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Finanziare interventi di efficienza energetica nelle PMI: il ruolo delle ESCo

Finanziare interventi di efficienza energetica nelle PMI: il ruolo delle ESCo

Per incentivare interventi di efficienza energetica nelle PMI e nelle imprese in generale il Governo ha approvato lo scorso 2 maggio dal Consiglio dei Ministri il “Decreto Aiuti”. Tra le misure a sostegno delle imprese italiane si attiva la garanzia del Fondo centrale di garanzia, nella misura massima del 90%, per “finanziamenti che realizzino obiettivi di efficientamento o diversificazione della produzione o del consumo energetici”.

In generale, è proprio l’efficienza a fornire un grosso aiuto alle imprese per affrontare i costi e i problemi connessi alla fornitura di energia. Le PMI italiane, si sa, pagano particolarmente cara l’energia i cui rincari sono stati pesanti. Come registra Confartigianato, nel primo trimestre di quest’anno, 1 kWh di energia elettrica, per la sola materia prima, costa a una micro impresa il 360% in più rispetto all’anno scorso e un metro cubo di gas naturale il 336% in più.

C’è bisogno di fare efficienza energetica e le opportunità incentivanti possono aiutare, ma occorre sapere come. Le ESCo, come vedremo, possono svolgere un ruolo importante.

È un tema quanto mai attuale su cui LUMI organizza, in collaborazione con Belimo, un webinar il prossimo 16 giugno. L’evento, patrocinato da AssoESCo, intende fare il punto della situazione sulle misure, gli incentivi, le soluzioni e i modelli per fare efficienza energetica.

Interventi di efficienza energetica nelle PMI: priorità per crescere

Le PMI costituiscono il tessuto produttivo prevalente in Europa, oltre che in Italia. La Commissione UE le ha definite la spina dorsale dell’economia europea, rappresentando il 99% di tutte le imprese nell’UE. Impiegano circa 100 milioni di persone. Più della metà del PIL europeo è generato dalle piccole e medie imprese e giocano un ruolo chiave nell’aggiungere valore in ogni settore dell’economia. Nel nostro Paese le micro imprese, ovvero quelle con meno di dieci dipendenti, costituiscono la stragrande maggioranza del tessuto imprenditoriale italiane: sulle 4,4 milioni di imprese complessive, il 95% è rappresentato dal comparto “micro”. Seguono le PMI, che sfiorano il 5% restante: il resto – minimo – è costituito dalle grandi imprese, ossia quelle con più di 250 dipendenti.

Quanto impatti il costo dell’energia oggi su di esse è difficile dirlo. Come affermato il Presidente di AssoESCo, Vittorio Cossarini:

“In questo momento l’attenzione è focalizzata sulla tempesta tariffaria causata dal caro energia e amplificata dall’esplodere della crisi geopolitica in Europa orientale. Le Istituzioni si stanno concentrando sulla diversificazione del mix energetico nazionale, per ridurre la dipendenza da un unico fornitore e sulla riduzione dell’aggravio finanziario per le imprese”.

Da uno studio svolto all’interno del progetto LEAP4SME, di cui parleremo in seguito, svolto su diversi Paesi partner, sono state riscontrate intensità energetiche medio-alte (valori tra 1.500 e 600 MWh/mn€) in Grecia, Polonia, Slovacchia, Croazia e Italia. Da qui ne consegue la necessità di interventi di efficienza energetica nelle PMI.

Interventi che devono fondarsi su tre aspetti prioritari: visione strategica, competenze specializzate e strumenti idonei a garantire una gestione ottimale.

Risparmio energetico una priorità incentivabile

Micro e piccole/medie imprese hanno un elevato bisogno di risparmiare energia ed è quindi un mercato di elevato potenziale. Possono accedere a incentivi pubblici per gli interventi di efficienza, ma il quadro, seppure ricco, è frammentato, diviso tra interventi statali e regionali, il cui accesso non è sempre agevole né di immediata comprensione.

«L’impatto è significativo in quanto stiamo parlando di realtà che impattano oltre il 50% dei consumi energetici totali», afferma Marcello Salvio, responsabile del Laboratorio DUEE-SPS-ESE di ENEA. L’agenzia è il riferimento nazionale per quanto riguarda l’efficienza energetica, «gestendo il meccanismo delle diagnosi energetiche che comprende un’aliquota di PMI obbligate, ovvero quelle energivore, e anche coordinando alcuni progetti UE e tavoli tecnici a livello internazionale per redigere le norme tecniche per le stesse diagnosi», spiega lo stesso Salvio. A tale proposito il 17 Maggio a Milano si è tenuto l’evento formativo organizzato nell’ambito delle attività del progetto LEAP4SME, con la presentazione degli schemi incentivanti nazionali, meccanismi di supporto per le PMI e l’efficienza energetica e altri schemi, incluse best practice a livello europeo. Il progetto, che vede tra i partner 9 agenzie energetiche europee, ha come obiettivo finale di proporre soluzioni efficaci e realistiche ai policy maker per stimolare l’efficienza energetica delle PMI partendo da un audit di buona qualità. L’acronimo del progetto rivela la finalità ultima: aiutare le PMI europee a sottoporsi ad audit energetici e attuare misure di efficienza energetica.

Inoltre, il 24 maggio a Roma si tiene la presentazione del Piano di Sensibilizzazione per l’efficienza energetica nelle PMI che vedrà ENEA impegnata in vari incontri e momenti formativi sull’intero territorio nazionale, con il coinvolgimento di Associazioni di categoria, Imprese, Enti locali ed esperti del settore.

Le barriere all’accesso a incentivi e finanziamenti

Riguardo alle misure incentivanti, ci sono barriere che pongono le aziende nelle condizioni di non adoperarle. I motivi sono diversi, a partire dalla poca conoscenza di esse, anche legate alla mancanza di conoscenza sulle tecnologie e sui professionisti – in primis ESCo, EGE ed energy manager – in grado di fornire un aiuto, alla complessità che le stesse misure pongono al loro accesso. Inoltre ci sono barriere economiche in termini di accesso al credito e di difficoltà a ottenere finanziamenti; la variazione dei prezzi energetici non ha fatto che peggiorare questa situazione, impattando negativamente sul bilancio energetico ed economico.

Le opportunità ci sono: ecco quali

Come superare questo momento è difficile dirlo. ENEA promuove le opportunità che interventi di efficienza energetica nelle PMI possano mitigare questi problemi. “Le possibilità di finanziamento non mancano certo,” specifica Claudia Toro, ricercatrice dell’Agenzia Nazionale.  «Alle misure “classiche” come i Certificati Bianchi, il Conto Termico o l’Ecobonus, che rappresentano le principali voci incentivanti per quanto riguarda l’efficienza energetica, in realtà poi ci sono varie misure, nate nel filone dell’innovazione delle imprese, dal piano Transizione 4.0 a Investimenti Sostenibili 4.0 al cui interno contengono la possibilità di ottenere incentivi o agevolazioni per interventi dedicati».

Queste misure in particolare, partendo dall’innovazione tecnologica oltre che delle competenze, possono avere effetti salutari sull’efficienza energetica. In particolare Transizione 4.0 permette di investire su beni strumentali e sulla formazione all’innovazione.

incentivi per l'efficienza energetica
Incentivi per l’efficienza energetica e l’innovazione per le PMI

Dal PNRR alle startup

Alcuni strumenti, come i Contratti di Sviluppo – PNRR, promossi da Invitalia, finalizzati a sostenere gli investimenti di grandi dimensioni nel settore industriale, agro-industriale, turistico e di tutela ambientale, richiedono investimenti sostanziosi (il minimo richiesto è di 20 milioni di euro) che però possono essere fatti tramite Contratti di Rete, tramite cui diverse PMI possono investire su un progetto di filiera. Per quanto riguarda Investimenti Sostenibili 4.0, misura cui è possibile fare domanda dal prossimo 18 maggio, tra le priorità che si pone contempla il miglioramento della sostenibilità energetica dell’impresa, con finanziamenti mirati per conseguire il risparmio energetico. È una misura interessante anche perché contiene anche acquisizione di certificazioni tra cui ISO 50001», evidenzia ancora Toro.

Altre misure dedicate esclusivamente alle PMI sono la Nuova Sabatini per acquisire beni strumenti, il Fondo di garanzia per le PMI nonché le misure dedicate per startup e piccole/medie imprese.

Il ruolo delle ESCo e delle associazioni

Energy Service Company e associazioni di categoria possono svolgere un’azione fondamentale per promuovere interventi di efficienza energetica per le PMI. «Le associazioni possono, anzi dovrebbero svolgere una funzione maggiore di traino e tramite tra legislatore e utenti finali. Gli strumenti incentivanti ci sono, ma se fossero veicolati in maniera più pervasiva alle imprese ci sarebbe una maggiore conoscenza degli strumenti e anche una più ampia diffusione di buone pratiche, attuabili grazie a ESCo ed EGE, il cui ruolo è fondamentale specie come medium tra imprese e progetti/tecnologie», osserva Salvio. Anche il ruolo corporativo o distrettuale può essere utile per incentivare l’adozione di misure dedicate. «Le associazioni di categoria o le stesse Camere di Commercio potrebbero aiutare le ESCo creando le occasioni di informazione e di contatto utili per raggiungere le imprese, soprattutto quelle piccole», aggiunge Toro.

Giornalista freelance specializzato in tecnologia e in modo particolare in tematiche che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura: smart energy, smart building, smart city.