Cerca
  • Sicurezza
  • Scenario

Controllo accessi ad aree fisiche: tecnologie, applicazioni, normativa

Controllo accessi ad aree fisiche: tecnologie, applicazioni, normativa
Indice degli argomenti [nascondi] [mostra]
  1. Controllo accessi con badge magnetico

Controllo accessi con badge magnetico

Questo articolo non tratta di controllo accessi per applicazioni in ambito informatico, né di autenticazione per l’accesso a dispositivi elettronici.

Il tema centrale, qui, è il controllo accessi ad aree e strutture fisiche: building; aziende; uffici; laboratori; caveau di banche; zone riservate all’interno di fabbriche, aeroporti e ospedali; parcheggi e altri contesti specifici.

Qual è il ruolo di un sistema di controllo accessi di questo tipo? Mettere in sicurezza, proteggere da intrusioni illecite aree e strutture fisiche attraverso il monitoraggio, il controllo e la gestione dei flussi di persone in ingresso e in uscita.

Codice identificativo e processo di identificazione

Le tipologie di sistemi di controllo accessi presenti sul mercato sono molteplici. Hanno tutti in comune la presenza di una barriera fisica che impedisce il libero passaggio e il processo di identificazione al quale deve sottoporsi chi desidera entrare.

In base al metodo che caratterizza il processo di identificazione, avremo un certo tipo di “lettore” e, dunque, una certa tipologia di controllo accessi.

Tralasciando l’utilizzo del classico PIN – Personal Identification Number, ovvero Numero di Identificazione Personale – nel concreto, i primi strumenti utilizzati per l’identificazione furono i badge a banda magnetica, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta.

Il badge magnetico contiene un codice identificativo, che viene rilevato e letto mediante lo strisciamento sulla testina del lettore badge.

Lettori badge posizionati nei pressi di porte, portoni, porte antipanico, tornelli, portelli a spinta, sbarre veicolari e altre tipologie di varchi, rilevano e leggono le credenziali di accesso dell’utente contenute nella tessera magnetica e le inviano a un pannello di controllo che le analizza e le compara con quelle precedentemente memorizzate e archiviate nel database del sistema.

Fatto questo, se codice identificativo rilevato e codice contenuto nel database combaciano, l’identificazione dell’utente è avvenuta. Segue, poi, l’autorizzazione ad accedere alla data area o struttura e, dunque, l’apertura del varco.

Quando, per qualsiasi motivo, il processo di identificazione non va a buon fine, l’autorizzazione viene negata, il varco rimane chiuso e scatta la segnalazione per tentato accesso senza credenziali.

lettore badge magnetico
Il badge magnetico contiene un codice identificativo che viene rilevato attraverso la testina del lettore

Controllo accessi con badge magnetico per rilevazione presenze

Il controllo accessi basato su tecnologia magnetica ha, fin dagli esordi, presentato alcuni punti critici, tra cui l’usura del badge in seguito all’utilizzo continuo e il rischio di duplicazione fraudolenta delle tessere. Eventualità, questa, che abbassa il livello di sicurezza dell’intero sistema.

Oggi, sistemi di controllo accessi con badge magnetico sono installati prevalentemente all’interno di strutture medio-piccole (ad esempio, aziende, centri sportivi, centri benessere, solo per citarne alcune) con applicazioni di rilevazione presenze.

In particolare, in ambito aziendale, la gestione puntuale dei dati relativi alla presenza del personale è una necessità legata non solo a questioni di tipo amministrativo.

Sapere esattamente chi entra in azienda, è importante ai fini della sicurezza, onde evitare intrusioni da parte di malintenzionati, ed è altresì importante per motivi legati alla safety. Infatti, in caso di situazioni di emergenza, che impongono l’immediata evacuazione dei locali, sapere chi è presente e chi no all’interno della struttura, aiuta le operazioni di soccorso. Dunque, ragioni di security e di safety insieme.

Scritto da
Paola Cozzi