Categories: Città intelligente

Più Open Innovation per dare spinta alla transizione ecologica e digitale

“L’Open Innovation rappresenta una buona palestra per favorire la collaborazione tra realtà differenti e cercare nuove soluzioni per la transizione digitale ed ecologica dei territori.” Con queste parole, Silvia Celani, Head of Innovation di Acea, è intervenuta nel webinar del 14 settembre promosso da LUMI sul tema delle Governance delle città intelligenti e sostenibili.

“In Acea l’innovazione è una leva strategica per lo sviluppo di città sostenibili e intelligenti. Con open call, hackaton e challenge innovative accompagniamo la trasformazione digitale dei territori in cui operiamo”, ha detto ancora la Head of Innovation della multiutility presentando quali sono a suo avviso gli strumenti fondamentali per portare innovazione e cambiamento sul territorio.

Gli strumenti dell’Open Innovation

Come ha spiegato Silvia Celani durante il suo intervento, per portare nuove progettualità e creare un eco-sistema solido, l’open innovation mette a disposizione diversi strumenti.

In primo luogo, la collaborazione sul territorio con Università e centri di ricerca. “Come Acea cerchiamo di sviluppare rapporti sia su tutta Italia sia a livello locale. Collaboriamo ad esempio con l’Università La Sapienza, Roma 3 e il Politecnico di Milano, solo per citare qualche esempio”.

Un altro utile strumento è rappresentato dalle partnership e dalle azioni di scouting nei confronti di start-up e Pmi innovative. “Abbiamo creato un albo dedicato alle start-up che permette la registrazione delle giovani aziende che desiderano lavorare con noi attraverso una forma di smart link procurement piuttosto flessibile – ha spiegato Silvia Celani –.  Questo consente alle start-up di collaborare fin da subito e creare dei PoC (proof-of-concept). Se la soluzione testata può essere adottata, si procede poi con lo sviluppo e l’industrializzazione”.

Il terzo strumento è rappresentato dalle call for ideas e dagli hackaton.
“Per accompagnare i Comuni nel percorso di transizione ecologica e digitale, ad esempio, Acea ha realizzato una call for ideas sul tema delle smart city – ha raccontato la Head of Innovation di Acea – . Re-SHApCeA, questo il nome dell’iniziativa, è stata lanciata a marzo e si è rivolta a start-up e Pmi innovative che potessero offrire soluzioni con l’obiettivo di ‘rimodellare le nostre città’. Tre i temi verticali ai quali poter partecipare: ‘Un nuovo modello di Smart City’, ‘Infrastrutture critiche, Edifici e Reti’ e ‘New WorkPlace & Workforce Model’.”

“A conclusione della call for startup abbiamo fatto una cerimonia di premiazione – ha proseguito la manager – e le 3 soluzioni premiate sono risultate molto interessanti. La prima riguarda una piattaforma modulare che grazie a intelligenza artificiale e blockchain permette di accedere a un nuovo concetto di aggregazione e ripensare così le comunità energetiche. La seconda è rappresentata da un sistema in grado di prevedere catastrofi ambientali e forti precipitazioni legate ai cambiamenti climatici. La terza, infine, riguarda la creazione di un ambiente che, tramite giochi di ruolo realizzati con l’AI, testa nuove skill e nuove figure professionali.”

L’ultimo strumento per fare open innovation è rappresentato dagli acceleratori. “Acea fa parte del programma di accelerazione zero e ha il compito di accelerare alcune startup sui temi della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile.”

La Casa delle tecnologie Emergenti

Tra le nuove iniziative legate all’innovazione in ambito smart city, c’è da segnalare anche il lancio della Casa delle Tecnologie Emergenti a Roma.

“Abbiamo partecipato al lancio, da parte del Comune di Roma, della Casa delle Tecnologie Emergenti (CTE) unitamente a un bando dedicato alle start-up su due temi fondamentali per la città, la mobilità sostenibile e i servizi al turismo” ha detto Silvia Celani.

Roma è tra le cinque città italiane (insieme a Torino, Bari, Prato e l’Aquila) individuate dal MiSE per la creazione delle CTE volte a incentivare lo sviluppo della competitività del nostro Paese sul fronte dell’innovazione del sistema produttivo, della digitalizzazione della PA e della valorizzazione delle eccellenze tecnologiche.
Un luogo in cui l’innovazione e la collaborazione all’interno dell’eco-sistema saranno dunque privilegiate.

Laura Baronchelli

Giornalista e communication manager è stato collaboratore, capo redattore e direttore di riviste specializzate con focus su smart technologies, industria elettronica, LED e illuminazione e sostenibilità ambientale. Laureata in Lingue, ha acquisito nel corso degli anni forti competenze in ambito Smart City e Smart building. Da oltre 10 anni, segue progetti editoriali speciali in tema di città sostenibili e intelligenti e promuove e organizza il premio Ecohitech Award. Negli ultimi 8 anni si è specializza in content marketing, editoria online e scrittura SEO-oriented. Oggi è Direttore editoriale di LUMI4innovation.it

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