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Smart lighting, una questione di connettività e IoT

Con l’introduzione dei LED nel settore dell’illuminazione è cambiato il modo di sviluppare e produrre lampade e corpi illuminanti, così come il modo di progettare la luce negli spazi.

Con l’evoluzione della tecnologia e delle loro performance, i LED non hanno portato soltanto a benefici in termini di risparmio energetico ma stanno aprendo nuovi orizzonti diventando catalizzatori di nuove soluzioni innovative.

Dalla possibilità di controllare ogni apparecchio luminoso a distanza o da remoto alla regolazione del livello di intensità luminosa emessa (dimming). Elettronica di controllo e driver diventano anche lo strumento per potersi integrare in sistemi più complessi. Oggi con l’IoT – Internet of  Things – si parla di luce interconnessa e digitale, di smart lighting.

La connessione innanzitutto

Lo “smart lighting” può avere diverse definizioni. Secondo l’analista Strategies Unlimited, il primo passo verso una luce “intelligente” è dato dalla connessione. Connessione che può essere sia cablata che  wireless (oggi la più diffusa) ma che deve permettere la realizzazione di una rete in cui i sistemi di illuminazione possono essere controllati e gestiti da un sistema centrale.

La necessità di ridurre i costi operativi sta guidando l’adozione dell’illuminazione connessa nei settori pubblico e privato. Se parliamo di illuminazione outdoor, ovvero illuminazione pubblica da esterno, i lampioni sono operativi per 11 ore al giorno e i fari dei parcheggi per 18 ore. Diventa quindi indispensabile cercare di ridurre i tempi di accensione e i costi/le inefficienze relativi.

Con la luce connessa e controllabile da remoto, è facile sia intervenire per operazioni di manutenzione in caso di guasti o malfunzionamenti, sia regolare intensità e luminosità sulla base del reale utilizzo di un certo corpo illuminante.

Sempre secondo Strategies Unlimited, la previsione globale del mercato dell’illuminazione esterna connessa passerà da un valore di 600 milioni di dollari nel 2017 a quasi 3 miliardi di dollari nel 2022 con una crescita media annua del 40%. Ovviamente, la parte principale di questo mercato sarà sostenuta da apparecchi realizzati con tecnologia LED.

In un altro rapporto dal titolo “Smart Lighting Market: Global Industry Analysis”, si parla di enormi opportunità di crescita per il settore smart lighting a livello globale. Si stima che il mercato possa arrivare a un valore di 40 miliardi di dollari entro il 2025, con Stati Uniti ed Europa ai primi posti come Paesi utilizzatori.

I componenti della luce interconnessa

Secondo Global Market Insights, poi, il mercato dei componenti che vanno a costituire i sistemi di illuminazione connessi ha superato di poco i tre miliardi di dollari nel 2017 e le previsioni parlano di più di un valore di 9 miliardi entro il 2024 con una crescita media annua del 17%.

Tra le tipologie di componenti, i ‘routers & gateway’, che sono la struttura portante della rete di interconnessione, rappresentano la porzione più consistente in valore assoluto, con una crescita del 17% allineata con quella del totale settore.

Anche i ‘sensori’ – proiettati ad occupare nel 2024 la terza posizione – rappresentano una parte significativa delle nuove generazioni di apparecchi di illuminazione.

Smart lighting, scegliere la tecnologia di connettività IoT

Nella scelta di una soluzione di smart lighting è indispensabile non pensare esclusivamente alle esigenze di illuminazione ma anticipare anche a quali funzionalità servirà rispondere attraverso alla rete di interconnessione.

La scelta della tecnologia su cui si basa la rete è oggi ampia e non esiste una soluzione per tutti i tipi di esigenza. Un primo livello di scelta fa riferimento alla capacità di trasporto delle informazioni ovvero alla banda passante. Navigant Reseach ha valutato le diverse tecnologie disponibili insieme alla loro validità per ognuna delle principali funzioni che sono potenzialmente richieste, ad esempio, a una smart city.

Parliamo di:

  • Controllo luci di base,
  • Controllo luci avanzato,
  • Monitoraggio ambientale,
  • Monitoraggio del traffico,
  • Smart parking,
  • Rilevamento di spari,
  • Controllo semaforico.

SigFox, LoRa e NB-IoT sono tra le tecnologie più promettenti in questo ambito…

Sigfox è un operatore di rete globale francese fondato nel 2009 che costruisce reti wireless per collegare oggetti a bassa potenza che devono essere continuamente attivi ed emettere piccole quantità di dati.

LoRa è un protocollo di comunicazione wireless a lungo raggio (Long-Range) che si confronta con altri wireless a bassa potenza (LPWAN) o come IoT a banda stretta (NB IoT) o LTE Cat M1.

NB-IoT o Narrowband IoT è una tecnologia di connettività IoT e M2M particolarmente versatile ed economica che può essere usata negli ambiti più svariati.

Ma di questo parleremo in una prossima occasione!

Laura Baronchelli

Giornalista e communication manager è stato collaboratore, capo redattore e direttore di riviste specializzate con focus su smart technologies, industria elettronica, LED e illuminazione e sostenibilità ambientale. Laureata in Lingue, ha acquisito nel corso degli anni forti competenze in ambito Smart City e Smart building. Da oltre 10 anni, segue progetti editoriali speciali in tema di città sostenibili e intelligenti e promuove e organizza il premio Ecohitech Award. Negli ultimi 8 anni si è specializza in content marketing, editoria online e scrittura SEO-oriented. Oggi è Direttore editoriale di LUMI4innovation.it

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