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PPA o Power Purchasing Agreement: cos’è e quali vantaggi porta

Scritto da
Gianluigi Torchiani
PPA o Power Purchasing Agreement: cos’è e quali vantaggi porta

La futura diffusione dell’energia rinnovabile passa non solo dagli investimenti e dalle normative di riferimento, ma anche da nuovi strumenti di natura contrattuale, che consentono di traguardare gli ambiziosi obiettivi previsti dai piani nazionali con maggiore facilità. In questo contesto, una formula che sta riscontrando una crescente attenzione è quella dei Power Purchase Agreement, meglio noti come PPA.

Cosa sono i PPA o Power Purchasing Agreement

In estrema sintesi, i PPA possono essere definiti come dei contratti a lungo termine che prevedono la fornitura di energia elettrica rinnovabile (eolico e fotovoltaico) a un determinato soggetto, di norma una grande azienda. Tramite questa formula, i produttori da fonti pulite organizzano la progettazione, l’autorizzazione, il finanziamento, l’installazione e la manutenzione di un impianto da fonti rinnovabili, vendendo l’energia generata al cliente a un prezzo fisso garantito per tutta la durata del periodo del contratto (in Italia di norma 5-10 anni, all’estero anche 20 anni), in genere inferiore a quello che potrebbe essere acquistato dalla rete elettrica. Ma quali sono le ragioni che spiegano la crescente diffusione dei Power Purchase Agreement?

I vantaggi dei PPA per produttori

Dal punto di vista del produttore da FER, questo tipo di contratto PPA può rappresentare un aiuto importante per l’ottenimento dei finanziamenti bancari che (quasi sempre) consentono la costruzione di impianti di grandi dimensioni. La presenza di una terza parte che si impegna ad acquistare per un buon numero di anni l’energia prodotta dall’impianto stesso, innalza indubbiamente l’indice di affidabilità agli occhi degli istituti di credito. In caso contrario, il finanziamento di impianti realizzati da gruppi Pure Renewables – privi della solidità delle top utility dell’energia – può risultare estremamente difficoltoso.

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PPA: quali benefici per i consumatori

Ma i vantaggi sono notevoli anche per il consumatore elettrico, ossia l’azienda che si impegna ad acquistare l’energia prodotta dagli impianti. In particolare, il PPA permette di pianificare a lungo termine le spese per l’energia elettrica, contribuendo (anche da un punto di vista dell’immagine) alla promozione delle fonti pulite, senza però sostenere gli ingenti costi legati alla costruzione delle installazioni. Inoltre, soprattutto per le imprese industriali, la disponibilità di energia verde assicurata dai PPA consente di sterilizzare il rischio di un’esplosione dei prezzi della CO2.

A cosa servono i PPA contro la crescita del prezzo della CO2

L’Europa attraverso il sistema ETS (Emission Trading System) stabilisce la quantità di CO2 massima che può essere emessa dalle industrie. Entro questo limite, le imprese possono acquistare o vendere quote di emissione – che  garantiscono appunto il diritto di emettere una tonnellata di CO2 – in base alle proprie esigenze. Il problema è che tutte le analisi di mercato indicano per i prossimi anni una forte crescita del valore della CO2, fenomeno che impone alle imprese industriali di fare il possibile per contenere le proprie emissioni. Un’opzione, naturalmente, è quella rifornirsi sempre più di energia verde per la copertura del fabbisogno.

In definitiva, nel settore energia i PPA abilitano uno scambio virtuoso: da una parte il produttore di energia rinnovabile ottiene contratti affidabili che assicurano la vendita dell’energia prodotta, convincendo così le banche a finanziare il proprio investimento. Il consumatore elettrico, invece, può contare su un contratto che lo mette al riparo dalle fluttuazioni dei prezzi dell’energia e, soprattutto degli obblighi riguardanti la CO2, senza effettuare investimenti particolari.

Come si forma il prezzo dei contratti PPA

Il costo dell’elettricità previsto nei contratti PPA energia deve naturalmente coprire i costi di produzione elettrica, ma non solo. Nel conto finale finiscono anche i costi di sbilanciamento, che vanno a coprire i “problemi” indotti dalla presenza di un impianto non programmabile al funzionamento delle Rete in una determinata area territoriale. Inoltre, bisogna considerare che gli impianti da fonti rinnovabile – per quanto grandi e performanti – non possono garantire la disponibilità di energia 24 ore su 24. Dunque, nei momenti di assenza della risorsa primaria (sole o vento) occorre acquistare energia dalla rete. Quando invece l’energia prodotta è in eccesso per il fabbisogno aziendale, può essere venduta dal produttore all’esterno, fattore che contribuisce ad abbassare il valore del prezzo fisso stabilito sul contratto.

In Italia, diffusione ancora limitata dei PPA

Nonostante tutti i vantaggi che abbiamo sinora elencato, i PPA risultano molto diffusi negli USA e nei Paesi nordici, ma molto meno in Italia, anche per l’assenza di una normativa di riferimento del tutto chiara (novità potrebbero però arrivare a breve grazie a un tavolo di  lavoro avviato da MISE e GSE e grazie alla piattaforma del Gestore dei Mercati Energetici). Esistono però anche altri problemi, che sono stati evidenziati anche dalla recente crisi del Covid-19, che ha portato verso il basso i prezzi dell’elettricità. Questa discesa, per il momento, ha reso poco convenienti i contratti PPA a prezzo fisso stipulati negli anni scorsi: per questo motivo le associazioni degli industriali richiedono l’introduzione di strumenti che permettano di coprire tale rischio nel termine, tutelando le imprese dalla discesa improvvisa dei prezzi dell’elettricità.

Power Purchasing Agreement: esempi virtuosi nell’industria

I progetti, comunque, non mancano di certo, soprattutto in un settore come quello siderurgico, chiamato nei prossimi anni a una forte avanzata verso la decarbonizzazione. Tra questi il gruppo Duferco, che alimenterà il suo nuovo laminatoio siderurgico totalmente con energia eolica, grazie a un contratto PPA decennale siglato con un investitore piemontese. Una strategia simile è stata adottata da un altro operatore del settore, Ori Martin, che grazie a un contratto PPA quinquennale dalla fine del 2020 già beneficia dell’energia solare prodotta da un campo fotovoltaico in Sardegna di 53 MW. In questo caso, in realtà, oltre ai due classici soggetti (produttore e acquirente), c’è anche una terza figura, quella del trader di energia, in questo caso DXT: l’energia elettrica immessa in rete dall’impianto fotovoltaico (circa 95 GWh/anno) viene acquistata e gestita da DXT, che remunera l’investitore rinnovabile – KGAL – a un prezzo fisso per 5 anni, garantendo quindi un costante flusso di cassa. ORI Martin acquista poi l’energia rinnovabile da DXT e la utilizza per alimentare la sua acciaieria. Una formula, che, tra l’altro, ha il vantaggio di slegare il PPA dalla vicinanza geografica agli impianti di produzione, permettendo così a un’industria bresciana di beneficiare dell’energia solare prodotta in Sardegna.

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Scritto da
Gianluigi Torchiani