La transizione ecologica è uno dei pilastri del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e del progetto Next Generation EU. Rappresenta infatti, insieme a digitalizzazione e inclusione sociale, uno degli assi portanti dei finanziamenti stanziati dalla Commissione Europea per supportare la ripresa in un’ottica di sviluppo sostenibile e di basso impatto ambientale.
La Missione 2 del Pnrr, denominata Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, si concentra su alcune tematiche chiave della green transition, quali:
Obiettivo della missione è quello di accompagnare la società, dagli enti locali alle varie attività produttive, verso la decarbonizzazione e una maggiore sostenibilità ambientale. Molti degli investimenti e delle risorse dipendono direttamente dal MiTE (Ministero per la Transizione Ecologica) che ha anche il compito di monitorare e fare il punto della situazione rispetto al raggiungimento di target e milestone.
È bene ricordare come il PNRR includa misure fondamentali per la transizione verde ma faccia in realtà parte di una gamma di incentivi e riforme ancora più ampia promosse dal Ministero per il raggiungimento degli obiettivi 2030 e 2050 e ai target del Pniec.
La Missione 2 del Pnrr sul tema della rivoluzione verde prevede le seguenti componenti con i relativi stanziamenti di fondi:
Complessivamente, si sta parlando di un valore di 69,94 miliardi di euro, pari 37% dei fondi totali messi a disposizione dal Pnrr. Per un arco temporale che va dal 2021 al 2026.
Transizione ecologica e rivoluzione verde nel Pnrr – Roadmap Fonte: MiTE (Ministero per la Transizione Ecologica)
La prima componente prevede una serie di investimenti e riforme per favorire l’adozione dell’economia circolare. In particolare, prevede la definizione di una strategia per l’economia circolare che include, oltre ai principi di riciclo e riuso, anche il ruolo chiave dell’ecodesign, ovvero della progettazione sostenibile, e di altri aspetti come la bioeconomia, la blue economy e l’uso di materie prime critiche. La strategia introdurrà anche una serie di indicatori e strumenti per il monitoraggio.
Sempre in tema di circular economy, il Pnrr stanzia 600 milioni di euro per alcuni progetti “faro” che puntano a realizzare progetti innovativi in tema di gestione e trattamento dei rifiuti in alcune filiere strategiche, come quella dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), del tessile e delle plastiche. Progetti che includono sistemi di monitoraggio ambientale, anche attraverso l’uso di droni e di tecnologie di intelligenza artificiale, per combattere e prevenire gli scarichi illegali.
Per migliorare la gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata, questa componente mira a rafforzare le infrastrutture per la raccolta differenziata e ad ammodernare o sviluppare nuovi impianti di trattamento rifiuti, con una attenzione alle aree del Sud Italia.
L’ulteriore obiettivo della M1C1 è quello di sviluppare una filiera agricola e alimentare più intelligente e sostenibile, riducendone l’impatto ambientale.
La Componente 2 della Missione 2 del Piano Nazionale di ripresa e resilienza in tema di transizione ecologica e rivoluzione verde, si concentra sulla transizione energetica e quindi su “Energia rinnovabile, idrogeno, rete e mobilità sostenibile”. Obiettivo prioritario di questa sezione è quello di perseguire obiettivi di decarbonizzazione attraverso cinque linee di riforme e investimenti.
La componente 3 della Missione 2 riguarda l’efficientamento energetico degli edifici. Sia quelli residenziali, con il rafforzamento del Superbonus 110%, sia quelli pubblici (dalle scuole agli istituti giudiziari agli altri building Comunali).
Le misure puntano alla riqualificazione energetica di circa 50.000 edifici l’anno con un risparmio energetico pari a 209 Ktep l’anno e la conseguente riduzione delle emission di CO2 nell’aria.
In questa componente rientrano tre linee specifiche d’azione:
1. Efficientamento energetico degli edifici pubblici con focus su riqualificazione energetica nell’edilizia scolastica e negli edifici giudiziari;
2. Efficientamento energetico negli edifici residenziali;
3. Reti e sistemi di Teleriscaldamento.
Gli investimenti riguardanti le infrastrutture idriche hanno l’obiettivo prioritario di ridurre di almeno il 15% le perdite nelle reti per l’acqua potabile. Se pensiamo che la rete nazionale ha una percentuale media di perdita del 39%, quindi che si perdono 39 litri d’acqua ogni 100 litri immessi, capiamo bene come questo intervento sia cruciale.
I fondi stanziati dal Pnrr in questo ambito puntano anche a prevenire rischi idrogeologici, a salvaguardare le aree verdi e le biodiversità e a eliminare l’inquinamento delle acque e del terreno.
1. Economia circolare e Agricoltura sostenibile Tot 6,47
1.1 Impianti di gestione dei rifiuti 1,5 mld
1.2 Progetti innovativi di economia circolare 0,6 mld
1.3 Sviluppo della logistica per il settore agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo 0,8 mld
1.4 Pannelli a energia solare nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale 1,5 mld
1.5 Tecnologie di agricoltura 4.0 0,5 mld
1.6 Sviluppo di modelli 100% green e auto-sufficienti in 19 piccole isole 0,2 mld
1.7 Sfruttamento delle risorse a disposizione dei territori rurali e di montagna 0,14 mld
1.8 Cultura e consapevolezza su temi e sfide ambientali 0,03 mld
3. Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici Tot 22, 24
3.1 Piano di sostituzione degli edifici scolastici e riqualificazione energetica 0,8 mld
3.2 efficientamento degli edifici giudiziari 0,41 mld
3.3 Ecobonus e Sismabonus fino al 110% per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici 13,95 mld
3.4 Sviluppo di sistemi di teleriscaldamento 0,2 mld
Tramite il Pnrr, il MiTE intende accelerare la transizione ecologica rendendo l’Italia più resiliente ai cambiamenti climatici e più sostenibile e competitiva sul panorama internazionale, ma anche sviluppando una leadership a livello industriale e scientifico nelle principali filiere della green transition. Inoltre, punta ad assicurare una trasformazione inclusiva ed equa, aumentando consapevolezza e cultura sui temi ambientali.
Rispetto agli 89 milestone e target (M&T) definiti sul tema della green transition, il Ministero per la Transizione Ecologica ha dichiarato “di aver pienamente conseguito tutti gli impegni del 2021” ovvero i 7 M&T da rendicontare alla Commissione europea.
Tra le principali misure conseguite:
Quando si parla di imprese manifatturiere, le priorità possono cambiare: velocità, efficienza, costo. Ma ce n’è una che viene prima…
KEY – The Energy Transition Expo, l’evento di IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo…
L’industria europea è chiamata a una trasformazione profonda dei propri sistemi energetici. Oggi il settore è responsabile di circa il…
Quanta energia consuma l'intelligenza artificiale? E quanta ne richiederà con l'aumentare del suo utilizzo in ogni ambito applicativo? E' da…
Per guidare le imprese in un momento di trasformazione profonda occorre puntare su tre leve fondamentali: sostenibilità, tecnologia e finanza.…
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno degli strumenti più innovativi e inclusivi della transizione energetica. Permettono a cittadini, imprese…