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Efficienza energetica: un gioco di squadra. Parola di Energy Manager

Efficienza energetica: un gioco di squadra. Parola di Energy Manager

Cosa significa fare efficienza energetica lo sa bene Giorgina Negro, fresca vincitrice del premio Energy Manager 2019 di FIRE, riconoscimento ottenuto innanzitutto per i risultati: più di 300 interventi di efficienza energetica effettuati solo nel 2019, una riduzione dei consumi energetici di oltre 160 mila gigajoule, più del 71% di energia elettrica utilizzata derivante da fonti rinnovabili.

Tutto questo coordinando il dipartimento Energy in una realtà quale CNH Industrial, multinazionale italo-statunitense attiva nel settore dei capital good che, attraverso i propri 12 brand (tra cui Iveco), progetta, produce e commercializza macchine per l’agricoltura e movimento terra, camion, veicoli commerciali, autobus e veicoli speciali, motori e trasmissioni. Presente a livello globale con 12 brand, conta 66 stabilimenti produttivi, 54 centri di ricerca e sviluppo e oltre 64mila dipendenti.

«Per raggiungere determinati risultati il gioco di squadra è fondamentale, ma è possibile attuarlo nel momento in cui tutte le persone sono formate e informate. Per questo diventa determinante il costante aggiornamento e il piano di formazione in materia energetica, consapevoli che le idee innovative possono arrivare direttamente dai dipendenti di ogni singolo stabilimento, che sono i primi promotori di progetti di miglioramento energetico sui processi produttivi. Ciò dimostra quanto la formazione sul campo crei circoli virtuosi intorno al concetto di produzione sostenibile» spiega Giorgina Negro, WCM Energy Business Leader –  Worldwide Energy Department Director.

Che cosa significa essere Energy Manager all’interno di una multinazionale dedita alla realizzazione di veicoli industriali?

Giorgina Negro
Giorgina Negro

CNH Industrial è una realtà complessa e l’Energy Manager è cruciale nel supportare l’azienda nell’attuare una strategia di riduzione dei consumi, soprattutto tenendo conto della gestione ottimale dell’energia in tutte le fasi della produzione. È una figura chiave che ha il compito di dare al top management soluzioni innovative ed efficienti per mitigare l’impatto dei processi produttivi con l’ambiente, promuovendo interventi di energy saving e rendicontando i consumi. Ma la missione è anche promuovere la cultura della sostenibilità aziendale, gestendo e coordinando tutte le tematiche legate all’energia attraverso l’organizzazione e implementazione di Sistemi di Gestione dell’Energia (SGE). Lo dimostra il fatto che la certificazione ISO 50001 è applicata alla maggior parte dei nostri stabilimenti, coprendo il 97% dei consumi globali.

Che cosa ha portato il suo lavoro di energy management all’interno di un Gruppo così complesso?

Sicuramente i risultati. Il cambiamento climatico è un fenomeno di portata mondiale: il modo in cui tutti utilizziamo l’energia impatta fortemente sull’ambiente in cui viviamo. Da sempre CNH Industrial ne è consapevole tanto che uno degli aspirational goal del suo piano strategico è diventare nel tempo un’azienda a  zero emissioni di CO2, puntando a ridurle non solo nei processi produttivi, ma anche nei processi logistici e nell’uso dei nostri prodotti. Per questo, al 2024 ci si è posti l’obiettivo di ridurre del 46% l’emissioni di CO2 (rispetto al 2014) e di utilizzare più dell’80% dell’energia elettrica da fonti rinnovabili nei nostri processi produttivi – a oggi siamo già al 71%. Non solo: vogliamo abbattere del 20% rispetto al 2014 i kg di anidride carbonica emessi per tonnellata trasportata nei processi logistici e offrire il 25% del parco prodotti alimentati da gas naturale.

Che rapporto esiste tra efficienza energetica e sostenibilità?

Parlo per esperienza diretta: c’è un filo diretto e un colloquio pressoché continuo con la responsabile della sostenibilità, che si rapporta direttamente con il Consiglio d’Amministrazione, proprio per coniugare efficienza e sostenibilità, per cercare di ridurre i nostri consumi e puntare a essere sempre più ambientalmente attenti. Questo sforzo ci ha portato a conseguire soddisfazioni significative: per esempio, è da 9 anni consecutivi che CNH Industrial ha visto riconosciuta la propria leadership a livello internazionale negli indici Dow Jones World e Europe nell’Industry Machinery and Electrical Equipment.

Come Energy Manager, quali difficoltà incontra maggiormente? E come le affronta?

Quando si propone un progetto di efficientamento energetico, il primo effetto che si rileva è quello economico, ottenibile cioè dal risparmio in bolletta. Però i progetti di energy saving si portano a corredo dei benefici indiretti, che non sempre sono messi in luce: per esempio, quelli legati al risparmio di costi di manutenzione o al miglioramento del processo produttivo, ma soprattutto a un miglioramento dell’ambiente in cui l’azienda opera. Per evidenziare questi benefici indiretti, abbiamo sviluppato una procedura aziendale mirata a quantificarne gli effetti in termini monetari, permettendo così di portare all’approvazione i progetti valutandone l’impatto economico complessivo, non solo immediato, ma anche a lungo termine. La vera sfida è portare risultati tangibili, un cambiamento nel quotidiano, diffondendo la cultura della sostenibilità aziendale.

Quanto è importante l’adozione di sistemi di monitoraggio energetico nel centrare gli obiettivi di energy efficiency?

Non è importante: è fondamentale. Come diceva Kelvin, “non si può migliorare ciò che non si può misurare”. La nostra storia aziendale insegna che la riduzione dei consumi energetici è il frutto di una capillare diffusione della cultura del risparmio energetico. Per noi significa avere un sistema di monitoraggio costante su tutti i 66 stabilimenti che porta a un approccio sistematico di miglioramento delle prestazioni energetiche. Oltre che la certificazione ISO 50001, contiamo anche su un altro strumento di gestione energetica all’interno del programma dal World Class Manufacturing (WCM) che mira a ridurre tutti i tipi di spreco. Due protocolli con un unico obiettivo: ridurre consumi ed emissioni climalteranti.

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Scritto da
Andrea Ballocchi