La digital energy efficiency è una parola chiave anche per il 2023?
Già nell’anno da poco trascorso si è notata una evidente crescita di sistemi dedicati alla gestione dei consumi basati su tecnologie digitali. Ma l’anno nuovo confermerà questa tendenza?
Lo abbiamo chiesto a Saul Fava, Vice Presidente Digital Energy di Schneider Electric Italia.
Sono convinto che il trend positivo legato alla crescita della digitalizzazione continuerà, sotto forma di impiego di software per analisi sempre più accurata, anche a livello previsionale e predittivo, sotto forma di soluzioni di ottimizzazione dei processi come BEMS, abbinati a sistemi di analisi energetica.
Devo dire però che il recente cambio di aliquote degli incentivi del piano 4.0, con la loro riduzione del 50%, quindi passando nella parte strumentale dal 40% al 20%, non aiuterà a sostenere tanto la parte software quanto quella hardware che è a corredo della raccolta dei dati dal campo. Ci sono state interrogazioni e attività parlamentari volte a ripristinare l’aliquota perché, se è vero che abbiamo una necessità di ridurre la dipendenza dal gas e di efficientare i processi, a maggior ragione è questo il momento in cui occorre mantenere se non potenziare le aliquote.
Anche se è vero che c’è bisogno di software, è necessario che coesistano sia la parte OT che quella IoT.
Dal punto di vista industriale il software svolgerà un ruolo da protagonista, sotto forma di sistemi di analisi predittiva ed energetica, combinando efficienza produttiva ed efficienza energetica.
Allo stesso tempo, il cambio delle aliquote sulla parte strumentale non favorisce la progressione lato hardware. Staremo comunque a vedere: il Governo attuale sta iniziando a discutere con la Comunità europea per allocare parte dei soldi del Recovery Fund sul piano Transizione 4.0 che inizialmente era sostenuto con fondi locali.
Ritengo che l’evoluzione vada verso sistemi intelligenti di gestione dell’energia sia a livello di reti sia a livello di edifici e di fabbriche. Il grande punto di domanda sull’Italia sarà relativo alle partenze delle microgrid: un primo passo è stato fatto con le comunità energetiche, ma non si è ancora entrati nella logica dell’ottimizzazione dei consumi e della produzione rispetto allo stoccaggio piuttosto che al demand response. Su questo ci sono alcuni interrogativi in Italia. Penso che il futuro del digitale sia legato da una part al software lato produzione e dall’altro alla implementazione di sistemi che aiutino a ottimizzare la sinergia tra autoproduzione, autoconsumo e stoccaggio futuro. Queste ultime non mi risultano essere oggi tra i temi caldi all’ordine del giorno.
KEY – The Energy Transition Expo, l’evento di IEG (Italian Exhibition Group) di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo…
L’industria europea è chiamata a una trasformazione profonda dei propri sistemi energetici. Oggi il settore è responsabile di circa il…
Quanta energia consuma l'intelligenza artificiale? E quanta ne richiederà con l'aumentare del suo utilizzo in ogni ambito applicativo? E' da…
Per guidare le imprese in un momento di trasformazione profonda occorre puntare su tre leve fondamentali: sostenibilità, tecnologia e finanza.…
Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno degli strumenti più innovativi e inclusivi della transizione energetica. Permettono a cittadini, imprese…
Sono oltre 40mila le diagnosi energetiche inviate a ENEA nel primo decennio di obbligo (2015-2025) da circa 10mila aziende, equamente…