Cerca
  • Energia
  • Scenario

Le smart grid nel Piano energetico nazionale

Le smart grid nel Piano energetico nazionale

Nel processo generale di evoluzione del sistema energetico, le smart grid costituiscono un elemento fondamentale. La continua spinta degli investimenti, testimoniata da molte ricerche, è suffragata anche dalle attività di R&D che sono in pieno sviluppo. Ne fa fede lo studio “Smart Grid projects outlook”: esso enumera in Europa 950 progetti di ricerca e sviluppo e di dimostrazione delle reti intelligenti, per un totale di circa 5 miliardi di euro di investimenti.

L’Italia si è posta all’attenzione in quest’ambito assumendo un ruolo di co-leadership, insieme a India e Cina, nello sviluppo delle reti intelligenti. Un’attività che ha portato alla costituzione dell’iniziativa ISGAN (Implementing Agreement for a Co-operative Programme on smart grids) in ambito Agenzia Internazionale dell’Energia. Questo suo ruolo è evidenziato nel Pniec – Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, la cui bozza è in approvazione, ma che si pone obiettivi ambiziosi e che ancora sono allo studio per essere ulteriormente ritoccati verso l’alto. Ed è in tale contesto che le reti intelligenti trovano spazio all’interno del documento.

Piano energetico nazionale, cos’è

Il Piano nazionale energia e clima delinea politiche e misure per raggiungere gli obiettivi europei al 2030. Come spiega il Ministero dello Sviluppo economico, esso si struttura in cinque linee d’intervento, che si svilupperanno in maniera integrata:

“dalla decarbonizzazione all’efficienza e sicurezza energetica, passando attraverso lo sviluppo del mercato interno dell’energia, della ricerca, dell’innovazione e della competitività”.

Smart grid al centro della transizione energetica

La transizione energetica tiene in debito conto l’innovazione tecnologica e soluzioni quali le smart grid. Le reti intelligenti – specifica sempre la bozza del Piano – saranno un tema “dominante per i prossimi decenni”, in grado di agevolare non solo i piccoli produttori, ma anche le grandi aziende. Le motivazioni sono chiare:

“la disponibilità di una rete in cui tutti i dispositivi comunicano tra di loro fornirà a software dotati di intelligenza artificiale una quantità di informazioni adeguate a predire adeguatamente la domanda di energia. L’utilizzo sempre più diffuso di tali tecnologie pone, tuttavia, una serie di interrogativi giuridici che costituiranno un ostacolo al pieno e completo sfruttamento delle relative potenzialità.”

Le reti intelligenti saranno altrettanto importanti nell’intento di costruire un sistema energetico resiliente e affidabile. In questo senso trova, nella considerazione generale, “la promozione dello sviluppo di micro grid e smart grid per favorire l’autoproduzione ad alta efficienza di comunità urbane e distretti industriali, nel rispetto della sicurezza del sistema”.

Reti intelligenti per una prospettiva a lungo termine

Certo, oltre a esse, ci sarà bisogno di promuovere in tutti i settori, le migliori tecnologie disponibili per la gestione dell’efficienza energetica e anche di migliorare l’interconnessione con le reti europee per compensare il ricorso a fonti rinnovabili discontinue.

Ci sarà altrettanto bisogno di contare su un mix energetico in grado di garantire la capacità di adattamento a situazioni climatiche estreme per mantenere la continuità delle forniture di energia. La considerazione è quanto mai attuale, visti gli effetti dei cambiamenti climatici che causano eventi violenti e, purtroppo, sempre più frequenti.

Nello stesso piano energetico nazionale si fa riferimento alle reti intelligenti anche quando si parla di opportunità di definire una strategia a lungo termine (almeno fino 2030), creando “le condizioni di sistema affinché la partecipazione dell’industria e dei centri di ricerca pubblici e privati italiani ai futuri programmi di ricerca previsti sia dal SET Plan / Horizon Europe che da Mission Innovation sia più ampia e meno frammentata, arrivi a proporsi efficacemente per un ruolo più incisivo e raccolga maggiori successi di quanto non sia avvenuto in passato”.

I principali obiettivi intendono: presidiare e sviluppare tecnologie di prodotto e di processo essenziali per la transizione energetica; favorire l’introduzione di tecnologie, sistemi e modelli organizzativi e gestionali funzionali alla transizione energetica e alla sicurezza.

In questo secondo aspetto, oltre all’importanza di applicare tecnologie avanzate, tra cui l’Internet of Things per migliorare la sicurezza e la resilienza delle reti, si sottolinea la necessità di continuare l’impegno nell’ammodernamento delle reti elettriche, anche in Bassa Tensione, in un’ottica di smart grid. “La crescita della generazione distribuita richiede, infatti, una vera e propria trasformazione delle reti di distribuzione e delle relative modalità gestionali”, con l’ammodernamento sia della componente hardware che software.

 

Scritto da
Andrea Ballocchi