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Smart cities: un ecosistema in evoluzione

Scritto da
Laura Baronchelli
Smart cities: un ecosistema in evoluzione

Il mercato globale delle smart cities crescerà a un tasso annuale (CAGR) del 14,8% dal 2020 al 2025, arrivando a rappresentare un valore di 820,7 miliardi di dollari.
È quanto emerge da una recente ricerca di mercato in ambito smart city a cura dell’analista Markets and Markets.

L’aspetto più interessante del rapporto non è però da vedersi nei dati che, così, nudi e crudi, dicono poco. È piuttosto da vedersi nella logica di ecosistema in cui sono inseriti. Un ecosistema che coinvolge, oltre alle pubbliche amministrazioni e agli enti locali, i cittadini, le utilities e le aziende fornitrici di tecnologia (hardware e software) e che ci fornisce un quadro generale di cosa aspettarci nei prossimi 5 anni.

Ma vediamo più nel dettaglio cosa emerge dallo studio.

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1. La sicurezza pubblica è un grande driver di crescita

Una sicurezza che passa attraverso tecnologie di videosorveglianza urbana, monitoraggio del traffico, riconoscimento facciale e riconoscimento in tempo reale delle targhe e delle vetture attraverso sistemi intelligenti.

Si stima che il segmento dei trasporti intelligenti e della smart mobility avrà il tasso di crescita più importante durante il periodo di previsione (2020-2025). Le soluzioni di trasporto intelligente forniscono inoltre una spinta essenziale all’evoluzione delle infrastrutture che dovranno tener conto di una complessità di aspetti, tra cui l’impatto ambientale e l’aumento della popolazione.

La sicurezza pubblica passa naturalmente anche attraverso sistemi di emergenza, monitoraggio territoriale (ad esempio con i droni o sensori specifici) e soluzioni di prevenzione alla criminalità.

2. Lotta al cambiamento climatico e sostenibilità ambientale al centro

Le crescenti preoccupazioni ambientali e la richiesta di un uso sostenibile ed efficiente dell’energia, così come la necessità di ridurre le emissioni inquinanti, stanno portando a un cambio di mentalità e di approccio.

Da un lato, i Governi impongono regolamenti sempre più rigidi e stringenti per limitare le emissioni. Ad esempio, la US Environmental Protection Agency (EPA) ha emesso il Clean Power Plan per affrontare la questione delle emissioni di anidride carbonica dalle centrali elettriche.

Dall’altro, l’implementazione di sistemi intelligenti e di monitoraggio energetico, di infrastrutture intelligenti, di reti di distribuzione e di sistemi di controllo contribuisce in modo significativo a ridurre il consumo di energia e le emissioni di CO2, riducendo al minimo le perdite.

3. Smart cities: servono enormi investimenti iniziali

Una delle principali sfide per la crescita del mercato delle smart cities è il finanziamento di progetti che richiede un enorme CAPEX (CAPital EXpenditure, cioè spese in conto capitale) iniziale. È diventata la principale responsabilità delle Pubbliche amministrazioni quella di investire pesantemente nel processo di trasformazione delle infrastrutture delle città intelligenti.

E, anche se le governance possiedono la necessità, la visione e la chiarezza per tali trasformazioni, la mancanza di stanziamenti di bilancio e finanziamenti in questo senso ostacola il processo di trasformazione, direttamente o indirettamente.

In Europa e in Italia, ci troviamo di fronte all’opportunità di sfruttare nuove risorse dedicate a questo tipo di operazioni (con il Recovery Plan e il PNRR – Piano nazionale ripresa e resilienza). Vedremo come.

4. La pandemia ha cambiato la visione delle città

La richiesta di soluzioni innovative per le città intelligenti, che includono l’uso di IoT, big data, cloud, sicurezza e connettività di rete, sono in aumento in diversi ambiti applicativi. Ad esempio: smart mobility, smart utilities, edifici intelligenti e nuovi servizi per i cittadini.

In particolare, l’adozione dell’IoT nello sviluppo di soluzioni per contrastare la pandemia, si sono concentrate sul monitoraggio della salute, della sicurezza e del miglioramento della qualità della cita dei cittadini. Ma per soddisfare la necessità di gestire meglio i dispositivi IoT e soprattutto i dati che ne derivano, i fornitori di tecnologia dovranno migliorare la loro offerta con soluzioni più facili, aperte, integrabili e integrate. L’interoperabilità deve essere un aspetto da spingere.

5. Più connettività ma anche più tutela della privacy

Il successo dell’implementazione dei progetti di smart city dipende principalmente dall’infrastruttura di telecomunicazioni e dal suo utilizzo per la sicurezza pubblica. Ogni città deve garantire che le piattaforme di comunicazione siano stabilite e accessibili in modo aperto ed efficiente. L’accesso alle moderne infrastrutture di base per la comunicazione dei dati è la componente chiave per ogni città che mira a diventare “intelligente”.

Legato a questo aspetto, la privacy e la sicurezza sono però aree di preoccupazione. Poiché l’ecosistema delle città intelligenti dipende principalmente dall’IoT e dai punti di accesso centrali per dati diversi, la vulnerabilità dell’intero ecosistema è elevata.

Per risolvere le sfide alla privacy e alla sicurezza nelle città intelligenti, le governance devono affrontare i problemi in modo olistico.

Ad esempio, il progetto Smart Santander, in Spagna, composto da oltre 2.000 dispositivi IoT, viene usato per testare soluzioni e rinforzare le teorie che circondano la sicurezza delle città intelligenti e le sfide della privacy.

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6. Smart building, tassello della smart city

L’edificio non va più visto come elemento a se stante ma come un soggetto integrato in smart district e smart city. Il ruolo dell’edificio intelligente va visto all’interno di una “filiera”, soprattutto per quanto riguarda il monitoraggio dei consumi energetici e la generazione di dati e informazioni. Sul fronte delle tecnologie, la possibilità di affidarsi a sistemi che si possono integrare è vincente. Per l’ottimizzazione dell’edificio in sé e per l’integrazione dell’edificio all’ecosistema esterno.

7. Il ruolo delle smart utilities

Sul fronte delle smart utility, il segmento dei sistemi intelligenti per la gestione della distribuzione dell’energia crescerà a un tasso più elevato durante il periodo di previsione. La possibilità di avere un unico sistema integrato permette di ridurre la disparità tra la domanda e l’offerta di energia e migliorare l’affidabilità della rete.

8. Cybersecurity per le smart cities

Una città intelligente viene sviluppata sulla base dell’uso di dispositivi IoT, cloud, sensori e tecnologie. Questi elementi costitutivi fanno ampio uso di apparecchiature e protocolli di rete, che aprono anche le porte a possibili attacchi informatici. Le soluzioni e i servizi per la sicurezza e la sicurezza pubblica devono passare anche da azioni preventive e iniziative di cybersecurity.

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Fonte: Markets and markets
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Scritto da
Laura Baronchelli