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Wearable, IoT e telemedicina in Italia per superare il coronavirus

Scritto da
Laura Baronchelli
Wearable, IoT e telemedicina in Italia per superare il coronavirus

Di fronte all’emergenza coronavirus e alla fast call Innova per l’Italia lanciata sul tema della telemedicina in Italia da parte del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero per l’innovazione digitale in collaborazione con l’OMS, il nostro Paese si è dimostrato di essere pronto. Pronto come tecnologia e come capacità di risposta a un mondo che si sta evolvendo e che sta spingendo sull’acceleratore – per forze di causa maggiore – sul processo di digital transformation a livello di Paese, di Regioni, ma anche di singole città e aziende.

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Alla call hanno risposto ben 823 progetti di app e dispositivi per la medicina digitale e il tracciamento del contagio. Oltre 500 sono stati quelli relativi all’assistenza sanitaria a distanza dei pazienti e 300 hanno riguardato il monitoraggio attivo dei pazienti anche attraverso dispositivi indossabili (wearables) o sistemi di raccolta e analisi dati (data analytics) tramite tecnologia IoT.

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Fonte: Ministero della Salute / Ministero per l’Innovazione Digitale

Come può aiutare la telemedicina nell’emergenza sanitaria in Italia?

L’uso della medicina digitale e della telemedicina, ovvero delle tecnologie digitali nella sanità, per fare diagnosi e terapie a distanza, possono essere di grande aiuto per far fronte a una situazione di emergenza sanitaria come quella attuale. E, in generale, l’e-health è uno dei capisaldi di una Smart City e di una città che guarda al futuro dato che può rivelarsi uno strumento importante per trattare molte malattie.

Tra i benefici della medicina digitale si riscontrano:

  • Riduzione del numero di giorni di degenza ospedaliera e quindi dei costi di ospedalizzazione.
  • Razionalizzazione dei tempi e del percorso di cura.
  • Miglioramento del servizio di consulenza da parte di team di specialisti dedicati.
  • Monitoraggio delle malattie con maggiore possibilità di intervento precoce e prevenzione.

Fatta questa premessa, i nuovi modelli di prevenzione basati sull’analisi dei dati, dalla cura fino al post-ricovero, l’utilizzo della telemedicina, l’uso di app dedicate per la teleassistenza di pazienti domestici anche attraverso dispositivi wearable, la diffusione di soluzioni IoT e di intelligenza artificiale e di machine learning ci porteranno a un nuovo livello di sanità digitale.

Già nel 2019, l’OMS aveva editato nuove linee guida sulla sanità digitale raccomandando l’uso della telemedicina e della ehealth nel periodo 2020-2024. Questi gli obiettivi principali:

  • Rafforzare i servizi e assicurare la gestione dei pazienti.
  • Garantire la tracciabilità digitale dello stato di salute e dei servizi al paziente (digital tracking).
  • Migliorare la comunicazione con i pazienti.
  • Promuovere la formazione digitale degli operatori sanitari.

Di fronte alla situazione Covid-19, verrà sicuramente data ulteriore spinta al processo di digitalizzazione, anche negli ospedali, con benefici per la collettività. Si pensi che già da tempo c’è la volontà di creare una piattaforma UE per accedere e analizzare i dati sanitari provenienti da tutta l’Unione europea…

Telemedicina in Italia: wearable, IoT e control room… su quali tecnologie puntare?

Parlando di tecnologie, l’Italia si può dire pronta. Vediamo quali potrebbero le principali tecnologie utilizzate in una fase 2 post-coronavirus e in generale in un prossimo futuro.

Monitoraggio a distanza e control room in ospedale

Il telemonitoraggio o monitoraggio a distanza può essere domiciliare, come già sta avvenendo in questo caso di emergenza, oppure ospedaliero. In questo secondo caso, in particolare, per alleggerire il reparto di terapia intensiva, potrebbero essere creati dei reparti di sub-intensiva per poi effettuare un controllo centralizzato dei pazienti attraverso una control room dedicata, con telecamere di videosorveglianza e strumenti diagnostici per tenere sotto controllo i parametri vitali di tutti i pazienti. In quest’ottica potrebbero un domani inserirsi anche strumenti di tecnologia robotica per limitare i contatti tra medico e pazienti.

Televisita da remoto

La televisita da remoto potrebbe essere attivata nel caso serva una consulenza esterna di un istituto specializzato. Attraverso la condivisione dei dati del paziente e dispositivi di telemonitoraggio può essere organizzata una vera visita a distanza. In questo caso potrebbero inserirsi strumenti di mixed reality, VR (realtà virutale) e AR (realtà aumentata).

Dispositivi indossabili o wearable devices

Non dimentichiamoci infine del ruolo che potrebbe avere l’utilizzo dei dispositivi indossabili (DI) o wearable devices. I wearable sono costituiti da sensori inseriti in capi di abbigliamento come orologi (smartwatch), braccialetti, fasce o occhiali (smartglasses) e servono per rilevare i parametri vitali dei pazienti (frequenza cardiaca, saturazione di ossigeno, temperatura corporea, pressione arteriosa ecc.). La wearable technology ha già un alto potenziale di crescita tanto che secondo la società di ricerca IDC, nel 2019 è stata registrata un incremento dell’89% delle vendite a livello mondiale.

I benefici dell’IoT medicale

In generale, l’IoT (Internet of Things) nel medicale porterà numerosi benefici. La raccolta e analisi dei big data in ambito medico faciliterebbe, nella situazione attuale, il tracciamento, il monitoraggio e l’intervento sui pazienti positivi a casa ad esempio ma anche la raccolta dei dati sulle persone sane per una maggiore prevenzione e contenimento della malattia e del contagio. Certo, ci sono ancora molti nodi da risolvere per lo più legati alla protezione dei dati personali e alla privacy, ma la strada in questa direzione è ormai un passo obbligato.

Innovazione: 5G e AI per nuove applicazioni di telemedicina in Italia

Tra i sistemi digitali più innovativi, si sta lavorando (per alcuni tipi di malattia come l’Alzeimher) anche al riconoscimento vocale tramite sistemi di machine learning e intelligenza artificiale. In futuro, si prevede la possibilità di usare degli speciali assistenti vocali che, attraverso l’apprendimento automatico del machine learning, saranno capaci di analizzare i parametri di un individuo, insieme ad altri aspetti come ciclo sonno-veglia, peso, alimentazione, terapie in atto ecc. per attivare approcci terapeutici personalizzati.

La telemedicina in Italia, il telemonitoraggio e il supporto alla diagnosi da remoto potrebbero infine avere una ulteriore spinta grazie all’uso del 5G in ambito ospedaliero come si sta sperimentando in alcuni ospedali con il progetto smart health o ospedale diffuso.

Supercomputer e supercalcolo, un supporto in più alla sanità digitale

Anche l’uso dei supercomputer sarà di aiuto alla scienza e alla medicina per superare situazioni di particolare emergenza, come quella che stiamo vivendo. In questo momento, ad esempio, l’utilizzo del supercomputer del Cineca, consorzio universitario del bolognese, è riuscito a individuare le prime 40 molecole che potrebbero fermare il coronavirus. Informazioni che saranno ora testate in laboratorio ma che sicuramente – grazie alla capacità di effettuare 50 milioni di miliardi di operazioni al secondo – ha abbreviato i tempi di risposta.

L’augurio dell’Europa verso la medicina digitale

La trasformazione dell’assistenza sanitaria nel mercato unico digitale europeo andrà a beneficio delle persone, dei sistemi sanitari e dell’economia. Le tecnologie digitali come la comunicazione mobile 4G/5G, l’intelligenza artificiale o il supercalcolo offrono nuove opportunità per trasformare il modo in cui riceviamo e forniamo servizi di assistenza sanitaria. Consentono approcci innovativi alla vita indipendente o assistenza sanitaria e sociale integrata.

I dati sanitari e l’analisi avanzata dei dati possono aiutare ad accelerare la ricerca scientifica, la medicina personalizzata, la diagnosi precoce delle malattie e trattamenti più efficaci.

Queste parole, raccolte in una nota dell’Unione Europea, confermano la volontà di spingere in questa direzione per maggiori benefici per la collettività.

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Scritto da
Laura Baronchelli