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Smart arena, ecco gli stadi intelligenti per la smart city

Smart arena, ecco gli stadi intelligenti per la smart city

Lo stadio sta cambiando pelle. E lo sta facendo in modo profondo, pronto a figurare tra gli edifici smart in una città altrettanto intelligente, entrando in relazione con il contesto urbano, proprio come gli smart building. Accade già nel mondo: a Barcellona, per esempio, dove il Camp Nou di Messi & C. è sottoposto a un sensibile restyling; è già avvenuto a Manchester, per il City degli sceicchi, dove è sorto l’Etihad Stadium, un impianto moderno, in grado di coniugare funzioni residenziali e ricreative. Lo stesso è accaduto a Monaco, all’Allianz Arena, sede del Bayern. In tutti e tre i casi entra in gioco Arup, che è impegnata in tutto il mondo a trasformare gli stadi in smart arena, connessi con le smart city.

Lo stadio, punto di incontro dell’integrazione

Arup è una realtà internazionale di oltre 14 mila dipendenti presente in 33 paesi con 90 uffici in tutto il mondo. È una società indipendente composta da progettisti, architetti, pianificatori, ingegneri, consulenti e tecnici altamente specializzati che lavorano su ogni aspetto dell’ambiente costruito.

Dal 1946, anno della sua fondazione, a oggi, ha contribuito alla realizzazione di alcuni dei progetti più ambiziosi del mondo: dal ponte più lungo al mondo (55 km) in Cina a CityLife a Milano, dal porto di Melbourne al completamento della Sagrada Familia a Barcellona.

Di fronte a tutte queste opere così diverse, la smart arena è una sfida assai ambiziosa, a livello progettuale, che richiede un team e un approccio multidisciplinare, un’integrazione di competenze e di tecnologia. Anche se, specifica Gianmichele Melis, direttore associato e responsabile business development, «per noi la tecnologia e il digitale, in particolare, non è un fine, ma è un mezzo con cui sviluppare il progetto. Ed è proprio nello stadio che si esemplifica in maniera quanto mai chiara».

Lo stadio è uno degli ambiti in cui Arup ha iniziato a prestare servizi di architettura, declinato nello specifico aspetto di sport architecture «proprio perché la componente tecnica, oltre che tecnologica di progettazione è fondamentale. La nostra estrazione ingegneristica ha qui trovato uno sbocco naturale», prosegue. Arup Italia ha firmato i progetti per gli impianti del Milan (in zona Portello), della Roma e della Fiorentina.

stadio smart sezione e servizi
Progetto stadio smart con l’elenco dei servizi attivabili

Come si progetta uno stadio: BIM e digital twin

Lo stadio, spiega David Hirsch, associato del team di architettura di Arup Italia «è una macchina assai complessa, dietro a un tratto grafico che può apparire semplice a prima vista. Concilia funzionalità, tecnologia ed estetica, ma deve creare un certo tipo di atmosfera, saper coinvolgere lo spettatore».

Per raggiungere il risultato entra in gioco un certo tipo di progettazione, sviluppata sulla modellazione parametrica digitale, a partire dal disegno del catino, il cuore dello stadio. «Ma non ci si deve dimenticare che l’infrastruttura ha uno stretto rapporto con il contesto circostante, avendo un impatto sensibile sul territorio», segnala Melis. Quindi, aggiunge Hirsch «la progettazione deve anticipare e rendere possibili aspetti difficilmente demandabili alla tecnologia.

Se il progetto nasce già con una chiara definizione delle funzionalità e servizi, è già da considerare smart, ovvero in grado di rispondere alle esigenze, anticipare le sfide e trovare soluzioni adatte per semplificare o risolvere possibili problemi successivi».

Oltre al Building Information Modelling (BIM) nella modellazione degli stadi del futuro è parte integrante il digital twin: il “gemello digitale” permette già in fase di progettazione di testare le specifiche dello stadio, simulando possibili scenari e successivamente di seguire virtualmente l’evoluzione e la gestione.

L’IoT in aiuto allo spettatore

Le applicazioni smart previste per le smart arena sono in divenire. Nel progetto dello stadio è ormai superfluo immaginare spazi per le biglietterie: basterà lo smartphone.

Nel contesto di innovazione tecnologica l’Internet of Things svolge la propria parte: «è già possibile migliorare e personalizzare l’esperienza dell’utente fin dal suo avvicinarsi allo stadio attraverso funzionalità che dalla migliore circolazione stradale porti a modalità di smart parking, trovando così il miglior accesso in funzione del posto occupato nell’arena. Ma si possono già immaginare servizi che permettano di orientarsi, una volta dentro, dove c’è meno coda, permettendo di ottimizzare i tempi mediante app mobile. Uno strumento che, tra l’altro, rende possibile un maggiore coinvolgimento, in termini di entertainment e di user experience durante l’evento sportivo».

Dato che sono edifici intelligenti, anche gli stadi l’attenzione all’efficienza energetica è parte integrante. «Sistemi di gestione come il BMS (Building Management System) sono una componente imprescindibile già a livello progettuale», sottolinea Melis.

Il rapporto con la smart city

Gli stadi, quindi, stanno cambiando, prevedendo anche spazi e fruizioni per l’ambito commerciale o ludico e contemplando anche diversi tipi di utenza: lounge, sky box, spazi in grado di rendere l’impianto fruibile tutto l’anno anche per eventi commerciali. Dei veri e propri smart spaces, capaci di rispondere e di adattarsi alle esigenze di chi li occupa.

Inoltre, sta evolvendo il rapporto tra stadio e città. «Solo 30 anni fa era una infrastruttura periferica, oggi il concetto di periferia è mutato – concludono i due interlocutori Arup – Gli impianti sono facilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, una tendenza che sarà ancor più spiccata nel futuro. La possibilità di creare spazi fruibili in giorni e occasioni diverse dalla partita di calcio lo rende ancor più parte integrante del contesto cittadino. Quindi, ci sono tutti i presupposti perché si apra alla città: uno spazio intelligente in un contesto di smart city», conclude Melis.

Scritto da
Andrea Ballocchi