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Real estate: gli edifici green e smart piacciono al mercato

Scritto da
Andrea Ballocchi
Real estate: gli edifici green e smart piacciono al mercato

La sostenibilità deve essere sempre più un parametro fondamentale per le scelte di riqualificazione edilizia del real estate, in quanto il patrimonio immobiliare ha un forte impatto in termini di emissioni. E la tecnologia può fornire un importante contributo per questo. «La sostenibilità è un paradigma ancestrale e che assume tratti contemporanei grazie all’adozione della tecnologia. In un mercato competitivo, qual è il real estate, chi riuscirà a coniugare al meglio elementi green con quelli smart avrà caratteristiche di eccellenza ideali per essere scelto». Lo ha affermato, al convegno “Obiettivo edifici zero Energy”, tenutosi lo scorso novembre durante l’edizione 2019 di LUMI Expo, Federica Saccani, Executive Director Architect di CBRE, la più grande società commerciale al mondo di servizi e di investimenti nel real estate. Nel corso del suo intervento ha anche messo in luce come il mercato premi gli edifici di qualità, in particolare i building certificati.

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Edifici Leed e real estate: ecco quanto vale la certificazione

Il mercato premia gli edifici certificati, ha rilevato Saccani, portando come testimonianza una ricerca svolta da CBRE e Università IUAV di Venezia su 55 edifici uso uffici (550mila mq circa), a Milano. In essa si nota che la certificazione Leed aumenta il valore dell’asset dal 7% (Leed Gold) all’11% (Leed Platinum) rispetto a un edificio non certificato. Si sa che la Leadership in Energy and Environmental Design punta a stabili che contemplino sia efficientamento energetico che sostenibilità ambientale. Per questo, l’adozione della tecnologia è fondamentale. Lo conferma anche lo stesso protocollo di certificazione Leed, che comprende un’attenzione anche all’adozione di determinate soluzioni in termini energetici che di risparmio idrico.

Federica Saccani
Federica Saccani, CBRE

Green Building e smart building possono quindi convivere e i dati confermano questa tendenza a puntare su edifici di qualità, specie se certificata. Non solo: «L’uso di spazi flessibili quali mezzi per attrarre i talenti è una voce in crescita. Va considerato il ruolo sempre più significativo dei millennial: nel 2020 rappresenteranno il 40% della forza lavoro. Inoltre, salute e benessere sono cruciali per contare su una maggiore produttività e per mantenere gli stessi talenti». Tra l’altro, la stessa Saccani, in un recente approfondimento, ha segnalato che l’Italia può dire la sua nel contesto europeo: “Il Real Estate italiano rappresenta una piccola percentuale del patrimonio immobiliare europeo, ma può avere un ruolo trainante sul mercato in direzione del raggiungimento degli obiettivi previsti. Milano, per esempio, è la città in Europa con più immobili certificati Leed.”

Efficienza energetica e real estate: verso il 2050

Ma quali sono gli elementi su cui puntare per riuscire a far sì che il patrimonio immobiliare possa essere riqualificato e centrare così gli obiettivi posti per il 2030 e per il 2050 che parlano esplicitamente di un parco decarbonizzato?

«Esistono studi scientifici ai quali il settore immobiliare fa riferimento – spiega l’Executive Director Architect di CBRE – Stiamo cercando di promuovere sempre più la sensibilità degli investitori sull’importanza di investigare la proiezione del proprio comportamento in termini di emissioni di CO2 nel tempo. Ci saranno novità anche dal punto di vista europeo, con studi dedicati. Tuttavia non è ancora sufficientemente diffusa la mentalità che consideri questo continuo confronto con l’andamento della traiettoria relativa alle emissioni climalteranti. Speriamo accada, anche se occorrerà tempo».

Riqualificazione energetica e intelligenza: verso la direttiva 2018/844

Anche il ruolo incentivante fornito da strumenti finanziari dedicati, quali i mutui green, possono accelerare e incentivare edifici performanti e green. Serve però uno stimolo forte da parte del mondo politico: «nel pacchetto della Legge di Bilancio ci sono attenzioni su questo tema, ma occorrerà attendere le decisioni definitive del Governo prima di pronunciarci su questo tema. In ogni caso dalle banche c’è grande interesse: l’ABI – Associazione bancaria italia sta cercando di essere capofila del comportamento virtuoso e finanziario di questa nuova direzione del mercato».

Tutto lascia pensare la sostenibilità in edilizia, specie in termini di riqualificazione energetica profonda, possa essere considerata come elemento sempre più centrale, contemplando l’impiego pervasivo di tecnologie intelligenti. È quanto si auspica la direttiva 2018/844 sulla quale la Camera ha dato approvazione al ddl di delegazione europea 2018 che recepisce, tra le altre, proprio la direttiva sulle prestazioni energetiche in edilizia. Che spinta potrà offrire il suo recepimento, atteso a marzo 2020? «Penso che questa direttiva potrà giocare un ruolo fondamentale, ma dovremo attendere il prossimo anno e le decisioni che verranno prese in tal senso. Certo, le aspirazioni a livello europeo sono molto ambiziose», conclude Saccani.

Scritto da
Andrea Ballocchi