

2,37

R407A

1774

2,82

R407F

1825

2,74

R410A

2088

2,39

R413A

2053

2,44

R417A

2346

2,13

R422A

3143

1,59

R422D

2729

1,83

R427A

2138

2,34

R434A

3245

1,54

R507

3985

1,25

R508A

13214

0,38