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Il bosco entra in ufficio. Edison, un progetto di human centric lighting

Il bosco entra in ufficio. Edison, un progetto di human centric lighting

Portare e ricreare un bosco in un ufficio. È quanto ha fatto l’architetto Cristiana Cutrona dello studio Revalue in collaborazione con i lighting designer Francesco Iannnone e Serena Tellini per la sala contrattazione di Edison nel centro di Milano. Un progetto architetturale e illuminotecnico che ha dell’incredibile ma che sposa un approccio “human centric”, fortunatamente sempre più diffuso, ovvero un nuovo modo di pensare e progettare gli spazi in base alle esigenze e soprattutto al benessere dell’uomo.

Human centric lighting per ambienti di lavoro adattivi e innovativi

Tutto è partito da un’installazione commissionata allo studio Revalue dal Salone del Mobile nel periodo 2015-2017 e intitolata “A joyful sense at work – il senso felice del lavoro”.
Un progetto multidisciplinare il cui obiettivo era quello di rappresentare un nuovo concetto di ambiente di lavoro che rispondesse a tre esigenze: la creatività, la collaborazione e la concentrazione. Un luogo di lavoro contemporaneo che non doveva essere fisso e statico ma, anzi, doveva potersi adattare all’uomo e alle sue necessità.

Da qui è partita una stretta collaborazione con i lighting designer Francesco Iannone e Serena Tellini di Consuline che ha condotto a una riflessione sul significato di benessere in ufficio e sulla correlazione tra illuminazione e stato psico-fisico/umore dell’uomo.

L’idea alla base del progetto ce lo spiega Serena Tellini: “Quando siamo veramente felici? Quando siamo sincroni con la natura. E poiché la luce naturale varia, come spettro, colore e intensità, ogni 4 secondi, non possiamo essere felici vivendo chiusi in un ambiente interno con un’illuminazione artificiale statica”.

Gli studiosi hanno verificato che la luce è strettamente correlata allo stress e allo stato di benessere delle personeha detto ancora il lighting designer – La luce è l’innesco per l’amigdala (ndr. ghiandola del cervello che gestisce le emozioni) e di conseguenza per sensazioni quali la felicità o il panico”.

Ecco quindi che, nell’intervento di lighting design per gli uffici di Edison, è stata adottata una soluzione all’avanguardia in grado di riprodurre la luce naturale all’interno dello spazio e armonizzandola al ritmo circadiano, ovvero il ritmo di 24 ore che la luce impone al nostro orologio biologico (approccio human centric lighting).

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Un approccio multidisciplinare per creare smart spaces a misura d’uomo

L’architetto Cutrona ci ha invece spiegato qual è stato l’approccio da cui si è partiti per questo importante intervento:
“Il punto di partenza era legato a un problema tecnico-funzionale ben preciso, ovvero al fatto che all’interno dello spazio di Edison la gente viveva male e c’erano precise lamentele da parte dei sindacati. Gli aspetti negativi da risolvere erano essenzialmente tre: il microclima, l’acustica e l’illuminazione”.

Serviva quindi un approccio multidisciplinare, attraverso un team di lavoro, che prendesse in esame tutti gli aspetti dello spazio integrando nuove tecnologie e soluzioni innovative. Acustica, luce, comfort ambientale, multimedia sono tutti aspetti che vanno presi in considerazione fin da subito nella progettazione di smart spaces e così è stato fatto.

Inoltre, come ha spiegato l’architetto, per affrontare il progetto serviva superare l’aspetto funzionalistico.
Se nella disposizione del layout, prima si partiva dal presupposto che le persone si dovevano spostare di spazio in spazio a seconda dell’attività che dovevano svolgere (riunione, postazione Pc ecc.), ora invece bisogna partire dalla considerazione dell’istante. Sono gli spazi a doversi adattare all’uomo e alle sue esigenze, anche sul posto di lavoro. Oggi è importante proporre un “modello adattivo” degli ambienti di lavoro. Lo spazio deve diventare flessibile e muoversi con le persone, mentre gli oggetti possono spostarsi in modo da riconfigurare l’ambiente e adattarlo alle singole esigenze.

Come dichiarava Popper: “Dobbiamo passare dalla lettura agli orologi (mondo deterministico) alla lettura delle nuvole (imprevedibilità)”.

Dal concept alla realizzazione

L’obiettivo del progetto di Edison era quello di far stare bene le persone riproducendo l’illusione di un ambiente naturale all’interno di uno spazio di 1000 mq, un open space in cui lavorano 200 persone. Prima l’ambiente era grigio, poco accogliente, molto rumoroso e aveva tante lampade fluorescenti che di certo non conducevano a uno stato di benessere.

L’idea di portare un bosco in ufficio ha rappresentato una grande sfida ma ha portato a risultati sorprendenti.
“Abbiamo organizzato dei sistemi molto sofisticati perché funzionassero anche in modo subliminale e portassero ad avere delle azioni istintive, ovvero il riconoscimento di un ambiente che ci appartiene (vivere nella natura) – hanno spiegato ancora Francesco Iannone e Serena Telllini – l’impatto è molto profondo ed è legato a un continuo cambiamento dello spettro della luce e dalle ombre che vengono riprodotte in modo naturale”.

L’intervento di human centric lighting è stato realizzato in uno spazio alto, sovrastato dalla grande vetrata colorata, per ricreare una situazione di illuminazione che potesse bilanciare i livelli di illuminamento naturale dati dalle diverse ore del giorno e della sera, ma anche dal ritmo delle stagioni. Viene ricreato un mutamento degli spettri luminosi ogni 8 o 32 minuti così come in ogni stagione succede qualcosa. Inoltre, vengono programmati temporali o altre condizioni meteo.

Un lavoro scientifico, che ha visto il posizionamento di proiettori oltre la cupola che, opportunamente controllati da un sistema di illuminazione smart, ripropongono le ombre che il nostro corpo riesce a percepire come mutamento naturalistico.

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Mentre gli alberi e le foglie si muovono, ma sono anche dei pannelli fonoassorbenti in grado di attutire i rumori di un open space così grande.
Il verde è stato distribuito anche per nascondere impianti e rendere invisibile gli apparecchi.
Come scelta dei corpi illuminanti è stata data vita a una certa complessità di sorgenti e corpi illuminanti, come LED lineari e sorgenti puntuali, tutti rigorosamente in tunable white.

“Quando abbiamo visitato lo spazio prima dell’intervento regnava il caos – ha detto ancora Cristiana Cutrona – oggi, invece, entrando in questo ufficio si possono osservare due atteggiamenti da parte delle persone: un respiro profondo che corrisponde a un senso di benessere e l’abbassamento dei toni della voce che avviene spontaneamente…”.

Si può quindi dire che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.

Scritto da
Laura Baronchelli