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Il lighting design nel museo: casi di eccellenza

Il lighting design nel museo: casi di eccellenza

Se parliamo di progetti di lighting design per il museo e di illuminazione di opere d’arte, i casi di eccellenza abbondano. Non soltanto perché c’è sempre stata un’altissima attenzione da parte di committenti e architetti verso questa tipologia di applicazione. Negli ultimi anni, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie, gli studi internazionali di LD hanno realizzato progetti davvero innovativi e coinvolgenti.
In questo articolo vogliamo segnalarvene qualcuno…

Quando vince il contrasto e lo spazio si annulla: il German Ivory Museum

Per valorizzare le sculture in avorio del Germany Ivory Museum, situato presso il Palazzo Erbach in Germania, lo studio di lighting design LKL – Licht Kunst Licht, in collaborazione con gli architetti Sichau & Walter Architekten BDA, ha dato vita a un concept straordinario.

Utilizzando il nero come colore portante, il concetto espositivo si è liberato dall’involucro dell’edificio presentando la collezione in stanze oscuranti dipinte in antracite. In uno spazio praticamente annullato, l’unica cosa che balza allo sguardo sono le vetrine, connesse tra loro da un filo di luce rossa. Come cubi di vetro luminosi, le vetrine presentano la parte inferiore leggermente smerigliata e dotata di illuminazione laterale, nascosta nella base. In questo modo, il vetro assume una luminosità delicata che avvolge gli oggetti come una nebbia. Così, le statuette sembrano emergere dalla nebbia suscitando un forte impatto emotivo e suggestivo sul visitatore.

Il progetto di illuminazione e lighting design nel museo tedesco dell'avorio
Progetto di lighting design per il German Ivory Museum – Credits: LKL – Licht Kunst Licht

Nel complesso, i lighting designer hanno sottolineato lo scenario espositivo contrastante attraverso l’uso di sorgenti di luce miniaturizzate, nascoste e prive di abbagliamenti.

Il progetto di lighting design di LKL ha ricevuto diversi riconoscimenti internazionali, come lo IALD Award e il Codega Award nel 2017.

Esperienze immersive grazie alla luce per il Museo Lavazza

Non è la prima volta che sottolineaimo come la luce, integrata con altre tecnologie audio-video, possa coinvolgere ed emozionare il visitatore creando un ambiente immersivo e un’esperienza unica.

Il progetto creato per il Museo Lavazza di Torino dallo studio di lighting design inglese Michael Grubb, in collaborazione con i designer Ralph Appelbaum Associates (RAA), è un bell’esempio in questa direzione. Il Museo è infatti un viaggio sensoriale attraverso la cultura del caffè, esplorato attraverso la storia di 120 anni della famiglia Lavazza. Durante il percorso, i visitatori possono annusare, toccare e gustare la produzione del caffè “dal chicco alla tazza”, conoscere le tradizioni del caffè e le collaborazioni creative che hanno distinto Lavazza.

Il drammatico crescendo del percorso del Museo culmina nella celebrazione dell’Universo di Lavazza con un’installazione immersiva alta sette metri che avvolge i visitatori nelle nuvole e in uno sconfinato cielo blu notte. Si tratta di uno spazio multimediale a 360 gradi da sogno, un mondo fantastico dell’immaginazione e della creatività di Lavazza che coinvolge offrendo la possibilità di interazione. I visitatori possono raccogliere e condividere informazioni digitali e ricordi della loro esperienza e attivare film profondi ed emotivi, proiettati su una “tenda” permeabile, con tracce sonore emotive e giocose che amplificano l’esperienza.

Il progetto di illuminazione del Museo Lavazza sala immersiva
Una delle sale immersive del Museo Lavazza – foto credits: Andrew Lee per Michael Grubb

La luce è armoniosamente architettata per seguire questo percorso, esaldandone gli aspetti più innovativi ed emozionali e integrandosi perfettamente con le altre tecnologie multimediali con risultati davvero di impatto.

A Firenze, luce drammatica per esaltare le opere d’arte

Il Museo della Cattedrale, nel cuore di Firenze, ospita la più grande collezione al mondo di sculture del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. Il nuovo percorso museale realizzato dal lighting design italiano Massimo Iarussi si snoda in una successione di colpi di scena, di cui la luce è il complemento naturale. La Sala del Paradiso è il fulcro della mostra: ospita il modello a grandezza naturale dell’antica facciata della Cattedrale, smantellata nel 1587, dove le sculture sono state collocate nella posizione in cui sono state concepite. La mostra rievoca l’ambiente esterno della Piazza di fronte al Duomo. La luce diffusa proveniente dai lucernari (naturali o artificiali quando necessario) evocando la luce della volta del cielo. Allo stesso tempo si combina con la luce d’accento che dà rilievo alle sculture, simulando la luce diretta del sole.  In tutto il percorso museale la luce viene utilizzata per attirare l’attenzione dei visitatori.

illuminazione della Maddalena di Donatello al Museo del Duomo di Firenze
Illuminazione drammatica della Maddalena di Donatello al Museo del Duomo di Firenze – credits: Massimo Iarussi

Ad esempio, una luce drammatica con forti contrasti enfatizza il viso sommerso e i muscoli della stupefacente Maddalena di Donatello.

Il progetto si è aggiudicato il premio Codega Award nel 2016.

Lighting design nel museo: armonia prima di tutto

La Galleria Sir Joseph Hotung di 115 metri di lunghezza è la galleria più lunga del British Museum dove vengono esposte le collezione di antichità cinesi e dell’Asia meridionale del lord inglese. Qui, lo studio di lighting design ZNA ha realizzato uno schema illuminotecnico che potesse esaltare la bellezza dell’architettura classica, delineando lo spazio tra periodi e temi. L’area centrale attorno all’oculo ospita i visitatori che si riuniscono prima di entrare nella galleria. Quest’area è caratterizzata da un’atmosfera più luminosa, un’atmosfera più aperta e accogliente con una vista significativa su entrambe le parti della galleria.

Visione della Galleria Sir Joseph Hotung del British Museum
Il progetto di lighting design di ZNA per la Galleria Sir Joseph Hotung del British Museum – credits: ZNA

Il sistema ha previsto la sostituzione dei corpi illuminanti presenti con proiettori a LED con CRI alto e accessori per il controllo dell’abbagliamento. Sono stati usati poi importanti equilibri con la luce naturale presente per rispettare l’apporto luminoso delle finestre e dare un senso di apertura e ariosità.

Shine of Siena: human centric lighting nel museo

Un innovativo progetto illuminotecnico, firmato dallo studio di lighting design Consuline, ha dato nuova luce alle opere custodite nel Museo Civico di Siena e in particolare alla “Maestà” di Simone Martini.

Il progetto si è basato sul “Metodo Monza” che prende il nome dal primo progetto illuminotecnico al quale è stato applicato, a Monza, per la illuminazione dei cicli pittorici dedicati alla Regina Teodolinda. Questo metodo, attraverso la sapiente  sovrapposizione di luci a gradazione spettrale diversa provenienti da direzioni diverse produce un grande impatto emotivo nei visitatori. Seguendo i principi dello Human Centric Lighting, le variazioni della luce sono appena percettibili agli occhi ma vengono colte a livello subliminale dal cervello stimolando interesse e meraviglia. Attraverso l’utilizzo di un sistema di controllo intelligente, poi, le variazioni di intensità e temperatura colore sono gestite da remoto permettendo di modulare ulteriormente l’illuminazione.

Illuminazione della Maesta di Simone Martini a Siena
Progetto di lighting design e applicazione Monza Method per la Maestà di Simone Martini a Siena

Per capire realmente i benefici di questo approccio illuminotecnico, che riproduce il variare dell’illuminazione naturale nell’arco delle 24 ore sull’opera d’arte, potete vedere il video sottostante (fonte: Casambi – convegno sullo smart lighting a LUMI Expo 2018).

Scritto da
Laura Baronchelli