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Smart building, gli edifici intelligenti traino dell’e-mobility

Smart building, gli edifici intelligenti traino dell’e-mobility

Il rapporto tra edilizia e mobilità elettrica è più forte che mai. Specie da quando è stato emanato il decreto legislativo 257/2016, che recepisce la Direttiva Europea 2014/94/UE dedicata alla realizzazione di una infrastruttura per i combustibili alternativi. Esso prescrive che a partire dal 2018 i Comuni adeguino il proprio regolamento in modo che gli edifici di nuova costruzione con almeno dieci unità abitative prevedano l’installazione di infrastrutture di ricarica: più precisamente di un numero di colonnine non inferiore al 20% dei posti disponibili. Analoghe misure sono previste per gli edifici sottoposti a una ristrutturazione superiore al 50%.

Il disposto normativo apre quindi all’e-mobility, ma anche a una prospettiva più ampia, in termini di edifici che possano sviluppare anche l’energia necessaria per soddisfare le necessità energetiche dell’abitato e dei mezzi di trasporto. Le prospettive di un maggiore collegamento tra edilizia e mobilità sostenibile si dirigono anche a un maggiore contributo in termini di energia rinnovabile, di efficienza energetica degli edifici, cui si richiede sempre più intelligenza per gestire produzione e consumi: insomma, è giunta l’ora degli smart building.

Anche la direttiva UE 2018/844 sulle prestazioni energetiche degli edifici indica i veicoli elettrici come un’importante componente della transizione verso un’energia pulita basata su misure di efficienza energetica, combustibili alternativi, energia rinnovabile e soluzioni innovative di gestione della flessibilità energetica.

I presupposti normativi, quindi, ci sono. Ora resta da capire quanto siano diffuse le infrastrutture di ricarica residenziali/condominiali. «A oggi le infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici in ambito residenziale/condominiale presentano una diffusione limitata, coerente con i numeri di mercato delle auto elettriche nel nostro Paese», risponde Simone Franzò, assistant professor alla School of Management del Politecnico e membro dell’Energy & Strategy group. «Nel 2018, si stimano circa 4mila punti di ricarica privati installati nell’anno in Italia, in crescita di circa il 60% rispetto all’anno precedente. Ciò porta a stimare che lo stock complessivo di punti di ricarica privati installati in Italia si aggiri nell’ordine degli 11-13mila. Di tale stock, si stima che oltre il 90% faccia riferimento a wallbox domestiche».

Perché gli edifici intelligenti sostengono la mobilità elettrica

Gli edifici sono chiamati in causa in questo processo in quanto «avranno un ruolo determinante per la diffusione dell’e-mobility. A oggi, circa il 70% dei possessori di un’auto elettrica ha installato un punto di ricarica domestica, di cui oltre il 95% è ubicato presso un box/spazio privato. Si può ragionevolmente ipotizzare che questo trend si confermerà nei prossimi anni, come si è visto ad esempio in Paesi in cui il mercato dell’auto elettrica è decisamente più maturo del nostro», afferma Lucrezia Sgambaro, business analyst Energy & Strategy Group. «In secondo luogo, l’evoluzione degli edifici verso i cosiddetti smart building – nei quali il vettore elettrico giocherà verosimilmente un ruolo di primo piano – potrà rafforzare la “sinergia” tra auto elettrica e l’edificio stesso. L’auto elettrica sarà in grado di sfruttare l’impianto di auto-produzione di energia da fonte rinnovabile – fotovoltaico, per esempio – installato presso l’edificio con evidenti vantaggi anche dal punto di vista ambientale, derivanti dall’utilizzo di energia green per ricaricare il veicolo». D’altro canto, l’auto elettrica potrà essere vista dall’edificio come un sistema di storage “in movimento”, da utilizzare per accumulare l’energia in eccesso prodotta dall’impianto e che l’edificio non riesce ad auto-consumare. «In ottica prospettica, l’auto elettrica potrà a sua volta “alimentare” l’edificio, abilitando il cosiddetto paradigma del Vehicle-to-home o Vehicle-to-building», evidenzia Sgambaro.

È quindi chiaro che importanza riveste la tecnologiaha un ruolo fondamentale per la gestione dell’interazione tra veicoli elettrici ed edifici – conclude Franzò – Un primo elemento da citare riguarda la gestione ottimale del processo di ricarica, il cosiddetto smart charging, al fine di evitare sovraccarichi alla rete elettrica o un eccessivo stress all’impianto elettrico dell’edificio.

In secondo luogo, potranno essere abilitati flussi di energia bi-direzionali tra edificio e auto elettrica (Vehicle-to-home o Vehicle-to-building). Ciò richiede innanzitutto lo sviluppo sia di infrastrutture che di veicoli in grado di abilitare tali flussi bi-direzionali».

Infrastrutture di ricarica ed edifici ristrutturati, le opportunità ci sono

Il decreto legislativo apre a nuove prospettive anche per gli immobili esistenti. Infatti, si parla di infrastrutture di ricarica anche negli edifici sottoposti a ristrutturazione di primo livello. Con questo termine si comprendono, come specifica il Decreto “Requisiti Minimi” interventi che interessano l’involucro edilizio con un’incidenza “superiore al 50% della superficie disperdente lorda complessiva dell’edificio” ma anche la ristrutturazione dell’impianto termico per riscaldamento e raffrescamento asservito all’intero edificio.

L’apertura a questo settore è decisamente interessante, in quanto coniuga l’intento di fare efficienza energetica alla mobilità sostenibile. Una possibilità resa ancora più interessante dagli incentivi per chi volesse installare una colonnina di ricarica. La norma contenuta nella Legge di Bilancio 2019 contempla un bonus del 50% per le spese riguardanti l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica dei veicoli elettrici. I contribuenti, infatti, possono beneficiare di una detrazione del 50% per le spese documentate sostenute dal 1 marzo 2019 al 31 dicembre 2021; sono inclusi i costi iniziali per la richiesta di potenza addizionale fino ad un massimo di 7 kW.

Gli smart building e le potenzialità di efficienza e di intelligenza saranno tra i temi contemplati a LUMI EXPO (Bologna Fiere, 21-22 novembre), in particolare al convegno “Obiettivo zero energy: tra efficienza e intelligenza del costruito”

Scritto da
Andrea Ballocchi