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Smart City e Pubblica Amministrazione: sfide e modelli italiani

Nelle smart city o aspiranti tali, l’utilizzo di sensori IoT (internet of Things) e di tecnologie intelligenti e il processo di digital transformation si scontra spesso con problematiche di tipo organizzativo. Ovvero con la mancanza di competenze gestionali, oltre che tecniche, da parte della Pubblica Amministrazione di gestire un ecosistema complesso.

Inoltre, non esiste un solo modello di smart city. Esistono diverse applicazioni che vanno calate e integrati nei contesti specifici di ogni contesto urbano. E le Amministrazioni dovrebbero diventare quasi degli integratori per poter affrontare l’interoperabilità dei dati e tutte le sfaccettature di una città smart.
La Pubblica Amministrazione è alle prese con continue sfide, legate all’accelerazione del processo di digitalizzazione e all’emergenza di alcune criticità, come l’aumento dell’urbanizzazione e le problematiche ambientali connesse a inquinamento e sostenibilità.

A tu-per-tu con i decisori della Pubblica Amministrazione

Per cercare di conoscere meglio le esigenze delle Governance locali in ottica smart city e capirne meglio problemi e focalizzazioni, la redazione di LUMI4Innovation [che fa parte del gruppo TECNO] sta portando avanti una serie di approfondimenti e analisi qualitative, tra best practice e opinioni di esperti, tracciando un percorso che culminerà con l’assegnazione degli Ecohitech Award il prossimo 4 novembre a Rimini.

Il primo appuntamento “live” si è svolto il 30 luglio alle ore 14 sul tema: “Smart City: i fattori di crescita e le best practice”. Una tavola rotonda in cui la Pubblica Amministrazione racconta come la digital transformation e i processi di innovazione stiano impattando le città del futuro, modificandone inevitabilmente gli equilibri.

Insieme ad alcuni decisori della PA, sono stati approfondite le principali barriere e opportunità dell’innovazione e delle tecnologie digitali e cosa si sta facendo, oggi, in concreto, in alcune città italiane.

Il Live Talk ha visto la partecipazione di relatori di spicco quali:

Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET (Centro di Ricerca Interuniversitario in Economia del territorio), membro TSCAI (The Smart City Association) e membro della giuria dell’Ecohitech Award
Nicola Farronato, Assessorato Innovazione Comune di Torino e responsabile Torino City Lab
Roberto Mura, Progetto Smart City Comune di Pavia e Consigliere Regione Lombardia
Raffaele Gareri, Dipartimento Trasformazione Digitale Comune di Roma

E’ possibile rivedere il Live Talk on demand.

PA: servono maggiori competenze gestionali

Come ci ha spiegato Angelo Di Gregorio, Direttore del CRIET e membro della giuria dell’Ecohitech Award e di TSCAI, in una recente intervista, “per far fronte alla digitalizzazione, nelle Pubbliche Amministrazioni c’è la necessità di avere una struttura e delle persone in grado di gestire e capire la complessità del nuovo ecosistema”.

Ad esempio, pensiamo alla gestione dei dati legati ai dispositivi IoT e alle reti di sensori installate per monitorare il territorio. Che tipo di informazioni sono e da chi devono essere gestite? E soprattutto di chi sono i dati e la relativa responsabilità? In questo senso, manca una risposta organizzativa: mancano le competenze specializzate e una struttura efficace del lavoro.

Attenzione su monitoraggio del territorio e dei parametri ambientali

In questo momento, come ci ha confermato lo stesso Di Gregorio, i Comuni stanno investendo in progetti e sperimentazioni in chiave “smart” soprattutto guardando a due aree principali: quella del monitoraggio del territorio (controllo dei livelli di mari e fiumi, analisi predittiva di terremoti, alluvioni e struttura di edifici) e della qualità ambientale (monitoraggio della qualità dell’aria in primis, ma anche di rumori e altri parametri ambientali). Aree in cui si potrebbe e dovrebbe fare di più.

Collaborazione e aggregazioni: le chiavi del successo per la PA

Secondo Angelo Di Gregorio, “il vero punto di successo sta nei privati e nella collaborazioni tra pubblico e privato. Inoltre, servono nuovi modelli di business, come aggregazioni e accordi”. Ovvero nelle relazioni e collaborazioni che possono avvenire all’interno della filiera e dell’ecosistema tra i vari attori che lo compongono.

I Comuni dovrebbero aggregarsi per fare massa critica e poter quindi sostenere i costi per partecipare, ad esempio, a bandi di finanziamento. “Noi come CRIET, insieme ad ENEA,abbiamo fatto a suo tempo una bella sperimentazione nell’illuminazione pubblica a LED con il progetto Illumina, un progetto pilota che ha interessato tutta la Provincia di Monza e Brianza.”

Laura Baronchelli

Giornalista e communication manager è stato collaboratore, capo redattore e direttore di riviste specializzate con focus su smart technologies, industria elettronica, LED e illuminazione e sostenibilità ambientale. Laureata in Lingue, ha acquisito nel corso degli anni forti competenze in ambito Smart City e Smart building. Da oltre 10 anni, segue progetti editoriali speciali in tema di città sostenibili e intelligenti e promuove e organizza il premio Ecohitech Award. Negli ultimi 8 anni si è specializza in content marketing, editoria online e scrittura SEO-oriented. Oggi è Direttore editoriale di LUMI4innovation.it

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