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Fonti rinnovabili e trigenerazione: così ridurre la CO2 è possibile

Fonti rinnovabili e trigenerazione: così ridurre la CO2 è possibile

Fonti rinnovabili e trigenerazione possono fornire un contributo essenziale per ridurre le emissioni di CO2. È uno obiettivo di vitale importanza fissato anche nell’accordo di Parigi, sottoscritto dalla UE e dai Paesi membri. L’Italia, come gli altri, si dovrà impegnare a centrare il traguardo del -55% da qui al 2030. Come riuscirci è la questione centrale. Se si considera che la concentrazione di CO2 in atmosfera non è mai stata così alta da 800mila anni a questa parte, quando secondo gli studi sulle carote di ghiaccio mostrano che le concentrazioni di CO2 sono rimaste tra 180 e 290 ppm, oscillando intorno a 280 ppm per circa 10.000 anni prima della rivoluzione industriale. Oggi viaggiamo su livelli superiori ai 400 ppm. Il 2020 è stato anche l’anno che ha toccato il record per quanto riguarda il riscaldamento globale.

L’alternativa è vivere in maniera decisamente più sostenibile e una delle possibilità è puntare alle fonti energetiche rinnovabili e di lavorare alla carbon neutrality, obiettivo atteso al 2050. Per centrare questo obiettivo tutti gli attori che possono fare la propria parte, devono farla. Servono anche esempi cui ispirarsi. Uno è l’Aeroporto militare di Cameri (Novara). Si tratta di un aeroporto militare storico: inaugurato nel 1910, fu ricostruito dopo il 1945 e oggi è sede del Reparto manutenzione velivoli, occupandosi tra l’altro della manutenzione degli Eurofighter Typhoon, oltre che base d’appoggio per il collaudo degli elicotteri Agusta e per produrre gli F-35. È sviluppato su 400mila metri quadrati. Insieme a Torino e Caselle Torinese, ospita circa 4000 addetti.

Qui è stato realizzato da parte di Carbotermo un impianto che coniuga trigenerazione e rinnovabili, capace di produrre energia elettrica e termica e provvedere ai bisogni di riscaldamento e raffrescamento del complesso. Grazie alla combinazione virtuosa, è stato possibile ottenere risultati eccellenti. Uno per tutti: «complessivamente ogni anno sono 3053 le tonnellate di emissioni evitate di CO2», ha messo in evidenza Andrea Toselli, ingegnere e tecnico specialista energie rinnovabili della società milanese in occasione di un webinar organizzato da LUMI, in collaborazione con Key Energy.

Fonti rinnovabili e trigenerazione: l’esempio di Cameri

La configurazione impiantistica adottata all’Aeroporto di Cameri è una combinazione tra fonti rinnovabili e trigenerazione. Essa è composta sostanzialmente da 4 sezioni: una sezione di produzione di energia termica, una sezione di produzione di energia frigorifera, una sezione di produzione di energia elettrica e una rete di teleriscaldamento.

Lo stato di fatto ante operam nel sedime dell’aeroporto di Cameri prevedeva la sostituzione di 41 centrali termiche alimentate a gasolio di potenza totale di 19.895 kW per riscaldare un volume di 400mila metri cubi, puntando su una rete di teleriscaldamento / tele raffrescamento che si sviluppa per 17 km.

«La nuova centrale è composta da una sezione cogenerativa alimentata a gas metano, una sezione di produzione di acqua refrigerata per condizionamento alimentata dal calore di recupero del processo cogenerativo (convertita da assorbitori), da una sezione termica alimentata a cippato di legna e da una sezione termica di riserva alimentata a gas metano. L’installazione dell’impianto ha consentito di conseguire una significativa riduzione delle emissioni di CO2 dovuta alla sostituzione della quota di combustibile fossile con fonti rinnovabili (qual è, appunto, il cippato di legna) o ad alta efficienza, qual è la combinazione tra condensazione a gas metano e cogenerazione».

Carbotermo areoporto militare cameri Cogeneratore
Carbotermo Areoporto militare di Cameri – immagine di uno dei Cogeneratore

L’impianto dell’aeroporto e i risultati ottenuti

In particolare, per l’impianto combinato di trigenerazione e rinnovabili, si sono impiegati due cogeneratori da 1189 kW per la produzione di energia elettrica e per la produzione di energia termica dal recupero da cogeneratori.

La sezione di produzione di energia termica da biomassa è costituita da un generatore a cippato da 3,2 MW, mentre la sezione di riserva di produzione d’energia termica da gas metano conta su due generatori a gas metano da 2,7 MW ciascuna. Infine, per produrre energia frigorifera si sono installati due gruppi frigo ad assorbimento, ognuno dei quali della potenza di 860 kW, e due torri evaporative. In totale si arriva a una potenza elettrica totale installata di 2378 kW, mentre la potenza termica totale installata raggiunge 11.056 kW.

«Grazie a questa soluzione tecnologica è stato possibile evitare emissioni pari a 526 tonnellate di CO2/anno con l’elettricità prodotta da cogenerazione. Per quanto riguarda l’energia prodotta da biomassa sono 2527 le tonnellate di anidride carbonica annue evitate», spiega Andrea Toselli, di Carbotermo.

Sul motivo della scelta sul cippato di legno è la stessa azienda a spiegarlo. I vantaggi rispetto ad altre biomasse e oli vegetali sono molteplici e questo qualifica il nostro impianto soprattutto in termini di sostenibilità ambientale. In estrema sintesi la scelta del cippato di legno, rispetto agli oli vegetali, trova come punti di forza una riduzione nell’uso di fertilizzanti, fitofarmaci e diserbanti.

La realizzazione dell’impianto di Cameri è solo uno degli esempi di applicazione della filosofia di Carbotermo. Negli ultimi 15 anni la società ha deciso di investire sulla riqualificazione energetica e sulle rinnovabili. In Italia, nel 2020 su 54 Mtep di consumi di energia termica, quasi un quinto (19,7%) è stato coperto da FER. Il 68,9% del totale da biomassa solida, il 25,8% da pompe di calore, il resto da rifiuti, solare, geotermia e biogas.

Giornalista freelance specializzato in tecnologia e in modo particolare in tematiche che hanno un impatto significativo sulla vita quotidiana e su quella futura: smart energy, smart building, smart city.