Dal 2005 al 2022, le emissioni nazionali di gas serra sono diminuite del 30%.
Sono questi i primi dati rilasciati dallo Zero Carbon Policy Agenda Report 2023 dell’Energy & Strategy Group di cui LUMI è patrocinatore.
Anche se i dati sono positivi, la strada per raggiungere l’obiettivo di ridurre le emissioni complessive del 55% entro il 2030 (rispetto ai livelli del 1990) risulta essere molto.
I settori più impattanti a livello emissivo sono costituiti dall’industria della produzione di energia e calore e dai trasporti, ma – in ottica prospettica – gli ambiti che richiederanno una maggiore trasformazione in chiave di decarbonizzazione per centrare gli obiettivi Ue sono sicuramente i trasporti e l’edilizia.
Nel rapporto si legge che ci sono stati passi avanti in quelli che sono considerati i sei pillar della carbon neutrality ovvero rinnovabili, infrastrutture di rete, efficienza energetica, mobilità sostenibile, energy communities, circular economy. Soprattutto a livello di investimenti e crescita, il mercato dei pillar della decarbonizzazione è passato da 30,5 miliardi di euro a 34,4 miliardi di euro e facendo registrare un aumento del 12,6%.
Nei prossimi anni, si renderanno però necessari sforzi ancora più consistenti rispetto a quelli registrati fino a ora.
In generale, si tenderebbe a pensare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) sia di supporto al percorso di decarbonizzazione dell’Italia. E in effetti ci sono delle Missioni dedicate a transizione ecologica e mobilità sostenibile, piuttosto che linee di finanziamento incentrate su comunità energetiche, efficientamento energetico degli edifici e adozione di rinnovabili (si pensi ad esempio al Bando Agrisolare).
Eppure le riforme e gli investimenti del PNRR vengono valutati rispettivamente come di medio impatto sulla decarbonizzazione e, soprattutto, non sufficienti allo sviluppo dei 6 pillar fondanti della decarbonizzazione. A questo si aggiunge anche un ritardo nell’implementazione del piano. Si parla infatti di un gap del 4% nell’attuazione delle riforme e del 15% nell’attuazione degli investimenti
rispetto a quanto previsto dal Piano per settembre 2023 (fonte: rielaborazione E&S su dati OpenPNRR).
A parte il PNRR, a livello europeo si stanno portando avanti diverse novità, tra cui la revisione dell’ETS (Emission Trading System) e la formulazione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), la nuova tassa Ue entrata in vigore il 17 maggio 2023 che tassa le emissioni incorporate in alcune tipologie di merci importate all’interno del proprio territorio doganale.
Quando si parla di imprese manifatturiere, le priorità possono cambiare: velocità, efficienza, costo. Ma ce n’è una che viene prima…
KEY – The Energy Transition Expo, l’evento di IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo…
L’industria europea è chiamata a una trasformazione profonda dei propri sistemi energetici. Oggi il settore è responsabile di circa il…
Quanta energia consuma l'intelligenza artificiale? E quanta ne richiederà con l'aumentare del suo utilizzo in ogni ambito applicativo? E' da…
Per guidare le imprese in un momento di trasformazione profonda occorre puntare su tre leve fondamentali: sostenibilità, tecnologia e finanza.…
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno degli strumenti più innovativi e inclusivi della transizione energetica. Permettono a cittadini, imprese…