Cerca
  • Energia
  • Casi di successo

Smart grid per la smart city, l’esempio parte dal borgo

Smart grid per la smart city, l’esempio parte dal borgo

Prove tecniche di smart grid comunale. Accade a Benetutti, paese di 1850 abitanti in provincia di Sassari dove è stato avviato un progetto che porterà alla realizzazione di una rete intelligente sull’intero territorio cittadino. È forse il primo caso in Italia: conterà su un’infrastruttura in grado di fornire energia elettrica sufficiente a colmare il fabbisogno energetico di tutti gli abitanti e verrà alimentata esclusivamente con fonti rinnovabili, combinando infrastrutture energetiche e IT. Un perfetto esempio di applicazione “dal basso” del concetto di smart city.

Benetutti tra i Comuni Rinnovabili d’Italia

Il progetto, che è valso al Comune sardo il riconoscimento di Legambiente e l’inserimento tra i “Comuni Rinnovabili” (il report è scaricabile) è stato sviluppato grazie a una collaborazione con la Regione Sardegna e la società Sardegna Ricerche. Il suo avvio è stato reso possibile dal fatto che Benetutti ha conservato la gestione comunale della rete di distribuzione. «Per concessione governativa la rete è gestita dall’ente comunale, come municipalizzata pubblica. Inoltre, la produzione da rinnovabili all’interno del territorio, risulta essere quasi in pareggio col consumo: da qui sono emerse le condizioni ideali per avviare un progetto di gestione energetica di cui beneficiassero non solo i proprietari degli impianti, ma tutti i cittadini». Lo spiega Alfonso Damiano, docente di Ingegneria industriale e dell’Informazione dell’Università di Cagliari, nonché responsabile scientifico del Progetto Complesso di Sardegna Ricerche “Reti intelligenti per la gestione efficiente dell’energia, attuato nell’ambito dell’attuale programmazione comunitaria dei fondi PO FESR della Regione Sardegna.

Perché la smart grid comunale è possibile a Benetutti

Il Comune sassarese ha la proprietà dell’intera infrastruttura, che comprende cabine, reti in Media e Bassa Tensione. Tutti elementi che possono permettere al paese di mettere in pratica una energy community. Sul territorio comunale sono presenti più di cento impianti fotovoltaici pari a una potenza installata di 1,5 MW, segnala la stessa Legambiente aggiungendo che:

“Il Comune ha installato sui tetti degli edifici comunali diversi impianti fotovoltaici: tre impianti su tre scuole per una potenza complessiva di 53,12 kW, la cui energia prodotta garantisce circa il 20% di copertura del fabbisogno elettrico, altri 10 impianti fotovoltaici sono stati installati su abitazioni ERP per complessivi 78 kW. L’energia prodotta in questo caso soddisfa il 25% dei consumi delle abitazioni stesse. Inoltre sul territorio comunale sono presenti circa 30 impianti di solare termico per un’estensione complessiva di 65 mq.”

Un progetto di rete intelligente e green

Spiega Damiano che il progetto s’inserisce all’interno del piano energetico ambientale della Sardegna, «che ha una situazione delicata, con una produzione di energia da fossili prevalentemente basata su carbone e olio combustibili» e con una penetrazione di fonti rinnovabili significativa, prevalentemente fotovoltaico ed eolico. Nonostante più della metà dell’energia utilizzata sull’isola derivi da fonti rinnovabili, sottolinea il docente, la mancata trasformazione del sistema elettrico ha richiesto che le centrali fossili dovessero continuare a funzionare per mantenere in esercizio e in sicurezza il sistema energetico elettrico regionale. «Quindi, occorreva far fronte a una situazione infrastrutturale critica andando a soddisfare, partendo dal basso, la necessità di stabilizzare il sistema».

Si arriva così a Benetutti, dove sono stati avviati degli studi sulla struttura e svolti gli interventi necessari a preparare l’infrastruttura in grado di diventare smart. «Ci si è resi conto che con interventi infrastrutturali minimi è possibile rendere in un arco temporale relativamente breve il Comune completamente autosostenibile, facendo in modo che questo gruppo di utenti produca e consumi in maniera instantanea l’energia elettrica a loro necessaria al 100% da rinnovabili». A proposito di studi, il Comune di Benetutti presenterà proprio in questi giorni lo studio preliminare per lo sviluppo della smart grid comunale.

«Si è analizzata l’evoluzione della potenza nell’arco dell’anno e si è rilevato che, introducendo sistemi di accumulo, cumulativi e distribuiti sul territorio per capacità e potenza di circa 400 kWh più un impianto a biomasse da 400 kW alimentato da biomasse residuali del territorio, esso permetteva di compensare la mancata generazione da fotovoltaico notturna», afferma Damiano.

IoT e algoritmi per la rete intelligente

Quali sono gli strumenti IT messi a disposizione? Innanzitutto c’è un lavoro di base legato al monitoraggio e al bilanciamento istantaneo sul sistema rete elettrica, basato sullo sviluppo di algoritmi in grado di monitorare e fornire ai componenti in loco reazioni inferiori al secondo. «Qui si concentra l’attività a livello embedded. Mentre per tutto ciò che risulta essere legato al monitoraggio di singoli utenti e loro profilazione, tale attività può essere svolta acquisendo le informazioni e gestendole in cloud». L’Internet of Things è componente fondamentale dell’intera attività di gestione.

Le sfide da affrontare

Il progetto sta andando avanti. Ora le sfide sono legate alla criticità normativa, legata alla mancata attuazione della figura dell’aggregatore. Attraverso la tecnologia delle smart grid, un aggregatore permette di creare una centrale virtuale attraverso la messa in rete di numerosi sistemi di accumulo e impianti a fonti rinnovabili.

«Tutte le attività che puntano alla produzione e accumulo per sfruttare l’energia prodotta vanno nella direzione esattamente contraria al concetto di rete intelligente – ammette Damiano – Invece che condividere le risorse e usare i sistemi di ICT per farlo nella migliore maniera possibile tra gli utenti più vicini, la legge prescrive che tutte le azioni di gestione e controllo e le valorizzazioni anche in termini economici è possibile ottenerle solo se si resta dietro a ogni singolo contatore elettronico. Questo non stimola certo molti utenti a operare in ottica di condivisione, anzi li spinge a una maggiore autonomia, antitetico rispetto alle smart grid; questo porta a moltiplicare il numero di batterie e con esse le criticità, i costi, riducendo i vantaggi».

È un peccato perché in Sardegna tanti Comuni vantano le stesse potenzialità di Benetutti. «Se non ci fossero criticità specifiche, sarebbero già stati individuati 11 distretti, per quasi 80 Comuni, nei quali la produzione risulta essere uguale al consumo: va solo gestita».

Resta poi da sciogliere il nodo finanziario: le tempistiche per vedere la nascita della smart grid comunale dipenderanno dal tipo di modalità di finanziamento. «Se sarà mediante partnership pubblico-privato potremmo vederla attuata entro due anni, se invece sarà esclusivamente pubblico i tempi si potrebbero dilatare in tempi imprevedibili», conclude.

Scritto da
Andrea Ballocchi