Cerca
  • Sicurezza
  • Scenario

Videosorveglianza e rete 5G: che cosa cambia nel monitoraggio urbano

Videosorveglianza e rete 5G: che cosa cambia nel monitoraggio urbano

Di rete 5G si parla dal 2015, anno in cui Next Generation Mobile Networks (NGMN) – Associazione che raggruppa operatori, produttori e Istituti di ricerca a livello mondiale, operanti nell’ambito della telefonia mobile – ha delineato alcune caratteristiche che le reti di nuova generazione, per definirsi tali, devono possedere. Le caratteristiche riguardano essenzialmente:

  • la velocità di connessione
  • l’intervallo tra l’invio del segnale e la sua ricezione (latenza)
  • il numero di dispositivi connessi simultaneamente (densità)

Consentendoci di navigare a una velocità nettamente superiore rispetto al 4G, oggi il 5G, in Italia, raggiunge una velocità media di 1,4 Gigabit al secondo, con punte che variano da operatore a operatore (fino a 2 Gigabit al secondo). Trattandosi, però, di una tecnologia in piena fase di evoluzione, questi valori numerici tenderanno, nel tempo, ad aumentare.

New call-to-action

Connessione più veloce, dunque, unita a un tempo di latenza dimezzato rispetto alle reti precedenti, abbassandosi fino a un millisecondo. In che cosa si traduce tale caratteristica? Comprimendo i tempi tra invio e ricezione del segnale, il 5G rende possibile molteplici servizi in tempo reale, dalla guida autonoma dei veicoli fino alla telemedicina, solo per citarne alcuni.

Altra caratteristica della rete 5G, come precisato da NGMN, il fatto di riuscire a supportare un numero maggiore di dispositivi (densità) senza incidere sulla velocità di connessione, facendo fluire tutti i dati contemporaneamente. Peculiarità, questa, importante per tutti quegli ambienti (non solo le abitazioni private) in cui sono presenti oggetti connessi, tra cui, ad esempio, siti industriali, Smart Spaces e Smart City, dove sensori analizzano e gestiscono illuminazione, energia, sicurezza, safety, emissioni di gas e traffico veicolare.

In Italia, le prime sperimentazioni della nuova rete sono iniziate nel 2018. E nel 2019 si sono ufficialmente accese le prime antenne 5G a Milano, Torino, Roma, Bologna e Napoli, seguite poi da Sanremo, Genova, Bari, Matera e Brescia. In questo 2020, sono attese implementazioni delle reti già esistenti e nuove antenne in altre città della penisola. Mentre continuano le sperimentazioni a Prato e in altri Comuni.

rete 5g
In Italia, le prime antenne 5G si sono accese nel 2019 a Milano, Torino, Roma, Bologna e Napoli

Videosorveglianza urbana e rete 5G: i vantaggi

Le caratteristiche della rete 5G, ovvero maggiore velocità di trasmissione dei dati, bassa latenza e forte densità di dispositivi IoT, stanno rivoluzionando anche il mondo della videosorveglianza urbana, rendendo più performante, efficace e puntuale la pubblica sicurezza.

Innanzitutto, sfruttando l’elevata capacità di trasmissione del 5G, è possibile effettuare riprese video ad altissima definizione senza, per questo, rallentare il flusso dei dati.

Ricordiamo che telecamere ad alta e ad altissima definizione (telecamere HD e Ultra HD) sono in grado di restituire immagini dalle quali è possibile cogliere particolari importanti della scena e riuscire a identificare, così, persone, targhe di veicoli e oggetti.

E tra le funzioni della videosorveglianza urbana c’è proprio quella di supportare, a reato commesso, le attività di investigazione da parte delle autorità competenti, fornendo loro immagini chiare e nitide, dalla risoluzione elevata e in cui sia possibile rilevare i dettagli di soggetti, luoghi e oggetti ripresi, al fine di portare prove video utili in sede di processo.

Grazie alla maggiore densità propria dell’infrastruttura di rete 5G, inoltre, le immagini relative a un dato evento in corso possono essere condivise in tempo reale tra più operatori della pubblica sicurezza, garantendo in questo modo una totale copertura della porzione di territorio e una protezione maggiore.

 

Un esempio di tali vantaggi è dato dal progetto di videosorveglianza urbana attraverso l’utilizzo di telecamere installate sui mezzi mobili della Polizia, realizzato da Vodafone in collaborazione con Intellitronika – fornitore di soluzioni tecnologiche per le Forze dell’Ordine e la sicurezza civile e militare – e la Polizia Locale, nell’ambito della sperimentazione 5G a Milano, iniziata alla fine del 2018.

Il sistema messo a punto nel capoluogo lombardo utilizza una piattaforma che raccoglie i flussi video acquisiti da tutte le telecamere installate a bordo dei veicoli e li trasmette alla Centrale di Polizia che, una volta ricevuti e visionati, decide come gestire eventuali eventi sospetti o situazioni di emergenza e coinvolgere gli agenti in campo.

In questo caso specifico, il fatto di utilizzare telecamere mobili connesse tramite rete 5G, rende l’intero sistema particolarmente flessibile, in quanto permette alla Polizia di contare su basi di riprese video temporanee – ad esempio, durante eventi cittadini da monitorare oppure in caso di situazioni critiche – laddove, invece, la copertura di rete delle telecamere di videosorveglianza urbana esistente è insufficiente.

Videosorveglianza urbana e rete 5G: l’esempio del Comune di Prato

Realizzare una città Smart non può prescindere da una forte valorizzazione delle infrastrutture di rete, che devono essere sempre più capillari e performanti”: così Mattia Bastianini di Estracom – società del Gruppo Estra, attiva nel settore Telecomunicazioni – durante Milano Smart City Conference lo scorso novembre, quando ha illustrato il sistema di videosorveglianza urbana “Prato Città Sicura”, composto oggi da ben 150 telecamere ad alta risoluzione, collegate alle centrali operative del Comune, della Questura, del Comando Provinciale Carabinieri, Polizia Municipale, Protezione civile e comando Provinciale dei Vigili del Fuoco.

Si tratta di un sistema che, a partire dal 2018, è al centro della sperimentazione “Città 5G” – promossa da Wind Tre e Open Fiber – con un progetto sviluppato da Estra in collaborazione con l’Università di Firenze-MICC (Media Integration and Communication Center) e il polo Universitario della città di Prato (PIN).

Cuore del progetto, l’integrazione di telecamere dalle funzionalità avanzate di video analisi – installate con l’obiettivo di riconoscere volti, targhe, tipologia di veicoli e abbandono di rifiuti nelle aree cittadine – all’interno del sistema di videosorveglianza “Prato Città Sicura” già in servizio, sfruttando la possibilità data dalla rete 5G di usare telecamere ad alta risoluzione.

I vantaggi apportati del 5G a tale sistema sono molteplici: innanzitutto la facilità di installazione in occasione di eventi temporanei o in quelle aree sottoposte a vincoli per quanto riguarda le installazioni fisse, tra cui, ad esempio, siti archeologici, musei e strutture dal valore storico-artistico; inoltre, la banda messa a disposizione dalla tecnologia 5G ha consentito, in questo caso, l’introduzione di telecamere ad altissima definizione, nonché il loro controllo e la loro gestione in tempo reale da remoto, oltre all’applicazione di sistemi di visione artificiale avanzati, tra cui il Deep Learning.

New call-to-action

Scritto da
Paola Cozzi